L’antica tradizione della torta di compleanno

La torta di compleanno ha una storia che affonda le radici in tempi ben più remoti di quanto si potrebbe sospettare… ma non si tratta solo di ricette o di usanze.
Si tratta anche di rituali magici e preziosi che secolo dopo secolo sono giunti fino a noi.

Ho avviato la ricerca “torta di compleanno” per tutt’altro motivo, quello che vi ho raccontato all’interno di QUESTO articolo, nella fattispecie.
Volevo curiosare un po’ in cerca di spunti e ispirazione e così mi sono imbattuta in editoriali che si dilungavano a parlare di cosa fosse e come fosse nata la torta di compleanno. Un po’ come sto facendo io ora, insomma!
Mi è venuto un pochino da ridere lì per lì, perché mi sono chiesta cosa ci fosse mai da raccontare, ma la curiosità ha avuto la meglio e così ho proseguito nella lettura… ed ora posso dirmi felice di averlo fatto.

Bisogna andare indietro nel tempo, molto indietro, così tanto indietro da arrivare ad un paio di millenni prima della nascita di Cristo. Vi ritrovate? Quella che vedete sotto i vostri piedi è la sabbia bollente del Sahara e quelli che vi passano di fianco sono i faraoni dell’Antico Egitto. E’ proprio a loro che venivano dedicate feste sfarzose in occasione del loro compleanno e a cui veniva offerto delizioso cibo per onorarli.
Un po’ come era usanza fare presso i Persiani che, più o meno nello stesso periodo storico, si concentravano maggiormente sulla pasticceria, creando quindi dolci ad hoc per i propri festeggiati.

E la poesia in tutto questo dove sta? Sta nel momento in cui i Greci, circa mille anni dopo, arrivano ad unificare le due tradizioni per dar vita a uno splendido omaggio alla dea Artemide, la Custode della Luna.
Proprio per onorare questo suo delicato e gravoso compito, i Greci cominciarono a creare dei dolci di forma rotonda, per l’appunto delle torte di miele e farina, da adornare con candele che potessero ricordare la lucentezza della Luna.
Soffiando sulla candela dopo aver espresso un desiderio o dopo aver chiesto un favore ad Artemide, il fumo dello stoppino avrebbe fatto da messaggero, guidando le richieste dei credenti incielo, fino a raggiungere la Dea.

Non vi sembra una storia meravigliosa?
Non vi fa desiderare che sia ogni giorno il vostro compleanno?

Testo a cura di Micol Uberti
Fotografia via web
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CityLife Shopping District: è qui l’unico Nashi Salon del mondo!

Milano, 30 novembre 2017Un nuovo concept, un nuovo distretto commerciale, una nuova era. Si apre oggi a Milano, in zona Fiera, il CityLife Shopping District e con esso nasce una novità mondiale: il primo Nashi Salon si trova proprio qui!

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Curato nei minimi dettagli dagli architetti che si sono occupati dell’ambiente, a primo acchito ha tutte le sembianze di un semplice store, ma nasconde una splendida sorpresa dietro il muro divisorio: si tratta di un salone di bellezza, completamente studiato su misura nei minimi dettagli, in cui esperti professionisti sapranno prendersi cura delle chiome delle clienti donando loro lucentezza e forza grazie a cinque differenti servizi.
L’obiettivo sarà dunque quello di prolungare l’esperienza Nashi tramite la cura del capello, proponendo così effetti luce, colore e piega.

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Non si pensi, però, che questo luogo è dedicato esclusivamente ai capelli!
Si possono trovare infatti, nell’area retail, anche tutti i prodotti pensati per il corpo e le mani. Alcuni di essi, sono già disponibili anche nella loro veste natalizia.

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La Christmas Box celebra tutti i punti vendita in Italia e lo staff che accoglie le #NashiLovers

Come non innamorarsi di questo salone meraviglioso in cui aleggia un profumo intenso e caldo di argan in ogni stanza?

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Avete voglia di conoscere il Nashi Salon? Allora segnate in agenda di non perdere il party che daranno domenica 3 dicembre all’interno del CityLife Shopping District.
Have fun!

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Fotografia e testo
a cura di Micol Uberti

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Twinings: i nuovi Infusi che scaldano il cuore

Che persona strana, che sono…
Vedo un vaso che contiene un mazzo di rose bellissime ed io trovo che però la protagonista della foto debba essere quella con un petalo un po’ più appassito.
Di fronte a una crema di zucca deliziosa, il picco di emozione mi arriva dal vedere che viene servita in tazze da tè scompagnate e di diverse dimensioni.
Ho un tavolo enorme a disposizione come piano di appoggio per il soggetto da fotografare e io vado ad inquadrare proprio il punto in cui le fibre del legno invece si separano e sembrano quasi rompersi.

Ho sempre avuto questa tendenza: trovo piacere estetico in ciò che è distonico, preferisco il dettaglio “fuori dal coro” ma pieno di vita, credo che le emozioni che provo mentre scatto passino proprio dallo scovare queste particolarità. In fine dei conti, in quegli scatti, ci sono molti più studi ed analisi di quanto sembri… Non tanto nella composizione o nell’osservazione della luce (lì devo ammettere che vado molto a cuore e infatti capita che sbaglio), quanto piuttosto nel passare in rassegna ogni centimetro quadrato di ciò che immortalerò. Credo profondamente che sia proprio l’incontro di anima e mente a generare i risultati migliori: me lo ha confermato Mr Twining, a casa di Alice.
Alice chi? Quella del Paese delle Meraviglie?
In un certo senso sì, lasciate che vi racconti!

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Qualche giorno fa sono stata invitata ad assaggiare le nuove, profumatissime novità di Twinings, azienda leader mondiale nella produzione del tè, che questa volta dedica tutta la sua attenzione al mondo degli Infusi e ne propone otto diversi tipi. Avete mai pensato che queste bevande calde possano essere ottime per accompagnare un pasto? Io sì e devo dire che lo faccio anche spesso, a casa. 
Lo hanno pensato anche loro e infatti, per l’occasione, hanno preparato uno splendido pranzetto a Gipsyland, dimora di Alice (la trovate su Instagram come @a_gipsy_in_the_kitchen), Alessandro e della loro dolcissima Brie, una cagnolotta tutta occhioni languidi e leccatine.
Alice ha cucinato Meraviglie per noi, Mr Twining invece ci ha raccontato con una profonda passione ed una conoscenza smisurata tutti i retroscena della creazione di un nuovo infuso: ci ha spiegato come, durante questi 307 anni di esistenza del brand, siano cambiati gli approcci non solo al mondo del tè, ma anche alle esigenze gustative di tutto il mondo, di come la qualità debba essere sempre altissima e come, per questa ragione, sia necessario che i loro master blender debbano essere delle figure che eccellono per il loro palato fine e la loro formazione direttamente sul campo, affiancando chi lo è già da qualche anno. Il vero creatore delle loro miscele è Jeremy, un uomo che ha viaggiato per anni in tutto il mondo, esperienze grazie alle quali è ora in grado di selezionare sapientemente le materie prime migliori e di conoscere i gusti dei vari popoli. Mi è rimasto in testa questo nome, me lo immagino un po’ come i vecchi avventurieri vestiti con un completo kaki e la mappa geografica (ovviamente sporca di impronte di tazze di tè) arrotolata sotto il braccio, pronto a inoltrarsi nelle fitte foreste alla ricerca degli ingredienti perfetti. Chissà, ad esempio, da dove proviene lo zenzero del nuovo Infuso, che lo vede accostato al limone… ha un sapore così caldo, così avvolgente…
Ora che sono a casa con il mal di gola ne berrei volentieri una tazza. Anzi, sì, dopo me ne preparo una. Rigorosamente seguendo i consigli per prepararla a regola d’arte, s’intende! L’acqua utilizzata dev’essere fresca, che sia minerale o da rubinetto, deve essere portata ad ebollizione ma appena raggiunge questo punto va spenta. Successivamente si mette una bustina per tazza e si lascia in infusione per circa cinque minuti. La teiera va sempre e solo lavata con acqua e bicarbonato per non alterare gli aromi.

Insomma, me ne sono fatta di cultura a riguardo, eh?
E dicevamo: nel frattempo, Alice cucinava. Era nella sua cucina, probabilmente l’angolo di casa in cui passa più tempo, quello che vediamo spesso nelle sue Stories su Instagram, in cui si fa fotografare e dove crea dei piatti buonissimi, come la vellutata di zucca guarnita con coriandolo e nocciola. O come lo Smorrebrod danese, ovvero salmone affumicato con la birra bionda e legno di faggio (era la prima volta che lei e il fidanzato provavano a farlo, il risultato è stato eccezionale!) servita su pane e accompagnata da finferli e aneto fresco. Non saprei dirvi cosa era più buono tra le due proposte!
Io, nel dubbio, ho comunque fatto anche il bis…

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Essere lì tutti insieme, in pantofole, con la padrona di casa che affettava e mescolava, Stephen Twining che con discrezione si guardava in giro e dispensava sorrisi mentre l’interprete lo aiutava ad comunicare con noi italiani, Alessandro che riprendeva ogni istante dell’incontro, Brie che annusava e osservava… essere lì tutti insieme, tra l’altro in un’abitazione privata e arredata esattamente come ho sempre amato… è stato magico
Ho trovato il perfetto incontro di cuore e mente, di passione e studio, di istinto e premeditazione. Non sono molti gli eventi che ti regalano davvero un’emozione, ma questo è stato sicuramente uno di quelli.
Anzi, non solo.
E’ stato uno di quelli per i quali sei veramente grata.

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Testo e fotografia a cura di Micol Uberti

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Dalla cartella stampa:

Mr Stephen Twining e la sua nuova collezione di Infusi
(già disponibile presso supermercati ed ipermercati)

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Shen Yun: la Cina secolare a Milano

Un sogno che si realizza:
finalmente lunedì andrò a vedere l’incredibile spettacolo di danza Shen Yun!
Dicono che, più che questo, più che una rappresentazione teatrale messa in scena da un corpo di ballo, si tratti di una vera e propria esperienza emotiva.
Forse è per questo che non vedo che sia già settimana prossima, per godermi la mia serata speciale in una comoda poltrona del Teatro degli Arcimboldi di Milano!

Shen Yun regala sensazioni che vanno ben oltre lo stupore dato dal vedere lo sfarzo della danza e della musica di un’orchestra innovativa che suona dal vivo.
Fa sentire partecipe di qualcosa di storico. In tempi come questi, in cui stiamo assistendo al progressivo sfaldamento della memoria tradizionale di un popolo grandioso come quello cinese, bisogna ammettere che non è certamente cosa da poco.
Onde di memoria, iniezioni di speranza, nuove energie manifeste: Shen Yun parte dalla tradizione locale per parlare un linguaggio universale che raggiunge il cuore di tutti gli spettatori, qualunque sia la loro provenienza, restituendo ai loro cuori un senso di pace e felicità al punto tale che alcuni riescono a descrivere questo sentimento solo con un termine dal valore inestimabile: gratitudine.
Non sanno cosa si perdono in Cina, mi vien da dire, dal momento che proprio nel Paesed’origine di questa compagnia di danza non è loro permesso esibirsi…
Il successo che hanno ottenuto in tutto il mondo dovrebbe significare qualcosa!
Sarà che Shen Yun accompagna gli spettatori attraverso 5000 anni di civiltà cinese, raccontando storie secolari in pochi minuti grazie alle meravigliose coreografie e scenografie, sarà l’entusiasmo tangibile e l’energia palpabile del corpo di ballo che illuminano il palco o saranno i mille colori sgargianti che colpiscono gli occhi…

Non so ancora bene quale sia la garanzia della riuscita di ogni loro spettacolo (ne propongono uno nuovo ad ogni stagione) o forse è semplicemente la somma equilibrata di tutti i suoi elementi… fatto sta che sto impazzendo all’idea di dover aspettare ancora 3 giorni per godermi Shen Yun!

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Micol Uberti per KIABI: quante novità!

Blue monday, il giorno più triste dell’anno.
Beh, non per me!

Anzi, devo dire che oggi mi sento elettrica, complici le belle novità che riguardano il mio lavoro e che oggi voglio ufficialmente condividere con voi.
Chi sono i protagonisti?
Io e… Kiabi!

Di questo brand francese vi avevo già proposto vari look durante l’estate 2016, ma ora la faccenda si fa seria e nasce una doppia collaborazione che coprirà tutto l’anno corrente e che mi vedrà nei panni di ambasciatrice del loro store nell’immenso centro commerciale Il Centro di Arese. Ogni mese vi porterò con me in negozio attraverso le Instagram Stories e vi mostrerò la collezione presente, sceglierò alcuni capi e vi proporrò un total look.
Non solo! Metterò anche in palio un capo o un accessorio per voi
Non è fantastico?
Ok, però avevo parlato di doppia collaborazione… La seconda cosa prevede?
L’altro progetto parallelo con Kiabi riguarda una proposta al mese creata con capi selezionati dalla loro capsule collection “I want it”, che trovate sul sito internet.
Dalla testa ai piedi sarò vestita con proposte di questa linea che si rinnova mensilmente e vi farà brillare gli occhi non appena aprirete la pagina web.

Con tutte queste novità, potrei mai non essere felice?
E’ da un po’ che sentivo nell’aria un turbinio di energie positive, ora capisco perché!
Sembra quasi una magia!
Ora la smetto di parlare, anche perché quando sono allegra divento logorroica, e vi mostro il look I want it che ho pensato per gennaio, composto da una maglietta con scollo a barca abbinata a dei pantaloni palazzo a tre quarti in georgette, con la stessa lavorazione plissettata: insieme sembrano proprio una leggera ed elegante jumpsuite!
Li ho abbinati ad un paio di stringate in vernice rosa cipria il cui tocco di classe sono le nappine che completano l’estremità dei lacci. Le adoro!

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Fotografia a cura di Bruno Uberti

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Garage Italia Customs nel blu dipinto di blu

Milano (Linate Prime), 28 giugno 2016Appena tre ore fa è stato presentato ufficialmente alla stampa il nuovo aereo firmato Garage Italia Customs (il Centro Stile più cool in circolazione), in collaborazione con Avionord ed Alcantara, che hanno unito le proprie competenze per creare un mezzo di stile e massimo comfort con un pizzico di fantasia: un blu avio perlescente ricopre tutta la carrozzeria dell’I-CFLY di Lapo Elkann, un piccolo aeromobile con 7 posti +1, in cui nessun dettaglio è stato trascurato, dagli interni agli alettoni, simpaticamente customizzati con degli smile irriverenti a ricordarci la gioia dell’esperienza di un volo in alta quota, in mezzo alle nuvole… nel blu, dipinto di blu.

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In compagnia del simpaticissimo Amministratore Delegato di G.I.C.

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Fotografie a cura di Micol Uberti

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Lo yacht più piccolo del mondo

(english version below)

Sarnico, 27 giugno 2016 – I cantieri navali Riva aprono le porte del loro regno (e non sto usando un termine casuale) a giornalisti ed esperti del settore motoristico per un evento straordinario, di gran classe esattamente come la location: l’anteprima internazionale della nuova arrivata in casa Fiat, la meravigliosa 500 ispirata all’ultimo motoscafo della flotta sarnicense, presentato appena 4 giorni fa, un capolavoro di una decina metri chiamato Aquariva Super.

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Durante la conferenza stampa, presente in prima fila anche Marchionne, Amministratore Delegato di FCA (Fiat Chrysler Automobiles ndr), le personalità creative del gruppo hanno raccontato la nascita e lo sviluppo di questo progetto a quattro mani tra le due storiche ed iconiche realtà industriali. Due potenze che si uniscono tra loro per dar vita ad un prodotto culturale che trascende il tempo e riassume in semplici linee e interni preziosi ma minimali tutta la bellezza di due miti assoluti come il cinquino di casa Fiat e gli yacht Riva (durante questo incontro con il lusso, io ho avuto il piacere di poter solcare le acque del mio lago su un Iseo – un mito –, ad esempio). Ed è stato proprio Carlo, ingegnere e discendente diretto del fondatore del cantiere navale, a definire per la prima volta “il motoscafo come una cabriolet su acqua”. Mai frase fu più profetica: dopo decenni, vediamo il suo sogno realizzato anche sulla terraferma.

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Carlo Riva

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Sarnico, 27th June 2016Riva boatyard on Iseo lake guested journalists from anywhere in Europe to discover the new Fiat 500 Riva. An icon, a piece of italian history, a model of style. Both the brands tell us a long and incredible story of mastery in building tangible dreams: the little girl from Fiat family get dressed by Riva in a wonderful blue clothing, inspired by Aquariva, that has been shown off 4 days ago. Watch out folks, “the smallest yacht in the world” is coming to town.

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ATTENZIONE! Stasera, h. 18.00, scopriremo insieme gli interni e l’equipaggiamento della nuova 500 Riva. Ci vediamo qui sul blog!
ATTENTION, please! Tonight at 18 o’clock we’ll see together the interior design of this amazing car. Don’t miss it! We’ll meet here on the blog.


Special thanks to Cerdelli (website) for my amazing dress
by Elisabetta Franchi.

Fotografie a cura di Micol Uberti, Franca Bergamaschi

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Nel favoloso mondo di Ludmilla

Quando conosci Ludmilla Radchenko (sì, la stupenda ex letterina di Passaparola) ci sono tre cose di lei che ti colpiscono immediatamente: non riesce proprio a non sorridere mentre ti parla, non riesce proprio a stare ferma un attimo e non riesce proprio a smettere di incantarti. Sarà che è una continua scoperta, perché ha un modo molto preciso di vedere la vita e che in molti punti si accomuna al mio… o sarà perché è un’artista sul serio e sprigiona un’energia che solo chi ha il dono di creare con le emozioni può avere… qualunque sia il motivo però, vi devo dire che ogni volta che ci vediamo e chiacchieriamo, torno a casa convinta che non sia stato ancora abbastanza. L’abbiamo conosciuta tutti sullo schermo televisivo quando faceva la showgirl nel famoso programma di Gerry Scotti nel 2001, ma il suo cuore batte da sempre per il mondo dell’arte, di cui ora fa parte a tutti effetti, grazie ai suoi quadri che ha deciso di trasferire anche su tessuto creando Siberian Soup FullArt, una linea di foulard che saranno i veri protagonisti di questa bellissima collaborazione di cui vado infinitamente fiera. Sembra quasi una favola, per me che la vivo in prima persona… e allora facciamo così, apriamo la copertina del libro di questa meravigliosa storia e cominciamo con le presentazioni.

C’erano una volta una ragazza di Omsk ed una di Milano, che condividevano qualcosa di molto speciale: percepivano entrambe la vita come una tela da dipingere con forti emozioni e sentimenti purissimi…

M: Sono molto orgogliosa di poter lavorare insieme a te e di poter parlare ai miei lettori della tua arte, che si distingue per la particolarità dei temi trattati e per il tuo stile, molto personale e creativo. Ciò che mi ha colpito da subito è stata la presenza prepotente di colori molto forti, anche nei casi in cui parli di sentimenti che potrebbero essere legati alla negatività e quindi a toni più spenti e scuri. Come mai, invece, senti di esprimerli sempre attraverso questo linguaggio così intenso?
L: Sono una persona estremamente diretta, impulsiva ed espansiva, non mi piacciono i giri di parole anche e soprattutto nei sentimenti… Sono abituata a vivere tutto al 100% e non accetto le cose a metà!

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M: La tua strada è sempre stata quella della pittura, da quando ti sei diplomata in Siberia nel ’99 in Design. Quale dimensione del mondo dell’arte non ti stanca mai? Cosa ti stimola e ti consente di avere sempre nuove idee?
L: Penso che, quando senti il potenziale istintivo, le idee comincino a frullarti in testa e nulla e nessuno riesca a fermarle. Sei spinta dal desiderio di inventare e fare la tua ricerca. Sicuramente i miei studi liceali mi hanno permesso di avere un percorso professionale guidato dalle basi che mi hanno insegnato, sono molto felice di aver avuto la possibilità di poter scegliere di studiare ciò che mi attraeva fin da piccola e ora lo utilizzo nel mio lavoro. Non esiste ispirazione ma esiste la voglia di esprimere ciò che pensi. Senza dimenticare, però, che viaggi e vita quotidiana possono sempre diventare cibo per le idee.

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: Parliamo ora della nuova linea di quadri che riporti anche su cashmere e seta nei foulard FullArt che indosserò nei futuri shooting. La collezione si chiama I CAN FLY ed infatti rappresenta vari tipi di uccelli che pensi possano interpretare al meglio alcuni stati d’animo umani. Qual è l’origine di questa idea? Perché hai sentito il bisogno di parlare di questi argomenti?
L: Da piccola chiedevo sempre a mia madre: “Ma perché noi umani non possiamo volare?” ed ogni lei mi rispondeva: “Noi abbiamo il privilegio di evolvere e di provare sentimenti. Per noi, volare, è sentirsi felici e vivere ogni attimo! Abbiamo tanti… mezzi per volare.”. Ogni volatile, per me, ha una caratteristica simile alle nostre qualità e nella serie I CAN FLY li ho messi sullo stesso piano degli umani, creando una simbiosi necessaria che rappresenta la felicità: forza – vitalità – fertilità – fantasia – coraggio – amore – vanità (da intendersi come l’amore per la bellezza in generale) e l’ultima opera, invece, “My Opinion”, parla della libertà di possedere ed esprimere la propria opinione.

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M: “I can Fly” è un titolo che si potrebbe dare anche al periodo attuale della tua carriera? Stai avendo sempre più successo anche all’estero e non sarà certo un caso se alcuni personaggi del calibro di Jorge Lorenzo, Vettel, Jamiroquai ti hanno affidato il compito di creare opere esclusive per loro. Avverti il desiderio di volare verso nuovi orizzonti?
L: VOLARE significa sentire e saper usare la forza interiore che ci porta verso il famoso scalino dell’evoluzione, sia a livello umano sia a livello individuale. I nuovi orizzonti si spostano sempre più in là anche se li raggiungi mano a mano; è bello non accontentarsi mai e godere di ciò che ci circonda! Io, per esempio, amo viaggiare e stare con la mia famiglia, nonostante il desiderio di lavorare e crescere professionalmente mi accompagni ogni singolo giorno. I miei obiettivi possono riguardare vari ambiti, no?

M: Capita spesso, quando ci si trova di fronte ad un quadro o ad un’opera d’arte in generale, di dare tante interpretazioni personali che a volte si allontanano diametralmente da quelle di partenza dell’artista. E forse è anche questo il bello dell’arte! Ma c’è un messaggio che vuoi lanciare attraverso I can fly che vorresti essere sicura che non venisse frainteso? Ovvero che venga recepito esattamente nello stesso modo in cui tu lo hai creato…
L: Il titolo della serie lancia già un messaggio molto importante: Io Posso Volare. Vorrei che ognuno provasse questa sensazione, tutti noi umani vediamo le cose in modo diverso pur guardando la stessa cosa ed è giusto così! POP è bello per questo: ha un linguaggio molto diretto che ti lascia la possibilità di interpretare tutto con la tua immaginazione.

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M: Io che ti conosco di persona posso dire che effettivamente la tua personalità rispecchia molto i tuoi lavori: sei piena di energia, vitalità e gioia, sei una persona estremamente diretta. Ma pensi che potresti prendere in considerazione, in futuro, una capsule o una parentesi artistica in cui ti distacchi completamente dallo stile che hai portato avanti finora e che ha fatto da filo conduttore in tutte le tue collezioni?
L: Chi lo sa? Ogni mia serie ha diverse impronte, sia di tecnica sia di stile e materiale… Io rimango fedele al mio pensiero, ma i mezzi per trasmetterlo cambiano ed evolvono in continuazione. Mi lascerò trasportare dal mio volo!

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Ph. Alessandra Guidetti
http://www.alessandraguidetti.com
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Micol indossa: MOLLY BRACKEN crop top
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Fuori le unghie!

Manca ancora una settimana, ma ormai io mi sono messa in testa che è già primavera, perciò ho pensato che fosse il momento giusto per fare un check up di tutti gli smalti che ho nella mia ben fornita collezione (lo sapete, ne ho più di 100) per scegliere quali saranno i più utilizzati durante la prossima stagione! Strano ma vero, mi sono ritrovata a innamorarmi delle tinte più fredde e dei toni del blu, che ho riscoperto solo da poco tempo… Se sommate la voglia di metterne almeno uno (nello shooting scoprirete quale) e l’incontenibile entusiasmo per un obiettivo fantastico che mi ha regalato ieri mio padre, capirete che è stato inevitabile prendere in mano la reflex e cominciare a scattare. La semplicità delle nuances che ho scelto mi hanno ispirata moltissimo: da una parte i colori chiari che mi fanno pensare alla luce dei giorni che cominciano ad allungarsi, le pagliuzze argentate che mi ricordano la rugiada, e dall’altra il ceruleo delle striature del cielo mattutino e il piombo delle sere che vorresti non finissero mai. I due best of? Il bianco latte e il grigio scuro metalizzato, entrambi della linea limited edition Karim Rashid “Love Kolor” di FABY. Imperdibili!

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Ph. Micol Uberti 

CREDITS
Smalti by FABY
Crema mani by LUSH

Fotografie soggette a copyright

 

Evento Brooks Brother & F.C. INTER

Spesso, quando pronunciamo la parola “eleganza”, pensiamo al mondo femminile. A me invece vengono in mente anche i capi da uomo, le camicie sartoriali, le cravatte, le giacche in tessuti pregiati, tutto ciò che parla di una classe mascolina, che ha il profumo di altri tempi, la conoscenza culturale e un gusto raffinato. Forse penso a tutto questo soprattutto dopo essere stata ospite al cocktail party di Brooks Brothers, il cui testimonial ufficiale è niente meno che l’Inter, presente in formazione completa all’evento.

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