Gli yacht: molto più di un semplice lusso! Il perché ce lo spiegano Martina e Battista di Nautica Bellini.

Forse non tutti lo sanno: i miei primi passi nel mondo del giornalismo li ho mossi realizzando interviste. E’ un’attività che mi piace moltissimo perché offre la possibilità di entrare in contatto con persone di cui, fino a pochi minuti prima, avevi forse considerato solo la metà delle sfaccettature. E così oggi torno a farlo, torno a chiacchierare con qualcuno. Con chi? Con due persone della mia età, perché il confronto è ancora più bello quando c’è stimolo e ci si capisce al volo! Faccio le presentazioni: i miei “ospiti” di oggi sono Martina, 23 anni, e Battista, 30, ovvero il volto più giovane di Nautica Bellini.

Quando ti rendi conto che la traccia che hai realizzato è diventata inutile perché ricevi tutte le risposte che vorresti ancor prima di fare le domande, sei sicura che ne verrà fuori un ottimo lavoro. Vuol dire essere in sintonia, pur parlando di cose di cui sai poco o nulla! Sia chiaro, mi piace sapere di cosa sto parlando, quando mi presento per un’intervista. Ma mi piace anche arrivare un po’ impreparata, per lasciarmi trasportare dai dettagli e dal modo in cui li racconta chi ho davanti: in fondo sto raccogliendo racconti, non li sto giudicando! 
Tuttavia, se io so chi sono Martina, Battista e la realtà in cui lavorano, non è altrettanto per voi, probabilmente. Perciò apro l’intervista proprio così.

Facciamo una piccola introduzione di Nautica Bellini?
Battista Nautica Bellini è nata molti anni fa, dall’impegno di nostro nonno che ha cominciato a costruire barche negli anni ’60. All’epoca non era raro trovare questo tipo di attività qui sul lago d’Iseo (loro si trovano a Clusane, in provincia di Brescia, ndr). Erano gli anni del boom dei cantieri costruttori e qui si sono sviluppati grandi marchi come Riva. Il nonno però è venuto a mancare quando nostro padre aveva appena 17 anni ed una delle ultime cose che gli ha detto è stata: “Guai a te se ti metti a costruire barche, un giorno!” e così… nostro padre ha cominciato a limitarsi alla vendita e al restauro, ampliando il business di Nautica Bellini.

E’ curioso sapere che la vostra realtà, in un certo senso, sia nata sul quello che potremmo chiamare “un sogno infranto”…
Battista Per certi aspetti è così! Questo non significa che nostro nonno non abbia avuto successo, anzi! Ne aveva vendute parecchie! Però il business è cambiato, stiamo parlando di un settore un po’ particolare. E’ un mercato diverso da quello che era una volta, sia da un punto di vista storico, sia da un punto di visto della scelta dei materiali utilizzati. Attualmente siamo molto concentrati sul restauro delle imbarcazioni Riva, settore in cui siamo specializzati, ma stiamo anche acquisendo nuovi marchi e vogliamo portare innovazione a un settore che segue ancora logiche ormai superate e dove, purtroppo, manca spesso trasparenza tra cliente e azienda.

Quindi confidate molto nel vostro approccio giovane e fresco…
Battista Assolutamente sì, esatto! Se è possibile in qualche modo rompere gli schemi esistenti, io sono il primo a farlo. Altrimenti si continua così, cascando nella trappola del circolo vizioso. Il cliente non si fida perché parte prevenuto, basandosi su quello che questo business ha sempre mostrato di sé. Penso che se si lavorasse sulla fiducia, tutto sarebbe più snello, anche negli aspetti più pratici! Io sto lavorando molto in questo senso, per cercare di migliorare queste logiche. Dopo essermi laureato in Economia e dopo qualche anno passato a vivere in prima persona la nostra azienda, ho capito ad esempio che era necessario poter snellire alcune dinamiche e perciò ho creato una società di IT che lavora con noi direttamente dall’interno. Sono queste azioni che consentono un progredire!

Questo denota una grande passione ma anche una sicurezza molto forte per quanto riguarda la strada da percorrere! Non avete mai pensato di fare altro?
Battista Io no, sinceramente. Che fosse in questo settore o in un altro, ho sempre nitidamente desiderato una carriera imprenditoriale. E poi non posso che essere soddisfatto: abbiamo la possibilità di incontrare quotidianamente nuove persone che portano con sé esperienze, storie e sfide nuove. E’ molto stimolante!
Martina Io invece ammetto che inizialmente ero un po’ più indecisa. Appena finite le scuole superiori mi sono iscritta a Giurisprudenza, ma per quanto non fosse male come facoltà, ho capito che non sarebbe stata la Legge a darmi le soddisfazioni che volevo, così ho cominciato a cercarle nel lavoro. Dapprima mi sono buttata sullo sport, che è una mia grande passione (e si vede, Martina ha un fisico perfetto!). Per un po’ ho fatto la personal trainer ma è arrivato il momento in cui mi sono domandata se avrei potuto farlo per tutta la vita e la risposta è stata negativa. Così ho chiesto consiglio alla mia famiglia, la quale mi ha spronato ad entrare in azienda, pur non sapendo bene di cosa mi sarei occupata nello specifico. E’ grazie a questa decisione che ho capito di essere portata per la Comunicazione ed infatti ora gestisco io questo ambito: dai social network alla cura del sito internet, all’organizzazione degli eventi… Ora lavoro qui da 2 anni e sono contenta di vedere il mio profilo delinearsi con sempre maggiore precisione! E anche se a volte non vorrei ammetterlo, devo tanto a mio fratello, che mi ha insegnato tutto ciò che so di questo settore.

Eheheh cara Martina, lo so bene quanto sia difficile a volte dovere un “grazie” a qualcuno della propria famiglia, mia madre lavora con me! Anche a voi capita di sentire, ogni tanto, il desiderio di tirarvi il collo a vicenda?
Battista Neanche così spesso come si potrebbe pensare, nel nostro caso (mmm… e pensare che giurerei di aver visto sua sorella annuire ridendo, quando ho fatto questa domanda!). Lavoro qui da 8 anni e prima che arrivasse anche Martina nel team, lavoravo già con mio papà, ma devo dire che ci occupiamo di cose molto diverse, perciò le possibilità di scontro si minimizzano. Papà è sul commerciale, io sul finanziario, Martina sulla comunicazione. Sicuramente a volte ci si manda a quel paese, come è giusto che sia! Siamo autonomi in quello che facciamo, pur non lavorando in compartimenti stagni. La fortuna più grande è che nostro padre abbia capito che per certe cose è necessario che ci lasci carta bianca perché abbiamo, per ovvie ragione, un approccio più smart.
Martina Non ci scontriamo però a volte, ammettiamolo, mi fai pesare se faccio qualcosa con superficialità (ride guardando il fratello e lui annuisce, orgoglioso) soprattutto perché sei forte del fatto che mi hai fatto da maestro in azienda! Io sono permalosetta!

Ok ok, prima che battibecchiate, cambiamo argomento! Finora abbiamo parlato di molti aspetti tecnici, ma sono certa che anche nel vostro settore ci sia posto per le emozioni… Quale barca vi ha colpito di più quando è entrata nel vostro cantiere?
Battista Io me lo ricordo benissimo! Si tratta di un acquisto di 2 anni fa, un Aquarama Special acquistato da un broker in Germania. Nonostante si parlasse di cifre importanti, il rapporto di fiducia con lui era così stretto che non abbiamo neppure visto il mezzo prima di procedere con l’acquisto. Beh, quando è arrivato abbiamo ovviamente tolto la copertura che lo proteggeva e… in quel momento ho scoperto che il suo nome (ogni barca ne ha uno, ndr) era Tino, ovvero il soprannome di mio nonno! E’ stata una bella emozione! Io non l’ho mai conosciuto, ma naturalmente la coincidenza non mi è passata inosservata.
Martina E’ vero, è andata proprio così! Eppure… io ancora non ti saprei dare una risposta. Deve ancora arrivare la barca che mi ruba il cuore! Poi c’è da dire che finora ho vissuto poco il processo di vendita… dammi tempo qualche anno e ti saprò dire anche io!

Va bene, allora ci rivedremo… magari non necessariamente qui sul lago d’Iseo: vi sarà senza dubbio capitato di partecipare a qualche Yacht Show come quelli di Montecarlo o altri, no?
Battista Certo, ci è capitato di andare a quelli di Cannes e di Genova, a Montecarlo non siamo andati nonostante gli inviti perché non è un’esperienza così appagante e proficua come sembra. Al momento per noi è fuori target, l’unico spicchio di business che ci riguarderebbe sarebbero i Riva storici ma è un mercato così piccolo che non ne vale la pena. I saloni sono più che altro dedicati ai produttori e all’esposizione, perciò per il nostro cantiere ed i servizi che offriamo non ha senso andare. E’ senza dubbio meno costoso e più stimolante trovare contatti in altri modi, piuttosto che andare in fiera!
Al momento abbiamo preso parte all’esposizione di Cannes, per Cranchi, e a Genova, ma in questi frangenti mi sono reso ancora più conto che nel nostro settore esistono due grossi scogli: quello tecnologico e quello psicologico, secondo cui piuttosto che collaborare con un competitor per portare a casa un profitto comune, si perde il cliente.
Martina Beh non demonizziamo le fiere… Ci sono anche dei momenti divertenti e ricreativi! Peccato che rimangano solo dei momenti, però!

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Intervista a cura di Micol Uberti
Fotografia a cura di Franca Bergamaschi

Ah, la Franciacorta! Meravigliosa (e un po’ retro)

Franciacorta, dolce terra di morbide colline e di aggraziati vigneti che si susseguono all’infinito… Non c’è luogo migliore dove poter liberare gli occhi e far divertire la vista.
Se poi, a questo, si aggiunge l’ispirazione un po’ retro che si può provare a bordo di un’auto d’epoca con tanto di autista, l’immaginazione non può che continuare a nutrire sé stessa.

Sono figlia di mio padre: è lui che mi ha cresciuta con piccoli lavoretti giù in garage, piccoli compiti che mi dava da svolgere per aiutarlo a restaurare qualche vecchia moto o semplicemente per fare manutenzione alla sua.
Quello del benzina per me è un profumo, non un odore!
Ed è proprio con lui che ho condiviso questa esperienza qualche weekend fa ad Erbusco, dove ha sede Percorsi in Franciacorta, una società di mezzi vintage for rent (ci sono anche le due ruote!) che consente anche di effettuare noleggio con conducente.
Ottima idea, del resto, soprattutto in questo periodo in cui a breve le cantine apriranno ed è meglio non mettersi alla guida dopo un tour vinicolo!
Noi abbiamo fatto un giro turistico stupendo, a bordo di una simpaticissima Lancia Fulvia 1300 del 1974. Certo anche organizzare una gita fuori porta con gli amici, magari per un addio al celibato, a bordo del mitico pulmino vintage Fiat 900, non dev’essere niente male!

Il fascino non ostentato del suo essere però visibilmente retro, mi ha colpita particolarmente: non amo le cose esagerate, che ti obbligano a tutti i costi a guardarle. Preferisco il vero carisma, quello che non ti colpisce gli occhi, ma la testa. E’ una seduzione più intima, più profonda, più cerebrale.
Osservare questo magnifico territorio, dalle zone più interne e verdi fino ad arrivare alla riva del lago, passando per i castelli e le tenute storiche che si nascondo qua e là… Un’esperienza di una giornata che si ricorda per tutta la vita. Solo per intenditori, dite? Vi sbagliate.
Che siate degli amanti dei motori o meno, poco importa: la Fulvia sa come farsi voler bene da chiunque e il conducente che racconta la Franciacorta con preparazione e grande entusiasmo, avvicina chiunque a Percorsi.
La leggendaria rilassatezza bucolica di cui si parla tanto quando l’argomento è la Franciacorta, è diventato servizio grazie alla società di questi giovani che ragazzi che hanno tutta l’intenzione di farci capire che il vintage non è solo una moda ma anche un contatto: un contatto con il passato che sfiora il presente, un contatto con l’emozione che raggiunge inevitabilmente anche il cuore di chi, invece, su quei mezzi d’epoca ci è salito solo per fare qualcosa di diverso dal solito.

Testo a cura di Micol Uberti
Fotografia a cura di Franca Bergamaschi

Out of Office : un weekend in Toscana

Si mangia da Dio, nella sua provincia si trova l’unica “piazza d’acqua” esistente e lo sguardo può sconfinare nei suoi immensi paesaggi soleggiati: c’è bisogno di qualche altro buon motivo per andare a Siena?
Passare un weekend all’insegna del benessere a trecentosessanta gradi non è certo difficile qui: io ho deciso di partire per questa splendida destinazione settimana scorsa, a bordo della piccola ma molto capiente Lancia Ypsilon Unyca, per scoprire i luoghi più affascinanti da suggerirvi se voleste prendervi una pausa di evasione dalla routine dell’ufficio.

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Il primo albergo ad accoglierci è stato l’antico borgo de La Bagnaia, un magico agglomerato di case riadattate ad hotel de charme della catena Hilton, Curio collection, nelle campagne senesi, così tanto esteso da dover richiedere l’intervento dello staff che accompagna i visitatori a bordo di comodi caddy, presi in prestito dall’adiacente campo da golf facente parte della struttura, per raggiungere reception, camere e la sontuosa Buddha Spa, a 2 km di distanza.
Purtroppo, al nostro arrivo, il cielo era un po’ indeciso, ma questo non ci ha certo impedito, tra una nuvola e l’altra, di rimanere a bocca aperta di fronte alle meraviglie di questo posto incantato!

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Quando parlavo di borgo, intendevo proprio questo: presso La Bagnaia potrete fare due passi all’interno dei vicoletti rustici che vi accompagneranno al vecchio pozzo, a cancelloni in ferro battuto lavorati, agli angoli più verdi e nascosti…

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Anche il cibo è davvero delizioso, la cucina è seguito da uno chef che sa fare dei piatti tradizionali delle vere opere d’arte: il piccione con patate viola al burro alla lavanda che ho mangiato qui ha lasciato un segno nel mio cuore!
Ma da grande amante delle mandorle, devo ammettere che ciò che mangerei altre mille volte ancora è il dolce che ha proposto: una deliziosa bavarese con semifreddo di mandorle e lamponi. Una delizia infinita, non solo per gli occhi!

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Dopo aver ripreso le energie ed esserci debitamente rilassate, abbiamo fatto un giro nella splendida Siena. Ci sono alcune cose che dovete assolutamente vedere e che a me piace visitare ogni volta, come fosse la prima. Senza dubbio Piazza del Campo è uno spettacolo che ci invidia tutto il mondo: la sua forma a conchiglia è più unica che rara ed il Palio che ci si svolge ogni anno attira tantissimi curiosi.
Una particolarità meno conosciuta, però, è la piccola frazione di San Quirico d’Orcia, Bagno Vignoni. Qual è la sua caratteristica? Al centro del suo piccolo borgo (tanto per darvi un’idea, pensate che conta appena una trentina di abitanti!) si trova la Piazza delle Sorgenti: una vera e propria “piscina” di acqua termale calda!

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Forse pensare all’acqua calda, in questi giorni, non vi solletica proprio la fantasia… allora vi tiro fuori io il coniglio dal cilindro e vi dico subito qualcosa che stimolerà il vostro interesse!
Alle porte di Siena, infatti, si trova un ristorante eccezionale, in cui siamo andate per cena: si chiama Particolare ed appena arrivate capirete che lo è, di nome e di fatto!
Innanzitutto è l’unico locale toscano ad avere un tavolo riservato proprio davanti alla cucina a vista, a cui solo pochi fortunati potranno sedersi, naturalmente previa prenotazione.
In secondo luogo, non potete farvi mancare un giretto nelle varie sale del ristorante: solo così potrete notare le pareti in tufo della cantina, i bellissimi colori scelti per i complementi d’arredo, il gusto semplice ma d’impatto dei lampadari a muro, i tre camini che si intravedono già dalla strada, in prospettiva dalla vetrata principale…

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Camini? Quali camini?
Quelli rotondi, luminosi, che si intravedono (di fianco al mio riflesso… ops!) in fondo alla sala da pranzo! Non avreste detto che lo erano, vero?
Sono proprio loro che hanno ispirato il semplicissimo logo del Particolare!
Se vi state divertendo a stupirvi, allora è proprio il caso che vi fermiate per cena qui.
Il menù di degustazione che ci hanno riservato è stato davvero eccellente: ve lo avevo già accennato sul mio profilo Instagram, la passata di piselli con riso venere e calamari era davvero deliziosa…

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…ma qualcos’altro è addirittura riuscita a battere la sua bontà, per il mio palato!
Sto parlando del flan ripieno di formaggio fondente e servito con pera cotta nel Sangiovese. Era così buono che ho chiesto il bis!

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Nei piatti dello chef si ritrova tutto il sapore vivace della Toscana e nell’allegria cortese dello staff si ritrova tutta la cultura di un popolo che ama ridere e stare in compagnia.

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Oh, quasi dimenticavo! Mi raccomando, chiedete di assaggiare un calice del delizioso “Sangiovese bianco” che hanno in carta qui: sentori di prugne, sapori armoniosi e inaspettati si apriranno al vostro palato!

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L’indomani mattina, dopo una colazione rapida che ho voluto godermi nel gazebo di fianco alla mia splendida stanza, siamo ripartite alla volta di Firenze.
Qui, una tappa nel centro benessere Asmana era assolutamente d’obbligo!
Soprattutto per me, che amo tantissimo il mondo luccicante e ridondante dell’India e dell’Oriente: qui tutto l’arredamento proviene da queste terre lontane e ogni dettaglio parla di lusso e di quiete.

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Anche i luoghi più ispirati alla campagna mi sono piaciuti moltissimo: primo fra tutti la Stanza del Fieno, in cui sono andata a riposare un pochino dopo aver ricevuto un massaggio Lomi Lomi molto rilassante e dentro alla quale si respira un profumo a cui sono molto affezionata.

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Mi è dispiaciuto parecchio di non esser riuscita a sperimentare anche uno dei tanti rituali che Asmana propone all’interno della loro particolarissima Wine Sauna, il cui corpo centrale e il soffitto sono ricavati dai legni di vecchie botti di vino…

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…ma per noi era già ora di ripartire nuovamente, per avvicinarci a casa.
Rientrando a Milano, abbiamo infatti spezzato il viaggio rascorrendo la notte nel romantico Villino di Porporano, un piccolo bed and breakfast che si nasconde tra le vie di un piccolo comune di Parma. Passando per la strada non direste mai che al di là di quelle mura si trova un luogo simile! Sembra di entrare in una favola!

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La colazione ha tutto il sapore dell’accoglienza emiliana: è la proprietaria a preparare il caffè, le torte e tutte le prelibatezze che propone!

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La cosa che mi è piaciuta di più di questo assaggio del Centro Italia?
L’aver ritrovato famigliarità, seppure in forme diverse, in ogni luogo in cui sono stata.
La cosa che mi è piaciuta di meno? L’essere tornata a Milano!
Ma ehi, lo dice Tiziano, con il ritorno inizia un altro viaggio, giusto?
E così, dopo una manciata di giorni, ero già pronta a ripartire…
Troverete venerdì prossimo il mio racconto del tour delle Langhe!
Buon weekend!

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Testo a cura di Micol Uberti
Fotografie a cura di Micol Uberti e Franca Bergamaschi

Si ringraziano
i Rocchi Cashmere (poncho bianco latte e beige)
Lancia Auto
Kiabi (shorts optical)

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L’inaspettato a due passi da casa

Ok, non siamo andate molto lontano da casa in questo primo viaggio, ma forse era giusto fosse proprio così.
Ha avuto inizio un percorso, che ci e vi porterà a scoprire l’Italia e non solo, e allo stesso tempo è stata una sorpresa. E se un resort riesce a sorprenderti dove già conosci quasi tutto, se a ridosso di una strada anonima e brulicante di veicoli commerciali riesce a coccolare l’ospite creando un’atmosfera ovattata che chiude il traffico fuori dal portone… allora significa che ha fatto centro!

Podere Castel Merlo si trova a Villongo (Bg) ed è contemporaneamente vicinissimo all’uscita dell’autostrada e al lago d’Iseo, ma i suoi 18 ettari di vigne ti ricordano anche quanto sia confinante con Franciacorta a cui si fonde la Valcalepio. I corridoi di questo edificio fortificato del XIV secolo, su cui sono ancora impressi affreschi originali, ci accompagnano con eleganza dall’imponenza dei secoli passati alla modernità di un relais di lusso, sotto l’occhio vigile di George Clooney e Catherine Zeta Jones che ammiccano dai quadri accanto alla reception. Il bello, qui, è che il passato convive con gli agi del presente: le 7 Suites, la SPA, la piscina con cascata a cui fanno da sfondo i vigneti e il ristorante L’etoile (con piatti creati dai migliori chef in collaborazione con Davide Oldani) ti ricordano che sei l’ospite di riguardo, e che sei tu al centro dell’attenzione, grazie al personale gentilissimo.

Il fatto che la sala de l’Etoile sia rivestita con boiseries in cotone bagnato in foglie di vite rossa ed abbia solo 40 coperti trasmette ancor più la sensazione di sentirsi viziati da piatti unici serviti in uno scrigno prezioso. Ma, a proposito di scrigni, sapete qual è la chicca, degna di farvi sentire vere principesse nel Castello? A Castel Merlo potete vivere anche l’esperienza di una mise en place davvero unica, dove tutto, dalle posate al semplice sottopiatto, verranno immersi nell’oro fuso in esclusiva per voi.
Cosa state aspettando a dirlo ai vostri fidanzati?

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Testo a cura di Franca Bergamaschi
Fotografia a cura di Micol Uberti

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OrioCenter e le sue novità al Mandarin Oriental di Milano

OrioCenter e le sue mastodontiche novità

Un tempo avrebbe potuto sembrare un accostamento azzardato, abbinare il nome di un centro commerciale e quello di un albergo di lusso.
Ormai però, questi centri, assumono sempre più le sembianze di vere e proprie gallerie dello shopping, con brand che spaziano dalla grande distribuzione all’alta gamma, dove ci si reca non solo per fare acquisti necessari ma anche per passeggiare, prendere un aperitivo, cenare e addirittura godersi un film.
Credo sia questo il concetto che ha fatto sì che venisse scelto il Mandarin Oriental come luogo per presentare alla stampa il nuovo OrioCenter che, ampliato di 35 mila m², diventa il primo shopping mall in Italia ed uno dei più grandi in Europa, arrivando a 280 nuovi negozi, tra cui oltre 50 bar e ristoranti, un hotel  e 14 sale cinematografiche.
Sapete che la sala Imax ha lo schermo più largo d’Europa?

Mandarin Oriental: una cornice d’incanto

La conferenza stampa ci accoglie in uno degli alberghi più lussosi di Milano, il Mandarin Oriental, al confine fra Brera e il quadrilatero della moda, a 300 metri dalla Scala.
Sapete che occupa addirittura quattro edifici del XVIII e XIX secolo?
Qui il lusso si coniuga con un elemento “residenziale”: il legno non a caso è l’elemento prevalente insieme al marmo, entrambi lavorati a mano e di rigorosa provenienza italiana (l’unica eccezione è il marmo azzurro del Brasile utilizzato per la suite presidenziale).
L’ispirazione è quella delle abitazioni dell’alta borghesia anni ’30-40 e in effetti sembra proprio una grande dimora privata, dove ogni ambiente ha un colore diverso e pezzi di design. Il suo ristorante Seta, che vanta piatti opere d’arte di Fornasetti,  ha una parte esterna, in uno dei due chiostri che ci ha ospitato per il lunch post conferenza. L’altro chiostro ospita invece il Mandarin bar e bistrot.
Sapete che, per il Reverse Martini, il bar manager ha fatto produrre appositamente bicchieri a rovescio?
Lo scorso anno più di trecento ospiti illustri tra moda, arte, spettacolo e finanza hanno festeggiato qui il capodanno cinese e l’arrivo dell’anno della scimmia con un party caratterizzato da corone di orchidee bianche e archi di lanterne rosse.
Un perfetto connubio tra il lusso dell’estremo oriente, che caratterizza la catena del Mandarin, e l’eleganza della nostra città che lo ospita, simbolo della moda per eccellenza.

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Testo a cura di Franca Bergamaschi
Fotografie a cura di Micol Uberti

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Negozi Pellizzari: un pomeriggio di shopping con me!

Avete presente quei giorni in cui l’unica cosa che vorreste fare è darvi allo shopping folle e non pensare ad altro se non a giocare con stili, colori, forme e tagli di abito?
A me, ovviamente, capita molto spesso. Molto.
Certo a volte girare per ore per le vie di Milano oppure in un centro commerciale può essere stancante, soprattutto se la concentrazione è massima perché si cercando i capi che compongono un outfit specifico…

Negozi Pellizzari: tutto lo stile e la moda delle grandi firme, in un solo store

Potrete dunque capire, poste queste premesse, quanto io sia stata felice di passare il pomeriggio tra gli scaffali di Negozi Pellizzari, lo store che vanta le firme più cool tra le sue proposte, una catena che potete trovare in numerosi centri commerciali in tutta Italia (tutti questi).
Io mi sono rifugiata in quello de Il Centro di Arese, ad esempio.
Le scarpe di Marella, gli abiti di Patrizia Pepe, i jeans di Armani, gli accessori di Guess e tanto altro ancora… ci vuole mezza giornata per scoprirli tutti!
Ora che gli appendi abiti esplodono di tinte primaverili ed estive, poi, non si vorrebbe mai uscire di lì.
Io ho creato 3 look differenti, con occasioni d’uso diverse.
Vediamo quale vi piace di più!

Cocktail time: sicure che ad un matrimonio non si possa indossare un chiodo?

Tutto sta nell’abbinamento, naturalmente!
Come sapete, il chiodo è un capospalla a cui sono profondamente affezionata, ne ho di tanti tagli e colori, credo che nella sua semplicità abbia un forte potere di stile.
Così l’ho utilizzato per dare un tocco più aggressive e giovane ad un lungo abito più classico, una meraviglia di un intenso tono smeraldo, che scivola lungo i fianchi.
Un sandalo con tacco largo e fiori applicati, sempre rigorosamente in pelle nera, ed una clutch glitterata da portare in mano.
Un outfit moderno e chic per partecipare al cocktail di un matrimonio!
Del resto, il periodo è proprio quello…

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Un insieme davvero eccezionale!
Certo, i dettagli e gli accessori sono sempre fondamentali e fanno la differenza, e questo trovo che sia un ulteriore punto a favore per Negozi Pellizzari: la scelta di scarpe e borse è vastissima ed avendo in store vari brand, è possibile giocare con gli stili rappresentati dai pezzi più iconici delle varie case di moda.

A day in the office

Sai quando entri, non sai mai quando esci.
Spesso in ufficio succede così, soprattutto quando la tua è una di quelle professioni creative, come la mia, in cui ci si perde tra i meandri della fantasia e si perde di vista l’orologio. Ecco perché ci vuole un look che, con l’aggiunta di un semplice giacchino, possa essere perfetto dalla mattina alla sera, quando si rientra finalmente a casa!
E se invece all’improvviso ci si ritrova ad un aperitivo in centro, non è certo un problema:
grande protagonista di questo outfit è il giallo, must della stagione.

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I sandali mi piacciono tantissimo, ci credereste che per la scelta è stato Daniele ad aiutarmi?
Lui ha un occhio pazzesco per le scarpe, ci prende sempre.
E il loro profilo richiama il colore di borsa e giacca. Bravo Daniele!

Due passi (quasi) in riva al mare

Caldo, sole, lentiggini, naso scottato: finalmente ci siamo!
Mi piace la mia pelle bianca, ma questo non significa che non mi piaccia andare in giro in estate in tee ed infradito. Anzi! Mi diverte!
A volte basta un piccolo cambiamento nel look per sentirsi quasi in riva al mare, pur restando nel cuore della città.
Le flip flop, secondo me, sono proprio una di queste modifiche. Una scarpa chiusa fa cemento, una ciabatta coloratissima fa spiaggia!

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Il denim, poi, è un materiale passepartout, sempre di moda, mai banale, trasversale, accogliente: con lui come base ci puoi accostare tutti i colori e stili che vuoi!

E’ stata una giornata straordinaria quella passata da Negozi Pellizzari, non vedo l’ora di tornare a fargli visita. Del resto noi donne siamo così, siamo felici quando abbiamo qualcosa di nuovo da scoprire, no?
Che sia una persona, una città… o uno store!

Testo a cura di Micol Uberti
Fotografie a cura di Daniele Villa

Porsche Design. L’eleganza del minimal.

Linee semplici, pochi colori: l’essenza del gusto minimal si riassume così.
I dettagli sono davvero pochi, ma curatissimi. L’occhio viene accompagnato ad apprezzare l’insieme delle forme, non viene sovraccaricato da troppe informazioni visive che lo distraggono e stancano.
A me piace moltissimo, lo sappiamo, ma se questo mood è riuscito a colpire anche Daniele, che è più amante di ciò che è sgargiante ed esteticamente “pieno”, significa che non si tratta più solamente di begli oggetti.
Infatti ci troviamo niente meno che da Porsche, nell’elegante showroom di via della Spiga, ad ammirare gli Iconic Pieces creati dal loro centro stile, che si occupa di tutti i loro prodotti di design. Una parentesi di estremo lusso durante il nostro FuoriSalone.

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Il mio look
Kaftano by Bkib

Fotografie a cura di Micol Uberti

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Coccole di San Valentino

Tutti ne parlano, alcuni lo amano, altri lo odiano, io me lo mangio:
San Valentino, in ogni caso, non passa di certo inosservato!

Anzi, in un certo senso si potrebbe anche dire che colpisce senza dubbio allo stomaco.
Soprattutto se si cena da Cappuccini Resort, dove lo chef PierCarlo Zanotti ha ideato un menù di tutto rispetto dove sapori delicati e dolci si alternano ad altri più decisi e d’impatto, perché l’amore in fondo è un po’ così: ti coccola e ti colpisce.
Trovate il menù completo QUI!

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Fotografie a cura di Micol Uberti

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Fiabe al Cucchiaio: il bossolà di PierCarlo

Da qualche mese, ormai lo sapete, ho la fortuna di ricoprire il ruolo di Social Media Manager & Digital PR per il resort Cappuccini, nel cuore della Franciacorta.
Se non lo conoscete, seguite il nostro profilo Instagram @cappuccini_resort!
Da oggi, nasce il nuovo progetto Fiabe al Cucchiaio, una rubrica in cui lo chef dell’hotel racconta la storia che si cela dietro a molti dei piatti che propone nella sua carta.
Ecco con quale, tra questi, abbiamo deciso di aprire le danze!


Semplice e sorprendente, la classica acqua cheta che rompe i ponti.
Non si potrebbe definire meglio il bossolà, dolce della tradizione bresciana che lo chef PierCarlo Zanotti propone in questo periodo.

La forma originaria è una ciambella, da cui sembra derivi anche il nome la cui radice rimane tuttavia incerta e che si trasforma in bissolà se si scende nella Bassa bresciana per via della somiglianza ad una biscia.
Chiamatelo come preferite, è solo un’etichetta: l’impasto consistente ed il sapore delicato metterà d’accordo tutti e incanterà i vostri palati!

PierCarlo lo serve su un elegante mare di crema inglese alla vaniglia, che sembra essere un semplice contorno ma che in realtà esalta e abbraccia il corpo spumoso del dolce.
Per come si presenta il piatto, infatti, sembra che sia il bossolà il re della festa, ma una volta portato alla bocca (rigorosamente con le mani, dimenticate le posate, per favore!) è proprio la crema che prende la corona.
“Il vero bossolà è quello di Iginio Massari” spiega Zanotti “che ha riportato su carta la ricetta che ci tramandiamo da generazioni nel territorio. Quando arriva il Natale e il ponte di Ognissanti, non può certo mancare sulle nostre tavole. Avevo voglia di parlare agli ospiti della semplicità che contraddistingue i menù che curo ed unirla alla tradizionalità di un dolce che è un simbolo, per noi.”.

Benvenuti in Cucina San Francesco, lui è lo chef PierCarlo e ci troviamo nella splendida cornice di Cappuccini Resort.
Ora accomodatevi a tavolo, aprite il vostro piccolo bossolà ancora caldo con la punta delle dita ed intingetelo nella crema inglese fresca.
Portatelo alla bocca e chiudete gli occhi: buon viaggio!

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Fotografie a cura di Micol Uberti

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Campari party in Montenapoleone

Sapore e colore inconfondibili: la red passion di Campari si riconosce subito e si percepisce nell’aria, proprio come è accaduto in via Montenapoleone a Milano, lo scorso lunedì 26 Settembre, dove tutta la strada si è riempita di graziose farfalle rosse e dove era possibile, per i possessori della Vip Card, accedere alle boutique delle firme più prestigiose per incontrare i barman che preparavano i più famosi cocktail Campari da accompagnare al finger food, per un aperitivo di classe.
Io ho brindato da Versace e Bulgari… che meraviglia!

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Fotografie a cura di Micol Uberti

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