Swarovski e i suoi Mondi di Cristallo in Tirolo

E’ stato un viaggio tortuoso quello che mi ha portato in Tirolo, precisamente ad Hall-Wattens, ma ne è valsa assolutamente la pena.
Dopo un ritardo di più di 40 minuti sulla partenza da Milano Centrale che ci ha fatto perdere la coincidenza del treno austriaco da Verona dove abbiamo dovuto ingannare il tempo per 2 ore in attesa della partenza di quello successivo, siamo giunte finalmente nella bellissima Innsbruck, per poi farci accompagnare in taxi nella piccola Hall.
Parlo al plurale perché non sono andata là da sola, ma in compagnia di altre blogger e questo è stato sicuramente uno dei punti di forza di questo tour, che ricorderò sempre con grande allegria e divertimento.

Forse vi sembrerà strano (ok, sembra strano anche a me!) ma questa volta, udite udite, il cibo lo lasceremo per ultimo. Sì perché non vorrei che la fame che vi farà venire il pensare alle cotolette possa distrarvi dallo splendore dei Mondi di Cristallo che abbiamo visitato all’interno del parco Swarovski di Wattens, in occasione dell’inizio del Festival delle Luci.
Incredibili installazioni tempestate di cristalli si susseguono lungo il percorso che accompagna i visitatori in una dimensione parallela fatta di riflessi, magia e… perché no, infanzia ritrovata!
Non vi nascondo che io per prima mi sono divertita un mondo e tra tutte, l’opera-installazione su cui tornerei immediatamente è senza dubbio la giostra dei cavalli disegnata dallo spagnolo Jaime Hayon.
Tanti piccoli animaletti fantasiosi, un design meraviglioso e ovviamente una pioggia di Swarovski sul soffitto del carosello, che rendono incredibilmente chic il giro sulla giostra.

Micol Uberti sulla giostra dei cavalli di Jaime Hayon nei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens

Tra le opere presenti nell’area esterna dei KristallWelten, quella che spicca per bellezza e dimensioni è però senza dubbio la Nuvola di Cristallo, progettata da Andy Cao e Xavier Perrot: sembra impossibile pensare che quegli 800.000 cristalli siano stati inseriti a mano!
E’ una bellissima installazione che ci costringe a fare una cosa stupenda che spesso ci dimentichiamo di fare: alzare lo sguardo, proiettarlo verso il cielo e lasciarci stupire. Dà sicuramente il meglio di sé la sera, quando le luci colorate sottostanti lo fanno dipingere di riflessi. Il parco è aperto fino alle 21 e vale la pena calcolare di visitare quest’opera quando il sole è già calato!

La Nuvola di Cristallo dei designer Andy Cao e Xavier Perrot nei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens

Subito di fianco, non si può non notare la grande testa del Gigante.

(pic via web)

Antico custode delle Camere delle Meraviglie (retrostanti ad essa, per l’appunto), in cui risiedono le ricchezze più preziose che trovò nel mondo durante il suo errare infinito alla ricerca di ciò che dona bellezza all’universo.
Questa è la spiegazione che ci dà l’artista che lo ha creato, André Heller.

Le camere delle meraviglie del Gigante

Credo che il Gigante abbia fatto un ottimo lavoro nello scegliere le meraviglie da esporre nelle sue stanze: io sono rimasta a bocca aperta di fronte alla maggior parte di queste! Alla fine del percorso nelle stanze, è possibile anche ripercorrere la storia delle creazioni più importanti di Swarovski, grazie al museo FAMOS, ad esse dedicato.
La prima camera dentro cui si entra somiglia a una grotta e contiene al suo interno svariate opere di artisti diversi, tra cui anche il meraviglioso “orologio sciolto” di Salvador Dalì, intitolato La persistenza della memoria.

opera in cristallo esposta nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
una delle opere presenti nella prima stanza, la Blue Room
gemma di cristallo esposta nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
un’incredibile gemma gigante pende dal soffitto della Blue Room
l'opera di Salvador Dalì "La persistenza del Tempo"in cristallo, esposta nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens

Le sale successive, sono un tripudio di luci, soggetti differenti, atmosfere surreali e suggestive che accompagnano il visitatore nelle visioni degli artisti più disparati che hanno collaborato al progetto dei KristallWelten.

Silent Light, opera di Alexander McQueen e Tord Boontje, nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
“Silent Light” di Tord Boontje e Alexander McQueen
un albero innevato in una foresta meravigliosa, opera esposta dapprima all’ingresso del Victoria and Albert Museum di Londra
opera "Into the Lattice Sun" di Lee Bul, esposta nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
“Into lattice Sun” di Lee Bul
Micol Uberti all'interno del Duomo di cristallo nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
Duomo di Cristallo
opera ispirata alla cupola geodetica di Sir Richard Buckminster Fuller
dettaglio di "Into the Lattice Sun", 
opera in cristallo esposta nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
un dettaglio di una delle opere facenti parte della stanza “Into lattice Sun”
"Chandelier of Grief" di Yayoi Kusama, opera in cristallo esposta nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
“Chandelier of Grief” di Yayoi Kusama
Dettaglio di "Chandelier of Grief", opera in cristallo esposta nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
un dettaglio del lampadario di cristallo, attorno a cui l’artista ha posizionato svariati specchi posizionati in diverse direzioni così da creare un mondo di riflessi infiniti
"Opacità trasparente", opera in cristallo esposta nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
“Opacità trasparente” di Arik Levy
l’ossimoro del nome dell’opera rivela già quale sarà il soggetto delle installazioni…
Un altro dettaglio di "Opacità trasparente", opera in cristallo esposta nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
…le molteplici e affascinanti sfaccettature del cristallo
"REady to love" di Manish Arora, opera in cristallo esposta nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
“Ready to Love” di Manish Arora
nulla da aggiungere, un’opera che parla da sola: l’amore è amore e questa stanza vi farà venire voglia di condividerlo con chiunque!
"55 milioni di cristalli" di Brian Eno, opera in cristallo esposta nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
“55 Milioni di Cristalli” di Brian Eno
un ipnotico puzzle di cristalli i cui colori sono in costante evoluzione
impossibile non rimanere incantati
un corsetto da sposa in cristallo esposto nen museo FAMOS all'interno del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
un corpetto da sposa esposto nel museo FAMOS alla fine del percorso nelle
Stanze delle Meraviglie
un cristallo fumé esposto nen museo FAMOS all'interno del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
un cristallo fumé esposto nelle teche del museo


Che cos’altro si può fare all’interno del Gigante?
Shopping sfrenato, naturalmente, perché poco prima dell’uscita si trova uno store immenso pieno di tentazioni… a cui io non ho saputo resistere: infatti abbiamo acquistato un paio di orecchini che però (a detta di mia mamma, autrice del regalo) non potrò indossare fino al 22 dicembre, data in cui spegnerò le mie prime 30 candeline. E’ una tortura sapere che li ho ma non posso ancora sfoggiarli, tuttavia so che vale la pena aspettare!

Un’altra esperienza molto bella da poter vivere è stato senza dubbio il brindisi con prosecco ed essenza di rose che abbiamo fatto nella Vip Lounge della boutique Swarovski. Una piccola coccola prima di salutare questi splendidi Mondi di Cristallo.

l'ingresso della Vip Lounge all'interno dello store Swarovski nel parco dei Mondi di Cristallo a Wattens
un dettaglio dei flute della vip lounge Swarovski: gli steli contengono preziosi e scintillanti cristalli
che eleganza questi flute con i cristalli nello stelo… non trovate?
un brindisi nella Vip Lounge all'interno dello store Swarovski nel parco dei Mondi di Cristallo a Wattens


Certamente la cornice delle montagne innevate che si stagliano contro il cielo di Wattens, è altrettanto degna di nota…
E’ bellissimo osservarle in prospettiva mentre si fa una foto all’albero di Natale del parco o alla slitta di Babbo Natale.

l'albero di Natale tempestato di Swarosvki all'ingresso del parco dei Mondi di Cristallo e le montagne austriache alle sue spalle
la Slitta di Babbo Natale tempestata di Swarovski all'interno del parco dei Mondi di Cristallo e le montagne austriache alle sue spalle
la Slitta di Babbo Natale tempestata di Swarovski all'interno del parco dei Mondi di Cristallo nell'affascinante buio della sera
PS: la slitta è ancora più bella la sera, quando si illumina e fa galoppare la fantasia dei più piccoli…

Due passi nel Tirolo

Se vi trovate in questa bellissima zona appena fuori dall’Italia, dovete però prendervi il tempo anche per visitare la città medievale di Hall e per assaporare il gusto dei piatti locali, altrimenti vi perdereste qualcosa di cui pentirsi.
La piccola Hall è uno scrigno di scorci stupendi da vedere e non solo: sono tante le realtà locali che si occupano di food e che eccellono per la qualità di ciò che propongono. Ecco alcune foto dalle esperienze che abbiamo vissuto in questi giorni in Austria!

degustazione di schnapps di acquavite di Der Bogner
la degustazione di acquavite dal produttore locale, Der Bogner
un cucciolo di manzo irlandese dà il benvenuto nell'azienda di liquori Der Bogner
…dopo la tenera accoglienza dei suoi cuccioli di manzo irlandese!
veduta di una delle chiese di Hall all'alba, con le montagne austriache alle sue spalle
la meraviglia dell’alba che si alza sui paesini, che sembrano il quadro perfetto di un presepe
biscotti allo zenzero di Natale, fatti a mano ed in vendita in un ristorante di Hall-Wattens
biscotti allo zenzero fatti in casa, che delizia!
la sala del ristorante Daniel's all'interno del parco dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
l’elegantissimo e scintillante ristorante Daniel’s all’interno del parco Swarovski
il calice di benvenuto al ristorante Daniel's del parco dei Mondi di Cristallo Swarovski, contenente un cubetto di ghiaccio luminoso
è qui il luogo giusto per brindare con il calice di benvenuto più brillante che abbiate mai visto!
una veduta dei paesini di Hall-Wattens e le montagne innevate retrostanti
l’atmosfera dei paesini di montagna nella zona di Hall-Wattens
canederli di cervo serviti con insalata e uova di quaglia
gli immancabili, squisiti canederli, preparati nelle maniere più svariate
la classica wiener schnietzel, regina indiscussa delle tavole austriache
e il re delle tavole austriache: il wiener schnitzel!

Se avete voglia di scoprire di più, potete visitare il mio profilo Instagram e guardare i contenuti in evidenza che ho creato per raccontarvi questo viaggio: sarà proprio come essere là con me!


Testo e fotografia
a cura di
Micol Uberti
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Ricordi d’Irlanda

Il mese scorso sono andata in Irlanda, per la prima volta in vita mia.
Ho condiviso con voi le emozioni che ho provato grazie alle varie esperienze che ho vissuto, vi ho portato un po’ con me attraverso le Instagram stories e vi ho raccontato le particolarità che ho ritrovato in questa terra che profuma di pioggia, erba fresca e burro fuso.
Però mi sono resa conto che tutto questo non era abbastanza.
Ecco allora che ho raccolto un po’ delle foto che ho scattato là e sono pronta a condividerle con voi.
Buona visione!


fotografie a cura di
Micol Uberti
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Relax tra il design a due passi dal Garda

Appena varcherete la soglia del Dunant Hotel, a Castiglione delle Stiviere, vi troverete immersi in uno spazio concepito per risvegliare la curiosità di chi vi soggiorna, in una girandola di situazioni di design e spazi ideati per sviluppare l’emotività sensoriale e risvegliare la curiosità degli ospiti. Sarebbe impossibile non sentirsi coinvolti, per esempio, dall’atmosfera ludica che vi aspetta uscendo dall’ascensore al terzo piano.
Appena le porte si sono spalancate mi sono ritrovata in una sorta di foresta incantata, popolata da varie altalene. La domanda che subito mi sono fatta (e che mi hanno fatto!) è stata se fossero realmente utilizzabili.
Si! E’ un must per gli ospiti di qualsiasi età provarle, tornando bambini e rilassandosi in questa stanza semibuia, chiusa da pesanti tende, in un gioco di luci e murales fosforescenti.

L’artefice di tutto ciò è Ermanno Preti, il designer che ha curato il progetto di questo hotel e che ha voluto le 78 camere una diversa dall’altra, per evitare che l’ospite si senta parcheggiato in un luogo anonimo e spenga il cervello, ma si senta invece parte attiva dell’ambiente che lo ospita. Qui l’arte e il design rendono omaggio a Jean Henry Dunant, il primo premio Nobel per la pace, l’uomo che assistendo alla battaglia di Solferino (cittadina che si trova a pochi chilometri dall’albergo che porta il suo nome) inventò la Croce Rossa per assistere i feriti in battaglia. L’eco di questa battaglia viene ripreso nel dipinto sulla tela che campeggia in fondo al ristorante. Al centro invece troviamo l’originale tavolo a spirale, ideato per creare condivisione tra gli ospiti e abbattere le barriere scoprendosi tutti fratelli, grazie alla continuità dei suoi posti a sedere. Utilizzando Dunant hotel come “base” abbiamo anche potuto vivere appieno un weekend fuoriporta che ci ha permesso di raggiungere in tranquillità il lago di Garda, facilmente raggiungibile in una ventina di minuti, notoriamente animato da stuoli di vacanzieri italiani e stranieri che affollano le sue sponde, restando però in un’oasi di tranquillità.

Dove abbiamo mangiato

Nelle vicinanze è stato quindi piacevole poter uscire a cena al ristorante Rose & Sapori a Desenzano del Garda in una location che ci ha permesso non solo di gustare una cucina curata e genuina ma anche di rilassarci sulla loro terrazza a bordo lago. Per il pranzo del giorno seguente abbiamo invece optato per la pizza, al ristorante pizzeria Ciclone di Lugana di Sirmione che fa parte dell’Alleanza Pizzaioli Slow Food. Da provare assolutamente è la loro pizza gourmet cotta 100% a vapore per dare un interno soffice e rigenerata nel forno statico per assicurare una crosta croccante, soprattutto nella variante con impasto di farina di mais e che con la farcitura riproduce il piatto tipico del luccio alla gardesana con polenta.

L’eleganza della suite che ci ha ospitati
La creatività regna sovrana anche nella presentazione della colazione a buffet


Testo a cura di Franca Bergamaschi
Fotografia a cura di Bruno Uberti, Franca Bergamaschi

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Quando la vacanza non fa una piega

Luglio, col bene che ti voglio, tra un po’ si partirà!
A dirla tutta, almeno per quanto riguarda me, sarà già agosto quando finalmente si andrà in vacanza, tuttavia sono una persona previdente e sto già facendo un’accurata lista delle cose da mettere in valigia.
Non vedo l’ora di scoprire posti nuovi, affondare i piedi nella sabbia, collezionare nuovi ricordi di cui essere gelosa per i prossimi cent’anni!

Andare in vacanza significa rilassarsi, soprattutto mentalmente: ecco perché è importante organizzare bene i propri bagagli, così da non dover poi avere lo stress di rincorrere all’ultimo quello che si è dimenticato a casa!

Al di là dei fondamentali – i vestiti – ci sono cose che posso migliorarci sensibilmente i giorni di spensieratezza, risolvendoci quei piccoli inconveniente tipici di chi non è a casa propria: come risolvere il problema di quelle fastidiose pieghe sul quel bellissimo abitino che avete portato con voi sognando già di indossarlo in una serata speciale con la vostra dolce metà? Io porto con me, spessissimo, dei vestiti particolari che so già che fotograferò e devo ammettere che mi indispettisco parecchio quando scopro che la bellissima gonna che dovrò sfoggiare nel prossimo shooting ha una bella rigaccia proprio sul davanti, reduce dal viaggio in valigia.
Buone notizie, ragazze: la soluzione c’è ed è più compatta che mai!

Avevo sentito parlare di piccoli ferri da stiro “verticali”, con funzionamento a vapore, dopo che avevo visto nei backstage delle sfilate questi curiosi aggeggi con cui le vestiariste passavano gli outfit che di lì a poco le modelle avrebbero mostrato sulle passerelle. Non credevo, però, che fosse un tesoro di dominio pubblico e che potessimo averne uno in casa anche tutte noi!
Ho fatto ricerche e ho conosciuto così SteamOne, un’azienda francese leader nella produzione di questo tipo di elettrodomestici che mi ha incuriosita moltissimo. Il ferro da stiro compatto che ho scelto io è S-Nomad, un vero piccolo miracolo! E’ pronto in temperatura in soli 45 secondi e l’aspetto ancora più comodo è che, avendo il connettore universale per bottiglie, posso partire lasciando serenamente a casa il contenitore per l’acqua, occupando così meno spazio in valigia! Inoltre, stira senza rischi anche i tessuti sintetici che, si sa, sono sempre più presenti nei nostri armadi.
Più comodo di così… almeno non si hanno più pensieri e angosce quando è il momento di maltrattare i vestiti in valigia, schiacciadoli senza pietà pur di farcene stare uno in più nel trolley!


Testo e foto al prodotto a cura di Micol Uberti
Foto a Micol a cura di Franca Bergamaschi

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Out of Office : un weekend romantico a Losanna

L’amore. L’amore siamo abituati a percepirlo solo tra persone o tra esseri animati, eppure… eppure a volte ci arriva anche da qualcosa apparentemente privo di anima. Un palazzo, una pietra, una città.
Losanna è così, ti fa innamorare e ti mostra prepotentemente quanto, questo sentimento, la faccia da padrone tra le sue strade, tra le architetture antiche e quelle più moderne, tra le quali non c’è astio, non c’è invidia, ma solo una inspiegabile sintonia.

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Benvenuti a Losanna

La Svizzera è un Paese che conosco poco, devo dire la verità.
So che ci sono stata da bambina, insieme ai miei genitori, perché ci sono album di vecchie foto che me lo ricordano, però ne ho poca memoria, e così sono “approdata” in questa terra straniera con tanta curiosità e pochi pregiudizi.
La prima cosa che si nota, appena si arriva a Losanna, capitale del Cantone Vaud, è che è una… città multistrato! Tra la torre più alta della splendida Cattedrale gotica e la riva del lago Lemano, sono svariati i livelli di strade, ponti e viottoli che si intrecciano tra loro.
E’ un’aria romantica, morbida, rilassata, quella che si respira qui: deliziosi scorci tradizionali, come Place de la Palud con al centro il bellissimo Municipio con pluviali a drago, si alternano a elementi del presente e del futuro, come il quartiere artistico e giovane del Flon, a pochissime fermate della metropolitana più in là.
Dedicare una manciata di ore fugaci alla visita della città sarebbe veramente un peccato, perché ha tanto da offrire e tanti modi di emozionare, tuttavia sa essere magica in ogni suo centimetro quadrato e diventa, così, una meta particolarmente indicata per un weekend romantico non molto distante dall’Italia.

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Non limitatevi a guardare la cattedrale, ma concedetevi due passi nel suo piazzale: oltre ad intravedere l’antica Accademia di teologia protestante, potrete godere di un panorama mozzafiato di tutta la città fino all’orizzonte.

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Anche la zona di Ouchy, conosciuta in quanto sede del Museo Olimpico, è incantevole…

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…ma anche le zone più nuove e bizzarre hanno il loro fascino!

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Non perdetevi assolutamente…

…la degustazione di birre artigianali da Les Brasseurs, possibilmente dopo una bella visita al nuovissimo acquario e vivario Aquatis! Un racconto reale e vivo delle creature di acqua dolce, sia della fauna locale, sia dal mondo più lontano.
Come ad esempio la mascotte: il drago del Komodo vi aspetta lì.

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Provate questo albergo!

Io ho soggiornato qui e mi sono trovata splendidamente: l’Hotel de la Paix ha una cura impeccabile per tutti i dettagli e per gli ospiti.
Molto comodo per via della posizione centrale, consente di spostarsi comodamente a piedi ed è vicinissimo alle piazze più suggestive della città. Anche fare due passi la sera, dopo cena, sarà un piacere e si potrà vivere senza dover organizzare tutto in anticipo!
E poi, se avrete la fortuna di avere un balcone come l’ho avuta io, la vista è semplicemente incredibile.

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E fermatevi a mangiare qui!

Se anche voi, pensando alla Svizzera, visualizzate automaticamente dentro di voi montagne di cioccolato, allora siamo sulla stessa lunghezza d’onda!
Nonostante i miei sforzi, non sono riuscita a capire dove si trovi la casa del signor Lindt, però ho trovato un posticino che realizza dei tartufi davvero eccezionali e in cui ho avuto la fortuna di fare una bella degustazione: la Chocolatière è un’istituzione in città dal 1970, pensate che i clienti se ne innamorano così tanto che… una di questi è addirittura diventata l’attuale proprietaria!

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Se invece avete intenzione di fare tappa nel Museo Olimpico di cui vi parlavo prima, scelta che consiglio di fare anche perché ha un approccio molto innovativo all’argomento che tratta e nella parte finale il visitatore è invitato a mettersi alla prova in prima persona, vi sarà poi necessario fare un bel brunch caldo in un ambiente moderno e accogliente! Ecco perché vi suggerisco di prenotare preventivamente un tavolo al TOM, il bistrot del museo stesso. Anche con il tempo grigio, come quello che ho trovato io, la vista dalle ampie finestre è pazzesca e il cibo è davvero buono!

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Per un piatto tradizionale, invece, è senza dubbio il Café du Grutli la scelta più indicata, ma di questo ne parleremo nel prossimo appuntamento qui sul blog…

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Una dritta? Lasciamoci così, per il momento: se volete spostarvi più agevolmente e in maniera più celere, acquistate la Transport Card. In questo modo potrete raggiungere velocemente tutti i punti della città e le incantevoli zone dell’hinterland!

Un grazie particolare a…
Lausanne Turisme
YNot (trolley)
Ottaviani bijoux (bracciale in smalto con gufo)
Kiabi (giaccone, maglione beige)
Lesara (maglione nero e gold)

Testo e fotografia
a cura di Micol Uberti

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Out of Office : un weekend in Toscana

Si mangia da Dio, nella sua provincia si trova l’unica “piazza d’acqua” esistente e lo sguardo può sconfinare nei suoi immensi paesaggi soleggiati: c’è bisogno di qualche altro buon motivo per andare a Siena?
Passare un weekend all’insegna del benessere a trecentosessanta gradi non è certo difficile qui: io ho deciso di partire per questa splendida destinazione settimana scorsa, a bordo della piccola ma molto capiente Lancia Ypsilon Unyca, per scoprire i luoghi più affascinanti da suggerirvi se voleste prendervi una pausa di evasione dalla routine dell’ufficio.

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Il primo albergo ad accoglierci è stato l’antico borgo de La Bagnaia, un magico agglomerato di case riadattate ad hotel de charme della catena Hilton, Curio collection, nelle campagne senesi, così tanto esteso da dover richiedere l’intervento dello staff che accompagna i visitatori a bordo di comodi caddy, presi in prestito dall’adiacente campo da golf facente parte della struttura, per raggiungere reception, camere e la sontuosa Buddha Spa, a 2 km di distanza.
Purtroppo, al nostro arrivo, il cielo era un po’ indeciso, ma questo non ci ha certo impedito, tra una nuvola e l’altra, di rimanere a bocca aperta di fronte alle meraviglie di questo posto incantato!

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Quando parlavo di borgo, intendevo proprio questo: presso La Bagnaia potrete fare due passi all’interno dei vicoletti rustici che vi accompagneranno al vecchio pozzo, a cancelloni in ferro battuto lavorati, agli angoli più verdi e nascosti…

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Anche il cibo è davvero delizioso, la cucina è seguito da uno chef che sa fare dei piatti tradizionali delle vere opere d’arte: il piccione con patate viola al burro alla lavanda che ho mangiato qui ha lasciato un segno nel mio cuore!
Ma da grande amante delle mandorle, devo ammettere che ciò che mangerei altre mille volte ancora è il dolce che ha proposto: una deliziosa bavarese con semifreddo di mandorle e lamponi. Una delizia infinita, non solo per gli occhi!

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Dopo aver ripreso le energie ed esserci debitamente rilassate, abbiamo fatto un giro nella splendida Siena. Ci sono alcune cose che dovete assolutamente vedere e che a me piace visitare ogni volta, come fosse la prima. Senza dubbio Piazza del Campo è uno spettacolo che ci invidia tutto il mondo: la sua forma a conchiglia è più unica che rara ed il Palio che ci si svolge ogni anno attira tantissimi curiosi.
Una particolarità meno conosciuta, però, è la piccola frazione di San Quirico d’Orcia, Bagno Vignoni. Qual è la sua caratteristica? Al centro del suo piccolo borgo (tanto per darvi un’idea, pensate che conta appena una trentina di abitanti!) si trova la Piazza delle Sorgenti: una vera e propria “piscina” di acqua termale calda!

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Forse pensare all’acqua calda, in questi giorni, non vi solletica proprio la fantasia… allora vi tiro fuori io il coniglio dal cilindro e vi dico subito qualcosa che stimolerà il vostro interesse!
Alle porte di Siena, infatti, si trova un ristorante eccezionale, in cui siamo andate per cena: si chiama Particolare ed appena arrivate capirete che lo è, di nome e di fatto!
Innanzitutto è l’unico locale toscano ad avere un tavolo riservato proprio davanti alla cucina a vista, a cui solo pochi fortunati potranno sedersi, naturalmente previa prenotazione.
In secondo luogo, non potete farvi mancare un giretto nelle varie sale del ristorante: solo così potrete notare le pareti in tufo della cantina, i bellissimi colori scelti per i complementi d’arredo, il gusto semplice ma d’impatto dei lampadari a muro, i tre camini che si intravedono già dalla strada, in prospettiva dalla vetrata principale…

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Camini? Quali camini?
Quelli rotondi, luminosi, che si intravedono (di fianco al mio riflesso… ops!) in fondo alla sala da pranzo! Non avreste detto che lo erano, vero?
Sono proprio loro che hanno ispirato il semplicissimo logo del Particolare!
Se vi state divertendo a stupirvi, allora è proprio il caso che vi fermiate per cena qui.
Il menù di degustazione che ci hanno riservato è stato davvero eccellente: ve lo avevo già accennato sul mio profilo Instagram, la passata di piselli con riso venere e calamari era davvero deliziosa…

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…ma qualcos’altro è addirittura riuscita a battere la sua bontà, per il mio palato!
Sto parlando del flan ripieno di formaggio fondente e servito con pera cotta nel Sangiovese. Era così buono che ho chiesto il bis!

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Nei piatti dello chef si ritrova tutto il sapore vivace della Toscana e nell’allegria cortese dello staff si ritrova tutta la cultura di un popolo che ama ridere e stare in compagnia.

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Oh, quasi dimenticavo! Mi raccomando, chiedete di assaggiare un calice del delizioso “Sangiovese bianco” che hanno in carta qui: sentori di prugne, sapori armoniosi e inaspettati si apriranno al vostro palato!

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L’indomani mattina, dopo una colazione rapida che ho voluto godermi nel gazebo di fianco alla mia splendida stanza, siamo ripartite alla volta di Firenze.
Qui, una tappa nel centro benessere Asmana era assolutamente d’obbligo!
Soprattutto per me, che amo tantissimo il mondo luccicante e ridondante dell’India e dell’Oriente: qui tutto l’arredamento proviene da queste terre lontane e ogni dettaglio parla di lusso e di quiete.

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Anche i luoghi più ispirati alla campagna mi sono piaciuti moltissimo: primo fra tutti la Stanza del Fieno, in cui sono andata a riposare un pochino dopo aver ricevuto un massaggio Lomi Lomi molto rilassante e dentro alla quale si respira un profumo a cui sono molto affezionata.

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Mi è dispiaciuto parecchio di non esser riuscita a sperimentare anche uno dei tanti rituali che Asmana propone all’interno della loro particolarissima Wine Sauna, il cui corpo centrale e il soffitto sono ricavati dai legni di vecchie botti di vino…

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…ma per noi era già ora di ripartire nuovamente, per avvicinarci a casa.
Rientrando a Milano, abbiamo infatti spezzato il viaggio rascorrendo la notte nel romantico Villino di Porporano, un piccolo bed and breakfast che si nasconde tra le vie di un piccolo comune di Parma. Passando per la strada non direste mai che al di là di quelle mura si trova un luogo simile! Sembra di entrare in una favola!

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La colazione ha tutto il sapore dell’accoglienza emiliana: è la proprietaria a preparare il caffè, le torte e tutte le prelibatezze che propone!

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La cosa che mi è piaciuta di più di questo assaggio del Centro Italia?
L’aver ritrovato famigliarità, seppure in forme diverse, in ogni luogo in cui sono stata.
La cosa che mi è piaciuta di meno? L’essere tornata a Milano!
Ma ehi, lo dice Tiziano, con il ritorno inizia un altro viaggio, giusto?
E così, dopo una manciata di giorni, ero già pronta a ripartire…
Troverete venerdì prossimo il mio racconto del tour delle Langhe!
Buon weekend!

cof

Testo a cura di Micol Uberti
Fotografie a cura di Micol Uberti e Franca Bergamaschi

Si ringraziano
i Rocchi Cashmere (poncho bianco latte e beige)
Lancia Auto
Kiabi (shorts optical)

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Paul Gauguin at Mudec

“Gauguin. Racconti dal Paradiso” al Mudec

Il blu del mare della lontana Polinesia, che richiamano i meravigliosi riflessi dei capelli delle donne che abitano in quegli scorci di mondo che sanno di vitale serenità… i colori energici dei fiori di tiarè e il giallo del sole che batte, sferzante, sulla sabbia di spiagge lontane… viene voglia di prendere il primo aereo e partire per quelle mete: invece basta andare al Mudec (Museo delle Culture di Milano) per rivivere queste sensazioni grazie agli straordinari dipinti di Paul Gauguin, in mostra fino al 21 febbraio. Le linee sono semplici e primitive, così tanto che parlano più all’anima che agli occhi. Ci sono quadri di cui mi sono innamorata dal primo istante ed ora ve li mostrerò, anche se non tutti richiamano le atmosfere appena citate. All’interno del percorso che ci accompagna attraverso la vita e le opere dell’artista, anche un’installazione multimediale in cui un impeccabile Filippo Timi interpreta gli scritti di Gauguin: racconta un amore ancestrale per la natura e la purezza dei bambini, una felicità che ha un sapore così semplice che diventa difficile da definire ma che emerge perfettamente dagli oli su tela al Mudec.
The amazing blue of Polynesia seas, that perfectly remind us of the glares into local women’s hair, those women that live in such enchanting places of the world that taste of lively composure… the dynamic colors of tiarè flowers and the bright yellow of a sun that endless shines on a wonderful sand… we’d like to take the first flight we can to go to these incredible destinations, but it’s enough to go to Mudec (the Museum of Cultures, in Milan) to relive these emotions thanks to Paul Gauguin‘s paintings. Lines are so much early that speak more strongly to our souls than to our eyes. I instantly fell in love with some of them. Gauguin tells us about a primordial love for Nature and for the children’s goodness, a kind of happiness that seems so hard to describe but that immaculately comes out from the artist’s canvas in Mudec.

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Veliero-al-chiaro-di-luna-1878-©-Ny-Carlsberg-Glyptotek-Copenhagen-Photo-Ole-Haupt-e1449188176719
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Pictures via web
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CREDITS
Mudec – Museo delle Culture

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