#FotoAssaggi – Ibrida Birra, buona come il pane di Milano

Ci sono tre motivi per i quali questa birra mi piace così tanto.
Il primo è che regala nuova vita a un bene di primaria importanza, come il pane, e abbatte gli sprechi. Il secondo è che è un progetto che nasce da menti creative giovani, 4 designer che si sono riuniti al Politecnico di Milano e hanno realizzato un sogno. Il terzo, che ve lo dico a fare? Il terzo è che Ibrida Birra è davvero buona come il pane!
La storia di questa incredibile idea nasce proprio tra le strade della mia città, la splendida Milano, dove a dispetto di una frenesia per cui ci apostrofano in tutto il mondo, c’è ancora una laboriosità più lenta e tradizionale: quella del pane che lievita nei locali dei fornai che popolano la città. Se pensiamo al cibo, nel senso più semplice, secolare e puro, non ci può venire in mente altro se non che il pane. La sua sacralità, le sue origini… Come abbiamo potuto per così lungo tempo darlo per scontato?
Akanksha, Elisa, Francesca e Simone non lo hanno fatto ed è proprio da questo piccola presa di coscienza, da questo piccolo barlume di speranza, che tutto ha iniziato, per Ibrida Birra.

Ibrida Birra è prodotta con il pane invenduto sul territorio di Milano
Ibrida Birra, buona come il pane

VALORI & OBIETTIVI

Sapete che in Italia, purtroppo, il 12% dello spreco alimentare riguarda proprio il pane? Sembra difficile da credere, se pensiamo che è un bene che non manca praticamente mai sulle nostre tavole… Eppure è così!
Per questo motivo Ibrida Birra di propone di far riflettere su questo punto, proponendo come soluzione quella di impiegare queste eccedenze nella produzione di birra: il pane sostituisce il 30% della quantità di malto che tradizionalmente viene impiegata.
Ibrida Birra si impegna a produrre birra di qualità utilizzando prodotti locali, a km 0, coinvolgendo attivamente i protagonisti del territorio milanese per promuovere l’attenzione agli aspetti sociali del grave problema dello spreco alimentare.
Un modo saggio e creativo di donare nuova vita a qualcosa che sarebbe andato perduto per sempre!

LA SELEZIONE

Se avete immaginato che il metodo di produzione implichi una possibilità limitata in termini di tipologie di birre, mi dispiace dirvi che siete fuori strada. Anzi, ora che ci penso bene non mi dispiace affatto! Ibrida Birra offre due Pale Ale – la Ibrida x I Quartieri e
la Ibrida x Miccone – e una Porter, la Ibrida x Chiaravalle.
Quest’ultima, ad esempio, è prodotta con il pane di segale invenduto del panificio Davide Longoni. La segale impiegata, è appunto coltivata nei campi di Chiaravalle! Mantiene il tipico sapore tostato delle Brown Porter.

Ibrida Birra nasce dall'idea di 4 giovani designer del Politecnico di Milano

Testo e fotografia
a cura di Micol Uberti

Capuano’s, dove la pizza è una cosa seria!

Che strana estate, questa estate! Piena di imprevisti, di vacanze e viaggi rimandati, di voglia di partire, di fantasia… Fantasia, sì, perché se non si può prendere un aereo e andare dove vorremmo, possiamo sempre chiudere gli occhi e sognare. Se io chiudo i miei, mi vedo su una spiaggia del Sud Italia,
magari vicino a Napoli, a mangiare una pizza
, mentre contemplo il mare.
Se li riapro… è per controllare su Google dove posso andare a Milano per trovare una pizza che mi dia quella sensazione!
Il posto lo conoscevo già, ed è Capuano’s, da cui avevo mangiato poco dopo l’inaugurazione del primo locale di via Londonio (MM Gerusalemme / MM Domodossola, a due passi da Corso Sempione e Sarpi).
Quello che mi rimaneva da scoprire è il nuovo menù estivo, così sono stata invitata a degustarlo nel secondo ristorante Capuano’s di Milano, che ha aperto ad ottobre in via Orseolo (MM Sant’Agostino).

BENVENUTI DA CAPUANO’S!

Ambiente sempre molto piacevole, dove la presenza del loro verde scuro e del bianco dà carattere ma crea un’atmosfera molto rilassante, arredamento minimalista e piastrelle brillanti alle pareti: tutto parla di semplicità, perché così deve essere! Il massimo della cura che ripongono nei loro piatti non ha nulla a che vedere con inutili sovrastrutture stilistiche.
La loro filosofia è chiara e diretta: se qualcosa è fatto come si deve, non servono a niente i fronzoli. La bontà parla da sé!
Del resto sono loro i primi a dire: “Non siamo una pizzeria gourmet, preferiamo definirci Artigiani della pizza!”.
Missione compiuta, ragazzi!
Ora basta chiacchiere, passiamo alla nostra esperienza da Capuano’s.
Scegliamo di sederci ai tavoli esterni e di sorseggiare un calice di rosé accompagnando così una deliziosa new entry tra gli antipasti…

IL MENU’ ESTIVO

La new entry tra gli starters, è senza dubbio un inno all’estate: i fiori di zucca ripieni, panati e fritti sono un sapore che vi farà subito pensare a dei bei ricordi d’infanzia. Ne sono certa, che siate del Sud o del Nord, non c’era era estate italiana e non c’era nonna in cucina che non li preparasse almeno una volta tra giugno e settembre! Quelli di Capuano’s sono deliziosi, perché la panatura rimane perfettamente croccante ma il ripieno di fior di latte morbido e fresco all’interno è un ottimo invito a continuare a mangiare alla loro tavola. Unico consiglio? Se non avete grandi stomaci, meglio condividere l’entrée con qualcuno! Così siete sicuri che riuscirete ad assaggiare le loro pizze, che meritano moltissimo. Io ho deciso di mangiare la Amatriciana: salsa al pomodoro ricca ma non unta, in cui la presenza del guanciale è discreta e il sapore perfettamente definito. Non c’è una sola ragione per cui non dovreste assaggiarla! Il profumo che vi arriva appena ve la servono, vi catapulterà in un’altra dimensione, ve lo garantisco.
Tra le altre pizze estive si annoverano la Parmense, la Parmigiana Estiva e altre proposte leggere ed invitanti, in cui il sapore non manca mai. E’ possibile chiedere l’impasto integrale e senza glutine.
Tra i dolci, quello più estivo e che vi suggerisco di assaggiare senza dubbio è la Delizia al Limone!

La pizza estiva Amatriciana di Capuano's di Milano, in via Orseolo

VINI, BEVANDE & SCONTRINO

La selezione di vini è piuttosto ristretta da Capuano’s, ma quelli in lista sono tutti di ottima qualità. Tra questi, anche un Franciacorta, che contrariamente a quanto si possa pensare è un ottimo abbinamento con la pizza! Avete mai provato? Se no, è ora di farlo!
Le birre si suddividono in classiche e in speciali, provenienti tutte dalla Valsugana. Le bevande? Possiamo assicurare che il Chinotto bio Cortese è veramente molto buono. L’invito che vi facciamo è quello di non limitarvi alla classica Coca-Cola, spaziate con la fantasia e non rimarrete delusi!
I prezzi oscillano tra i 6 e i 14 euro per pizze e antipasti, un rapporto qualità-prezzo più che corretto!

Consiglierei a qualcuno di andare a mangiare da loro? Assolutamente sì, perché conoscono molto bene il prodotto che offrono, l’esperienza in ristorante è molto piacevole e rilassante e i locali sono situati in punti che consentono poi di fare due passi in due delle zone più carine della città. Altrimenti è sempre ordinabile online sulle principali piattaforme di delivery oppure è possibile passare a ritirarla e mangiarla a casa. Quindi, cosa state aspettando?

Testo e fotografia
a cura di Micol Uberti

Le iniziative food contro il Coronavirus

In questi giorni di emergenza, tra i tanti settori che si sono mobilitati per dare il loro concreto contributo all’emergenza Covid19, un ruolo molto attivo l’ha avuto senz’altro il food, che ha visto scendere in campo da semplici pizzaioli a chef stellati con varie iniziative.

Carlo Cracco e l’ospedale di Portello a Milano

Cracco ed il suo staff hanno preparato piatti per i lavoratori impegnati nella costruzione dei nuovi reparti di terapia intensiva per covid19 dell’ospedale di Portello, nell’ex Fiera di Milano, ovviando alla mancanza della mensa nel cantiere. Il tempo era tiranno, l’emergenza era la priorità, il tempo per cucinare poco e l’importante non era certo proporre piatti raffinati ed esclusivi, ma Cracco è riuscito comunque a servire frittata con zucca, castagne e patate, tra i vari pasti.

I fratelli Cerea e l’ospedale da campo di Bergamo

Su un altro fronte, a Bergamo, città tristemente e ripetutamente citata nei bollettini da Coronavirus di questi giorni, un altro noto chef, tre volte stella Michelin, ha voluto dare il suo contributo: Enrico Cerea titolare, con la sua famiglia, del ristorante “Da Vittorio” di Brusaporto (BG). Nell’ospedale allestito presso la Fiera di Bergamo, Cerea e il suo team hanno cucinato per il personale sanitario, chiedendo anche il sostegno e la solidarietà di chiunque potesse donare frutta, verdura, pane e latticini, ma anche scatolame e surgelati da utilizzare per approvvigionare la “cambusa” dell’Ospedale da Campo a Bergamo. Molte aziende hanno riposto all’appello facendo arrivare scorte di baccalà e salsa di pomodoro dal sud ma anche ravioli del plin dal nord. Tutto per la preparazione dei piatti per “gli eroi”, come ormai viene definito da Cerea e da tutti noi, ovvero il personale degli ospedali. Ogni provvista è stata stipata in apposite celle e suddivisa per categorie merceologiche, così da evitare deperimenti e sprechi, organizzando e ottimizzando gli sforzi e i sacrifici di tutti.

Gianluca Interrante e il sostegno all’Avis di Sciacca

E’ una vera e propria gara di solidarietà quella per fronteggiare la pandemia da Coronavirus e così nascono anche iniziative singolari come quella dello chef Gianluca Interrante in collaborazione con l’Avis di Sciacca che con lo slogan “tu doni sangue in sicurezza, noi pensiamo a farti lievitare in leggerezza” ha pensato di mettere a disposizione dei donatori di sangue un vasetto da 100 grammi di lievito madre naturale creato da lui stesso, in questi tempi in cui la corsa al lievito è diventata simile alla corsa all’oro e tutti i supermercati ne sono sprovvisti. Nh Hotels ha donato il cibo dei loro alberghi costretti a chiudere per l’emergenza, pizzerie in ogni parte d’Italia hanno consegnato pizze agli infermieri che stanno sostenendo turni di lavoro estenuanti senza neppure riuscire a fare pause per mangiare.

Le iniziative social contro il Coronavirus

Mai come in questi giorni abbiamo visto food blogger preparare innumerevoli tipi di ricette per aiutare chi si ritrova tra le mura domestiche e magari non sa cosa cucinare non avendo mai messo “le mani in pasta”, consigli su come utilizzare ogni tipo di ingrediente disponibile in dispensa, come ottimizzare la spesa per ridurre le uscite da casa… Il Cibo secondo Micol è tra questi, sia attraverso la pagina Instagram @micoluberti_ilciboscondomicol, sia all’interno del progetto “Io sono Italia” in cui propone ricette, impiattamenti e consiglia anche come scattare foto instagrammabili, poiché anche l’occhio vuole la sua parte!


Testo a cura di Franca Bergamaschi
fotografie via web

La casa delle farfalle

Ho sempre desiderato perdermi in un sogno ad occhi aperti.
Ci sono riuscita, a dispetto delle mie speranze infrante, qualche giorno fa a Milano.
E pensare che ci sono riuscita grazie a una mostra meravigliosa che si intitola L’Ora dannata
Fondazione Pini la ospita fino a luglio, è a cura di Gabi Scardi e il creatore è Carlos Amorales.

Si parla di Messico, da cui l’artista proviene, ma si parla un po’ di tutto il mondo in realtà. Perché quelle che ci racconta Carlos sono delle verità che si possono trovare ovunque.

Che si tratti della poesia delle farfalle, installazione intitolata Black Cloud, oppure della triste violenza umana sull’uomo stesso, che viene raffigurata nei video di animazione nell’opera Life in folds, non si può fare a meno di sentire un’istintiva vicinanza con tutto ciò che ci circonda all’interno di questo splendido palazzo.
Io mi sono lasciata affascinare soprattutto dallo sciame di queste farfalle (in tutto sono 15.000), riprodotte a grandezza naturale, che invadono ogni spazio di Fondazione Pini. Forse perché anche il mio animo è un po’ così: possiede ali forti e fragili allo stesso tempo ed è destinato a volare.
Lascio che siano le immagini a parlare al posto mio, ora, anche perché la gallery che ho scattato per voi è davvero ben fornita, ma vi invito ad andare a vedere queste installazioni di persona.
A fine articolo trovate tutte le informazioni necessarie!

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Lo scalone d’ingresso, in marmo, che accompagna alle stanze di Fondazione Pini.

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Splendide, inafferrabili: le farfalle di Carlos Amorales raggiungono anche i soffitti del palazzo.

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Anche questi storyboard fanno parte della mostra. Sfogliateli, ma solo dopo aver indossato gli appositi guanti appoggiati sul tavolo al loro fianco!

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La mostra sarà presente a Fondazione Pini fino all’8 luglio, l’ingresso è gratuito.
Gli orari di apertura sono: 10.00 – 13.00 / 15.00 – 17.00.
Fondazione Pini si trova in corso Garibaldi, 2 a Milano.

Testo e fotografia
a cura di Micol Uberti
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Milano e il cinema: la settima arte come non l’avete mai vista.

Eterna indecisa, se in questo momento mi si chiedesse se preferirei portarvi con me a fare due passi per le strade della mia città oppure se mi andrebbe di più di farvi sedere su una comoda poltrona a guardare un bel film, non saprei cosa scegliere.
E allora faccio entrambe le cose e vi porto con me a Palazzo Morando, alla scoperta della stupenda mostra Milano e il cinema.

Quando si pensa alla settima arte, la prima città italiana a cui si pensa è Roma.
Cinecittà, del resto, è una parola che abbiamo sentito almeno mille volte nella nostra vita ed è un posto che è un mito per tutti noi. Ad alcuni potrebbe invece venire in mente la romantica Venezia e non a torto, dal momento che si svolge la celebre rassegna internazionale ogni anno a fine estate. Noi milanesi non ci offendiamo se non fate il nome della nostra città, ma bisogna dirlo: Milano ha avuto (ed ha ancora oggi) un ruolo importantissimo nell’industria cinematografica e c’è una lunga lista di pellicole a testimoniarlo. Dal più datato Siamo tutti milanesi al più recente Chiedimi se sono felice con Aldo, Giovanni e Giacomo.
Ad esempio, la scena in cui questi ultimi giocano a pallone con un poliziotto in una notte d’estate, usando la statua di un santo come canestro, è stata filmata in Piazza Mercanti, appena di fianco a Piazza Duomo! 
Questa mostra mi è piaciuta molto per il modo semplice ma approfondito in cui accompagna il visitatore all’interno del viaggio che racconta. Milano, infatti, ha vissuto periodi di sentimenti contrastanti grazie al cinema. Nessuna tappa, in questa esposizione, viene dimenticata ed uno spazio molto ben fatto è dedicato anche al fumetto e al mondo dell’animazione: sapete che La linea è un personaggio nato dalle mani di Osvaldo Cavandoli, cresciuto a Milano. Pensate che è stato anche disegnatore tecnico all’Alfa Romeo! 
La mostra sarà presenza nella splendida cornice di Palazzo Morando, che si trova in via Sant’Andrea, nel cuore del quadrilatero della moda. Impossibile non passarci almeno una volta in questo periodo di Natale, non fosse altro che per ammirare le bellissime vetrine addobbate! L’esposizione sarà disponibile fino al 10 febbraio 2019 e vi aspetta con un’ampia selezione di fotografie dai set, scatti rubati alle grandi celebrità del passato, come Vittorio de Sica, Lucia Bosé e tanto altro materiale che vi faranno appassionare a questo magico mondo, che per me è un Grande Amore da sempre!

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Riprese sulle sponde del Naviglio Grande

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Una bellissima Sophia Loren alla guida di un’auto d’epoca

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Gli spazzacamini di Miracolo a Milano

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Una famosa scena tratta da
Totò, Peppina e la malafemmina

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Gli effetti speciali dell’epoca… tutto olio di gomito!

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Indimenticabile Diego in Eccezzziunale veramente

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Testo e fotografia
a cura di Micol Uberti

L’omaggio al POMODORO di Soulgreen.

A Soulgreen è tempo di pomodori.
Quello che amo di più, di questo ristorante, è la possibilità che porta con sé di vivere ogni giorno una stagione diversa oppure, se preferisci, di prenderti il tempo di godere di un mese con il contagocce, riservandoti il diritto di assaporarne ogni sfaccettatura.

Ogni mese, un membro dello staff di cucina si dedica alla ricerca di un prodotto stagionale, a cui verranno poi dedicati due piatti speciali, uno per il pranzo e uno per la cena.
A giugno, la scelta è ricaduta su di lui, l’indiscusso re delle tavole italiane: il pomodoro.
Selezionato in diverse varietà, sicuramente la prima caratteristica che spiacca sarà il colore!
E’ una tavolozza variopinta, quella che pitturerà le tavole di Soulgreen: rossi, gialli, verdi… persino arancioni.
Ed è subito voglia di estate e di allegria!

A mezzogiorno lo chef proporrà una versione tutta vegana della classica pasta al pomodoro: noodles con pomodori misti, basilico fresco e aglio.
Non potete capire quanto sia stato difficile per me, che sono la responsabile comunicazione di questo ristorante, limitarsi a scattare fotografie senza allungare la forchetta e rubarne un po’ da assaggiare…
Del resto sapete quanto sono golosa!

Per la cena, invece, sarà un risotto il protagonista della specialità del mese.
La prima volta che l’ho visto, non ci sono stati dubbi sul nome con cui battezzarlo: Red and Yellow Tomatoes Risotto.
Servito con gli iconici fiori edibili che hanno sempre contraddistinto Soulgreen, viene disteso su un piatto piano ed è tutto da mangiare con gli occhi, prima ancora che con la bocca, perchè la sua semplicità rapisce lo sguardo e si fa subito percepire come una vera opera d’arte.E a voi, quale dei due piatti incuriosisce di più?
Io ho deciso: non è nella mia natura rifiutare qualcosa che arriva da una cucina, perciò assaggerò entrambi.

Testo, fotografia e food-styling
a cura di Micol Uberti

 

Tulipani Italiani: un Giardino di Felicità

Milano, sabato di sole.
Finalmente, oserei dire!
Quel sole che dipinge le figure, che dà profondità all’orizzonte, che scalda le sfumature…
Quel sole che fa crescere i fiori e i sorrisi.

Si può forse stare in casa in una giornata come questa? No!
E’ uno di quei giorni in cui si deve vestire in fretta, senza pensare troppo a cosa indossare, ci si infila gli occhiali scuri e si va fuori, semplicemente a vivere.
A godere delle cose belle che la vita ci ha regalato!
A me bastano due passi in mezzo alla natura per rinascere.
Mi basta immergermi in un campo di tulipani coloratissimi, per sentire l’energia che inonda il mio corpo, l’allegria che mi riempie la mente.

Tulipani Italiani è così: un giardino di felicità.
A pochissimi km da Milano, questa distesa di fiori olandesi di diverse tipologie, regala gioia non solo per le tonalità dei petali, ma soprattutto per l’idea che c’è alla base.
Si accede con un ticket che ti consente anche di cogliere due tulipani, ai quali se ne possono aggiungere altri che verranno poi pagati al momento dell’uscita.
Ecco perché vedrete che le persone sono munite di secchielli e cestini di vimini e si aggirano per i filari osservando ogni fiore con grande attenzione.
La sintonia che si trova qui, tra uomo e natura, è pura poesia!
Vedere i bambini stupirsi per un essere vivente tanto semplice quanto incredibilmente complesso è meraviglioso. Un’emozione che si è persa un po’, negli ultimi tempi…
Ma cosa continuo a scrivere a fare?
Vi lascio alle foto.
I say it with a flower!

Flower trench by Lanacaprina

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Testo a cura di Micol Uberti
Still life by Micol Uberti
Portraits by Franca Bergamaschi

#MFW2018 : il backstage

Tutti amano la Fashion Week.
Chi più, chi meno, ne è incuriosito, per ragioni diverse ok, ma lo è!
Ma durante la Settimana della Moda, c’è molto più di ciò che si vede sui social.

Un planning perfetto

Ci sono le sveglie all’alba per essere pronte e impeccabili ai primi appuntamenti del mattino, ci sono momenti divertenti, altri di sconforto quando scopri che è tutto il contrario di ciò che aveva preventivato il meteo, ci sono le ore di stanchezza che si mischiano a quelle di felicità e soddisfazione.
Il programma è ben definito da subito, prima fra tutti la scaletta degli abiti sponsorizzati da indossare.

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Si comincia molto prima, infatti, a selezionare i capi da abbinare tra loro e da arricchire con gli accessori, così da avere il tempo di provarli adeguatamente ed essere pronte alla perfezione quando è giunto finalmente il momento di sfoggiare i look.
Personalmente preferisco anche stabilire con largo anticipo trucco e parrucco, per vedere se un capo dà il meglio di sé con un capello raccolto o con un make-up più deciso.

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Della serie… non voglio avere un capello fuori posto!
E quelli che sono, lo sono per un effetto voluto.
Anche la scelta dei prodotti da utilizzare per la realizzazione dell’hairstyle e del maquillage non è casuale: è infatti fondamentale pensare ad avere dalla propria parte il meglio, che si traduce in prodotti per capelli che non li rovinino nonostante lo stress a cui sono costantemente sottoposti durante quei giorni e in rossetti e ombretti che non siano difficili da rimuovere ma che abbiamo una resa ottimale.
A tal proposito, io ho trovato il paradiso con le linee Intensive e Shine di Elodie Italia: qualità professionale, effetto assicurato e un profumo inebriante che appaga anche lo spirito, durante i momenti di relax dedicati alla bellezza!

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Pianificare tutto questo ha un altro enorme vantaggio: sapere come organizzare la valigia. Certo, perché soprattutto in questi giorni in cui non hai tempo da perdere per cercare oggetti e abiti e magari soggiorni anche in un appartamento di appoggio, non si può occupare ogni centimetro quadrato calpestabile facendo esplodere i bagagli al proprio arrivo! Per fortuna il mio Brera Apartment era estremamente minimal e luminoso, sarebbe stato praticamente impossibile perderci qualcosa dentro!

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Un tuffo tra gli impegni

…e quando è tutto pronto, è giunta l’ora di godersi lo spettacolo e tuffarsi tra gli impegni!
Sfilate, backstage, eventi di presentazione, cocktail party…
E’ una vita sregolata e divertentissima quella che si vive durante la Fashion Week.
Una dolcissima colazione da Serge (non assaggiare i loro cannoncini con crema pasticcera fresca per cominciare la giornata, sarebbe un delitto) in via Mazzini, con un caldo cappuccio di soia, e poi si può cominciare a girare come trottole.

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Tra le esperienze più emozionanti che ho vissuto durante la Settimana della Moda di febbraio, senza dubbio c’è il backstage della sfilata di Stella Jean, per MAC Cosmetics, che è stato suo partner per il make-up delle modelle, a cura di Michele Magnani.

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Una sfilata che mi ha commossa, complice anche la meravigliosa location della Sala delle Cariatidi all’interno di Palazzo Reale.

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Una serata dolcissima, invece, l’ho passata in compagnia del mitico Ernst Knam, che ha aperto le porte della sua cucina per presentare la collezione di fenicotteri di cioccolato per Pasqua (li vedremo meglio sabato!) e ha allietato i nostri palati con delizie incredibili come gli arancini con ragù di coda di bue su cui ha poi spolverato cioccolato fondente.

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Nota a margine: i cocktail che accompagnavano era davvero buoni.
Sarà tutto merito del gin giapponese che ne costituiva la base? Mi sa proprio di sì!

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Puro divertimento invece presso Garage Italia, in Certosa, alla presentazione della nuova collezione di occhiali firmati Italia Independent, con dj set e coreografie futuristiche.

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…e quando serve una pausa?

Eh sì, a volte capita di dover rallentare e rifugiarsi a casa per una serata intera, per recuperare energie. Perché se pensate che la Fashion Week sia solo zompare di qua e di là da un party all’altro, allora avete ancora molte cose da sapere!
Soprattutto quest’anno, poi, che ci siamo ritrovati con il gelo inaspettato e tanti outfit estivi da indossare, personalmente ho avvertito il bisogno di scaldarmi e saltare una sera di bagordi per rimettermi in sesto.
Una pizza di Beato Te non poteva che essere il coronamento di un pijama party a casa, no? E così, cartone aperto, profumo di mortadella e pistacchi e vai di cena in accappatoio dopo la doccia, davanti alla tv!

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Loro si trovano in Giambellino ma grazie a Deliveroo ho potuto gustarmi la mia pizza anche dall’altra parte della città!

E poi si esce ancora per gli shooting

Certo, non dopocena… o almeno, non sempre!
Ma tra i vari impegni c’è anche quello degli shooting programmati. 
Spesso e volentieri infatti, le foto di streetstyle che si vedono su Instagram sono frutto di sessioni fotografiche ben programmate, in punti preselezionati della città e scatti premeditati. Insomma, le camminate delle blogger raramente sono “vere”, più spesso invece si tratta di ricostruire un estratto di realtà. Non sempre è possibile fermarsi per fare foto adeguate e non sempre la luce che si trova durante i momenti liberi è buona, così è bene pensare ad ogni evenienza e dedicare delle giornate esclusivamente alle fotografie.

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Certo se fa freddo, fa freddo, ma una foto così non avrebbe avuto la stessa luce se fosse stata scattata anche solo il giorno dopo, con pioggia e cielo grigio.

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Mentre in questo caso il venticello è stato di grande aiuto per giocare con le morbidezze dei capelli mossi e della gonna!

Insomma, avete capito ora quanto siano impegnative queste giornate?
Ma sono anche divertenti: perciò voi continuate a guardarle con lo stesso incanto di sempre, perché è proprio così che le viviamo anche noi del settore!

Testo a cura di Micol Uberti
Fotografia a cura di Micol Uberti, Franca Bergamaschi

#MFW2018 – look 2 : in Need of Rock

C’è una regola segreta per aver stile.
Essere sempre un po’ rock. Non lo dico solo io!
Se ti senti rock dentro, avrai un approccio diverso anche all’estetica.

There’s a secret rule to be stylish.
You have to be rock. Just try and you will see!
If you feel rock inside, you will have a different approach to your look too.


Leather jacket by Silvian Heach

Bag by Atelier C Firenze
Make up by MAC Cosmetics
Haircare by Elodie Italia

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Testo a cura di Micol Uberti
Fotografia a cura di Franca Bergamaschi

Brera Apartments : la mia home sweet home in centro

Sfilate, cocktail party, shooting, colazione fuori: durante la Fashion Week l’agenda scoppia di impegni e poter soggiornare nel cuore della città è un aiuto indispensabile per uscirne vive!

Nel cuore della Milano di ieri…

Trovarsi a due passi dal Duomo ma rimanere avvolti dalla magia della Milano di ieri: il mio ideale di vita è esattamente questo. Sono attratta dal movimento, dalle luci della modernità, la frenesia per le strade mi fa sentire viva. Ma sono i sampietrini e le casette che si affacciano sui vicoli più stretti, ciò che voglio vedere quando mi sveglio la mattina.
Ecco: la casa di Brera Apartments in via Nerino ha realizzato questo mio sogno.
In cinque minuti a piedi ci si trova davanti all’imponente Duomo, a due ci si ritrova immersi nella caotica via Torino, ma per farlo si passa dalla deliziosa e familiare San Maurilio. Si potrebbe chiedere di più? Non per me!

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Via San Maurilio, appena di fianco a via Nerino

…con tutte le comodità del design e dell’architettura moderna.

Nonostante il contesto più tradizionale, però, l’appartamento si presenta ultra moderno e ricco di tutte le comodità del caso. Un ampio specchio all’ingresso, perfetto per rifinire il look prima di uscire, due camere da letto di cui una con una parete in vetro che rende la zona giorno un continuum con quella notte e che dona molta luminosità. Doppio servizio, una zona cottura che si affaccia su un’adorabile terrazza (peccato non aver potuto godere anche lo spazio esterno causa gelo polare!) ed un comodo divano su cui sprofondare la sera per godersi un po’ di sano relax davanti alla televisione.
Possibilmente con una tazza di tasana fumante tra le mani o un fresco bicchiere di vino per distendersi!

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Adorabili dettagli: le pareti ricoperte di tessuto con rappresentazioni di Milano.


Testo e fotografia

a cura di Micol Uberti