Fare foto dall’alto: sicuri che sia sempre la scelta migliore?

Sicuramente è la scelta più comoda, questo lo capisco.
Realizzare uno scatto flat lay, ovvero appunto con ripresa zenitale, è pratico e veloce.
L’aspetto più comodo è sicuramente che si può disporre rapidamente gli elementi sul set e vederli velocemente per come appariranno nello scatto finale…
Ma davvero fare foto dall’altro è sempre la scelta migliore in termini di riuscita e di comunicazione?
In effetti la risposta è: no, non sempre il flat lay sa esaltare adeguatamente il soggetto.
Quali sono allora tre aspetti importanti di cui tenere conto quando si scaglie da quale prospettiva riprendere un soggetto?
Lo vediamo subito insieme nell’articolo qui sotto!

L’ALTEZZA DEGLI ELEMENTI

Scatto realizzato per Arance Poggio Pizzuto – gennaio 2021

Quando il set è composto da oggetti ed elementi che hanno più o meno tutti la stessa altezza, il flat lay sarà una scelta molto più gestibile per diversi motivi.
Sarà più facile avere una messa a fuoco più omogenea, innanzitutto, perché il piano focale sarà composto da più o meno tutto ciò che stiamo riprendendo.
Lo svantaggio? Avere una foto un po’ più piatta: conviene perciò giocare con luci trasversali che creino una minima presenza di ombre che delineano la tridimensionalità dei soggetti e che ne definiscano visivamente i contorni.
Sarà inoltre comodo realizzare una foto dall’alto qualora volessimo dare uguale importanza a tutto ciò che è presente nella foto.
Inoltre, più bassi e tendente all’orizzontale saranno gli elementi in foto, minore sarà la possibile aberrazione di prospettiva data dall’obiettivo.
Avete presente quando fotografate dall’alto un calice di vino e 9 volte su 10 appare come se fosse storto verso il margine esterno della foto? Ecco, sto parlando proprio di quel tipo di aberrazione!

LA GEOMETRIA E IL VOLUME DEL SOGGETTO PRINCIPALE

Scatto da un set realizzato per MD supermercati settembre 2021

Quando il nostro soggetto ha una geometria che, a differenza di quanto dicevamo poco fa, non tende all’orizzontale ed ha invece profondità e volume (la frusta da cucina non è piatta, giusto?) allora sarà bene valutare quale prospettiva adottare per risaltarne le forme.
Appiattire un oggetto utilizzando un punto di ripresa errato gli fa un torto… ma lo fa anche a tutta la foto, che di conseguenza perde di profondità e di impatto!
Nella foto proposta il mio obiettivo era focalizzare l’attenzione dell’osservatore sulla parte della frusta in cui era rimasta della ricotta: la scelta migliore è stata quindi una ripresa a 45° rispetto al piano d’appoggio, che mi ha permesso al tempo stesso di far percepire anche la lunghezza del manico e la verticalità della frusta.
Volete un altro esempio? Super felice di darvelo!

Scatto realizzato presso Costa Paradiso, b&b a Sulzano (BS) – luglio 2021

Stacchiamoci un po’ dal mondo del food, almeno per un attimo!
Prendiamo in considerazione questo scatto realizzato in un adorabile bed & breakfast in Franciacorta, un luogo incantato e nascosto dove ogni minimo dettaglio è curato con amore e gusto.
Scorgere questi due annaffiatoi tra i rami di ulivo e le ortensie mi ha fatto impazzire, ha subito catturato la mia attenzione ed è stato un attimo volerli immortalare.
Sono degli oggetti la cui forma si percepisce più distintamente sull’asse verticale, giusto?
Allora la scelta più idonea è stata semplice: fotografarli riprendendoli di lato ha messo in risalto questa caratteristica. Questo principio vale per qualsiasi tipo di soggetto: una persona in piedi, il calice di vino di cui parlavamo poco fa, un viale con i lampioni… Le geometrie degli oggetti ci suggeriscono già come fotografarli, basta prestare attenzione!

PUNTI LUCE, RIFLESSI E TRASPARENZA

Scatto realizzato per Il Cibo secondo Micol – novembre 2020

Sembrano tante cose insieme ma in realtà si legano tra loro.
Valutare da dove proviene la luce e in che modo accarezza il soggetto è una condizione preliminare fondamentale per scegliere come fotografarlo.
Come abbiamo già visto nel primo punto, è grazie a questa che avremo più o meno profondità nello scatto! Se associamo una luce che proviene dall’alto a una ripresa flat lay, sarà tutto molto piatto…
Così come lo sarebbe una foto fatta da un’angolazione di 90 o 45 gradi ma con luce frontale!
Una luce diffusa e trasversale è preferibile in molti casi.
Nel caso della fotografia che vi propongo, la luce arriva da dietro al soggetto ed è molto morbida.
Non descrive ombre dure e regala dei bellissimi punti luce sulla superficie irregolare del cavolo nero, creando inoltre delle armoniose opacità contro le scaglie di cacio che rimangono leggermente trasparenti.
Riuscite ad immaginare in quali altre occasioni si può utilizzare questa strategia?

Spesso si pensa che “squadra che vince non si cambia” ma così facendo ci si perde una infinita gamma di possibilità che sono lì ad aspettarci, appena fuori dalla nostra comfort zone.
Perché se è vero che questo articolo è stato scritto da qualcuno che fa della fotografia una professione, è altrettanto vero che i suggerimenti che contiene sono dedicati a tutti e si possono applicare anche quando si vuol fare una foto con il proprio cellulare!
La differenza la fa la strategia di scatto, no?

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Lo sguardo del soggetto: al fotografo o all’ambiente?

Qui si apre un bel dibattito…
E la risposta a questa domanda probabilmente vi sorprenderà!
Cosa chiediamo al nostro soggetto?
Chiediamo di volgere lo sguardo verso la nostra macchina fotografica?
Lasciamo che i suoi occhi si posino su ciò che lo attira in quel momento e scattiamo quando ci sentiamo ispirati?
Tutto dipende da un solo fattore: cosa vogliamo comunicare.

REGALARE UN MOMENTO DI SPONTANEITA’

Barbara Palvin, sfilata Missoni - Milano Fashion Week settembre 2021

Barbara Palvin, sfilata Missoni – Milano Fashion Week settembre 2021

Una super modella che non guarda in camera al momento dello scatto? Ahi ahi ahi!
E invece no, è bello così. E’ bello immortalare quel momento in cui guarda altrove, sistemandosi i capelli, quel momento in cui non è più Barbara Palvin, l’angelo di Victoria’s Secret, ma una ragazza come tante che si guarda intorno mentre starà pensando a chissà cosa. Quasi immersa in un mondo tutto suo.
Lo sguardo rivolto a chissà dove fa entrare l’osservatore in un mondo di… dimensioni inesplorate.

COINVOLGERE CHI ASSISTE ALLA SCENA

Beatrice Valli e Marco Fantini, sfilata Missoni - Milano Fashion Week settembre 2021

Beatrice Valli e Marco Fantini, sfilata Missoni – Milano Fashion Week settembre 2021

Il bello del soggetto che guarda in camera, con naturalezza, senza che glielo si chieda.
Non è magico?
Io provo molta più soddisfazione piuttosto che dare indicazioni su cosa fare: si crea una sintonia, anche se a volte fugace, che si ritrova e percepisce poi nell’immagine finale.
Soprattutto se il soggetto sta vivendo un’emozione sincera (in questo caso Beatrice aveva appena sussurrato qualcosa al futuro marito e rideva divertita) e la condivide con il fotografo!
Il quale poi la ripropone a chi la osserva… in un bellissimo gioco di coinvolgimento emotivo.

PRESTARE GLI OCCHI AL CURIOSO PASSANTE IMMAGINARIO

Valentina Ferragni, sfilata Missoni - Milano Fashion Week settembre 2021

Valentina Ferragni, sfilata Missoni – Milano Fashion Week settembre 2021

Ci sono situazioni, non necessariamente di carattere mondano, che attirano l’attenzione del passante.
E allora perché non prestare gli occhi a questo immaginario personaggio curioso, che guarderebbe la scena con tanta avidità quanto in maniera del tutto casuale, scattando una fotografia che comprenda soggetto e contesto? Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, guardare uno scatto come questo non allontana chi lo guarda, anzi!
Si immedesimerà moltissimo nel punto di vista di chi ha scattato la fotografia, così tanto da sentirsi proprio in quel posto, in quel momento, riuscendo a provare delle vere e proprie emozioni…
le stesse che, su sua supposizione, avrebbe provato se fosse stato lì davvero.

OCCHI NEGLI OCCHI: CHI GUARDA CHI?

Servizio fotografico privato – Bovisio Masciago, novembre 2021

Diciamolo, a volte alcune fotografie ci fanno sentire osservati.
Non riusciamo a guardarle troppo a lungo, non capiamo più se stiamo osservando un’immagine bidimensionale oppure se il soggetto è realmente davanti a noi e ci sta squadrando da testa a piedi.
Alcune pose contribuiscono sensibilmente, ad esempio nella foto che vi propongo è evidente l’intento di creare un filo diretto tra soggetto e spettatore.
Ma ciò che più conta è lo sguardo di chi viene fotografato e ciò che esprime.
Sta in questo dettaglio il segreto che ci fa domandare, dentro di noi: “Perché mi guarda così?”.
Domanda a cui non avremo mai risposta certa!

Personalmente trovo che sia bellissimo sapere che il potere comunicativo di una fotografia non può essere imbrigliato in una regola sola: “il soggetto deve guardare in camera” oppure ancora “se guardi altrove la foto viene meglio“. Trovo rassicurante sapere che ci si può sbizzarrire molto di più con le prospettive e si può sguinzagliare la propria fantasia fino all’infinito.
Anche se per contro è proprio questo che getta anche il guanto di sfida a chi si appassiona a questa meravigliosa arte!

Un anno pieno di possibilità (da fotografare)

Bisogna ammetterlo, questo 2022 è iniziato in maniera un po’ strana, quantomeno per me.
E’ iniziato con la quarantena che mi ha costretta a festeggiare il capodanno su Skype, giornate che sembravano non finire mai e una malinconia che non è certo il buon umore che ti aspetteresti di avere nei giorni di festa. Eppure mentre mi ritrovavo raggomitolata sul divano a guardare fuori dalla finestra, mi è venuto spontaneo pensare che ci saranno una marea di cose stupende da fotografare anche quest’anno!
Il susseguirsi delle stagioni, indipendentemente da quale sia la nostra preferita, ci regala un ventaglio di opportunità uniche nel loro genere, da immortalare anche solo per il gusto di conservare la loro bellezza con noi per sempre, per riguardarle tra quale anno e dire: “E’ vero, a novembre 2021 aveva nevicato un giorno solo a Milano e sembrava la cosa più magica del mondo!”!

ARRIVERA’ LA PRIMAVERA

Borgonato (BS) – Maggio 2021

…e rimarremo incantati nell’osservare l’operosità delle api che sorvolano i fiori.
Qui in Franciacorta, un punto che adoro fotografare è quello che precede la strada che accompagna alla cantina dei Fratelli Berlucchi. C’è una distesa di lavanda, che offre spunti bellissimi.
Ci sono spighe di fiori più chiari, più scuri, ci sono i campi d’erba che anticipano le vigne in crescita e le strutture in pietra che contrastano perfettamente con i colori della primavera… ed è una zona abbastanza tranquilla da poterci perdere il tempo che si vuole per fare un po’ di scatti passeggiando nella natura.
Al massimo ogni tanto ci sarà da stringersi sul ciglio della strada per far passare qualche trattore!

E POI SARA’ IL TURNO DELL’ESTATE

Giugno 2021 – Parco delle Cave (MI)

…ci saranno le scampagnate fuori porta e le ore passate nei parchi di città!
Ci saranno tramonti bellissimi, i paesaggi scaldati dalla loro luce e si troverà riparo dal sole cocente sotto le fronde degli alberi carichi di foglie, dove ci si sorprenderà a fare foto in controluce, scoprendo che è una situazione che sa essere davvero fiabesca.

E FINALMENTE TOCCHERA’ AL MIO ADORATO AUTUNNO

Novembre 2021 – Parco Taxodi (BS)

…ed i miei occhi non sapranno mai fermarsi.
Da ottobre a dicembre per me la natura esplode in tutta la sua bellezza e i colori che intorno a noi sono quelli a cui sento di appartenere. Assolutamente imperdibile, nella zona del lago d’Iseo, è il Parco protetto dei Taxodi di Paratico (BS). I tronchi che affondano le radici nell’acqua e i rami che si intrecciano in alto, sopra le vostre teste, sono uno spettacolo che assume un fascino irripetibile nei pomeriggi autunnali, quando la luce comincia ad abbassarsi e il rosso e l’arancione dei tassodi incendia lo scenario di fronte a voi. Vietato andarci sprovvisti di fotocamera, fosse anche solo quella del cellulare!

E TORNERA’ ANCHE L’INVERNO

Novembre 2021 – Bovisio Masciago (MB)

…una stagione dolcissima, che con la sua neve richiama irrimediabilmente lo zucchero a velo.
I colori freddi e spenti possono essere altrettanto coinvolgenti, quando vengono abbinati ad alti contrasti.
E’ vero, tutto sembra più piatto, sembra perdere di profondità, la natura tende ai toni del grigio e la luce del cielo sembra creare opacità ovunque… ma in realtà, come sempre, basta guardare.
La brina, la foschia, la pioggia, tutto può essere bellissimo se lo si osserva dalla giusta prospettiva!

Sì, questo 2022 è iniziato veramente in maniera un po’ strana!
Ma lo so, sarà anche lui pieno di possibilità… da fotografare.

Meghan, Harry, la gravidanza e l’essere fotografi ai tempi del covid

Lo abbiamo letto su tutte le testate giornalistiche: Meghan ed Harry hanno annunciato l’arrivo del secondogenito (o sarà una secondogenita?) proprio ieri, attraverso i canali social, durante il giorno di San Valentino. Una scelta sicuramente romantica e ben studiata, che fa finire questo evento più nella cronaca rosa delle celebrities, piuttosto che tra i comunicati telegrammatici in uso nelle royal families… e del resto così è giusto che sia, dal momento che hanno deciso di non farne più parte!
La cosa curiosa all’interno di tutto questo è la fotografia dell’annuncio.
Perché? Lo scopriamo subito!

Meghan e Harry annunciano la gravidanza con una foto sui social
dal profilo Instagram del fotografo @misanharriman

E’ sicuramente uno scatto molto dolce e spontaneo, quello che ritrae Meghan e Harry persi in uno sguardo innamorato su un prato soleggiato, ma leggendo tra le righe degli articoli dedicati all’annuncio della seconda gravidanza della duchessa di Sussex, si nota che in molti riportano che la fotografia è stata realizzata da remoto da Misan Harriman, utilizzando l’ipad. Il fotografo, amico della ex star di Hollywood (sapete che Meghan ha fatto anche una piccola comparsa in Come ammazzare il capo e vivere felici?) ha preparato la fotografia e ha catturato il momento.
Ma cosa intendiamo se parliamo di scatto da remoto?
Generalmente, con questa espressione indichiamo una fotografia scattata utilizzando un telecomando attraverso il quale, dopo aver gestito e calibrato adeguatamente diaframma, sensibilità ISO, messa a fuoco e tempo di scatto, viene dato l’input alla fotocamera di “premere” metaforicamente il tasto di ripresa e quindi realizzare lo scatto.
Notando le condizioni di luce dell’ambiente in cui sono ritratti Meghan ed Harry, il contesto ed alcuni dettagli della fotografia, risulta però improbabile che ci sia di mezzo l’utilizzo di un cavalletto (perché senza cavalletto, la gestione da remoto risulta piuttosto inutile)… soprattutto se pensiamo che è stato utilizzato un ipad!
E allora che cosa significa qui, “scatto da remoto”?
Significa, con ogni probabilità, che Misan Harriman si è avvalso di una app che permette di associare due dispositivi e di gestire il secondo attraverso il primo. Immaginate che ora io possa entrare nel vostro computer o nel vostro smartphone e possa utilizzarli a distanza. Lo stesso è avvenuto per la realizzazione della fotografia di Meghan e Harry!
Sarà stato sufficiente, alla coppia, posizionare il proprio dispositivo e mettersi in posa seguendo le direttive di Misan Harriman che si è messo in comunicazione con loro, il quale avrà poi impostato tutti i parametri di scatto e avrà quindi immortalato questa romantica scena, ritrovandosi la fotografia direttamente nel suo rullino attraverso Cloud.
Geniale, no?
Certo, forse il risultato manca di quell’effetto “dreamy” che ci aveva fatto sospirare davanti agli scatti che annunciavano il loro fidanzamento…

Harry e Meghan in uno scatto dell'annuncio del loro fidanzamento

In quel caso, il servizio fotografico era stato realizzato dal vivo (era novembre 2017) ed era a cura di Alex Lubomirski, già conosciuto per aver ritratto volti come Beyoncé, J-Lo, Charlize Theron e Nathalie Portman… e a cui era stato affidato anche il delicato compito di occuparsi dell’album di matrimonio, avvenuto il 19 maggio 2018.
Ma le condizioni erano ben diverse: all’epoca si poteva vivere la libertà da ritrarre in prima persona, si poteva respirare l’atmosfera del momento immortalato e ci si poteva avvicinare tanto da poter palpare con le proprie mani l’emozione che sarebbe stata eterna grazie alla fotografia.

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Testo a cura di Micol Uberti
Fotografie via web

Fotografa la tua bowl esotica!

Qualche giorno fa vi ho domandato, attraverso le mie stories Instagram, se vi sarebbe piaciuto che creassi una rubrica all’interno della quale trovare dei suggerimenti per ricreare a casa vostra dei piatti super instagrammabili e per fotografarli al meglio con il vostro smartphone.
L’entusiasmo con cui mi avete risposto (in moltissimi, per giunta!) mi ha fatto capire che era proprio giunto il momento di lanciarsi in questa nuova avventura.
E così…

Benvenuti in #ilBelloDelCiboSecondoMicol!

Quella che vi propongo oggi è una splendida bowl vegana, molto semplice da realizzare, i cui colori sono super estivi e naturali.
Per prepararla sarà sufficiente frullare 2 banane mature con mezzo mango.
Separatamente pelate e affettate metà kiwi, tenete a portata di mano un cucchiaio di semi di chia, l’altra metà del mango ridotta a cubetti e una manciata di scaglie di cocco disidratate. Non sapete dove comprare queste ultime? Potete sempre ripiegare su una confezione di muesli che le contenga!

La prima cosa da fare, che è il primo step in qualsiasi cosa vogliate realizzare con gusto estetico, è osservare gli elementi che avete di fronte. Io sono una fan degli styling minimal e geometrici ma asimmetrici, sono rare le volte che esco dal seminato. Perciò decido che voglio disporre la frutta a pezzi solo da un lato della bowl.
Come procedere, una volta versato lo smoothie di banana e mango?
Dagli elementi più grandi a quelli più piccoli!
Posiziono, per prime, le fette di kiwi. Per la grandezza della mia bowl ne bastano 3. Le sovrappongo leggermente perché non amo vedere troppi spazi vuoti tra elementi simili. Come seconda cosa, procedo con il posizionare i cubetti di mango, diminuendo la quantità mano mano che mi allontano dalle fette di kiwi: è così che ottengo una mezzaluna molto piacevole da vedere, che arriva a poco più della metà della circonferenza della ciotola!
A questo punto, procedendo verso il centro della bowl, dispongono le scaglie di cocco: abbondare è d’obbligo qui!
Per completare “il giro” della bowl, cospargo di semi di chia il bordo opposto della bowl e… voilà! Ottengo, così facendo, una cornice di elementi che lascia spazio allo smoothie, come una finestra di dolcezza!

Ora è tempo di scattare! In casi come questo, senza dubbio la scelta migliore è il flatlay: per il tipo di fotocamera di cui sono disposti i cellulari, se vogliamo minimizzare il rischio di distorsioni prospettiche, scattare dall’alto è strategico.
Sia che vogliate rispettare la regola dei terzi ed avere una fotografia decentrata, sia che vogliate avere il soggetto al centro esatto dello scatto, non state mai troppo vicini a ciò che state ritraendo. Solo così eviterete di farvi ombra, rovinare la composizione o ottenere immagini “allungate” da una parte piuttosto che dall’altra.
Lasciatevi un po’ di margine, un po’ di spazio vuoto ai bordi.
Tanto poi, si può sempre tagliare, no?
Se non credete a quello che vi dico, guardate con i vostri stessi occhi il confronto tra questi due scatti. Stessa inquadratura, stesse condizioni di luce, stessa prospettiva, strumenti diversi.
Notate qualche sostanziale differenza, a parte la profondità dei colori?
No, nessuna! Se mi aveste visto scattare, però, vi sareste resi conto che quella scattata con il telefono (cioè la seconda), è stata fatta con una distanza maggiore tra soggetto e fotocamera.

C’è un’ultima regola fondamentale, in questi casi: sperimentare e divertirsi, sono l’ingrediente segreto di un buon risultato!
Provate a scomporre le composizioni che avete creato, a cambiare posizione agli oggetti, a “disfare” i piatti. Vedrete quanta ispirazione ne trarrete! Vi lascio ai miei scatti (in questo caso realizzati con reflex), sperando di far fiorire la vostra fantasia 🙂

Se avete apprezzato questo articolo, lasciatemi un commento e cominciate a seguire il mio profilo Instagram: troverete tante altre fotografie da cui prendere spunto per realizzare le vostre!


Testo, ricetta, styling e fotografia
a cura di Micol Ubert
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PhotoSì è un’emozione per sempre

Avete mai provato un’emozione così forte da desiderare di portarla con voi per sempre?

Capita, a volte, che la gioia che ci inonda il cuore in un determinato momento sia così incontenibile da aver la voglia di fermare il mondo per un secondo, giusto il tempo del click della macchina fotografica, per poter conservare quell’istante per sempre. A me succede spesso e non è per forza legata ad un’occasione speciale, di quelle “speciali” per antonomasia intendo… vi spiego cosa voglio dire. Si pensa spesso che le cose straordinarie possano capitare solo in frangenti che si distaccano un po’ dalla solita quotidianità, ma io sono una convinta sostenitrice del motto “la bellezza sta negli occhi di chi guarda”. Il segreto sta sempre nel punto di vista da cui si osserva il mondo! Ed è ancora più interessante scoprire tutta la meraviglia che si nasconde nelle piccole sfumature di ogni minuto che viviamo… la fotografia, per me, è una passione che è nata circa 10 anni fa, quando mi divertivo a immortalare scorci della città o dettagli della natura, e poi a poco a poco si è fatta sempre più matura e ho cominciato a scoprire anche le immense possibilità della reflex che mi ha regalato papà. Certo, però il problema a volte è che si vorrebbe avere quegli scatti appesi alla parete in modo da mostrarli a tutti, oppure quelli che vorremmo tenere sempre con noi nel portafogli o sul comodino. E allora il file digitale non basta più. A volte sentiamo il BISOGNO di condividere quelle immagini con gli altri. PhotoSì dà la possibilità di concretizzare questo desiderio! Ho avuto la fortuna di conoscere da vicino questa azienda di Riccione e di vivere con loro delle emozioni uniche, perchè per loro la vita è uno spettacolo da celebrare (non a caso l’hashtag di riferimento è #yourlifeisashow)… ora vi racconto il modo contemporaneamente semplice e grandioso in cui hanno trasformato un normalissimo pomeriggio d’autunno in un capitolo indimenticabile della mia vita!

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Giovedì 12 novembre, io ed altre 19 blogger provenienti da tutta Italia ci siamo trasferite a Rimini. Ridente località romagnola conosciuta per il divertimento e la vita notturna, si è presentata a noi con uno splendido sole e la gentilezza tipica delle persone che la popolano. Abbiamo raggiunto il Duomo Hotel e… beh, dopo essermi imbambolata a rimirare la splendida suite che mi avevano riservato (non potete capire il dispiacere di non poter usare la vasca idromassaggio sul mio terrazzino privato!) e aver fatto mille foto che ora vi mostro, siamo andate nel centro storico a goderci una meritata piadina.

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In seguito a questa golosa pausa abbiamo incontrato lo staff di PhotoSì. E in quel momento abbiamo capito che le ore a venire sarebbero state sicuramente fuori dal comune! Dopo aver creato 4 squadre da 5 blogger ciascuna ed aver affidato a ogni team un cicerone, ci hanno mandate per le strade di Rimini per risolvere degli indovinelli misteriosi che ci hanno condotte, poco per volta, in alcuni locali e negozi storici del paese. Una volta arrivate in questi luoghi, i proprietari ci spiegavano come creare i prodotti tipici che vendevano, tutti legati alla tradizione romagnola. Ed è stato così che mi sono ritrovata da La Saraghina con un coltello in mano a pulire calamari per prepararli alla frittura, mentre le mie amiche preparavano piadine, verdure da grigliare, alette di pollo piccanti…

Ma ci siamo anche improvvisate sarte! Del resto, chi meglio di giovani appassionate di moda potevano riuscire nell’intento? E devo dire che il risultato è stato davvero ottimo (modestamente, oserei dire anche il migliore in assoluto, ma non ditelo ai membri delle altre squadre! 😀 ) ed è stato un altro momento di grande divertimento.

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Ci siamo scoperte bariste, mentre preparando un cocktail di frutta, e cuoche, impastando delle tagliatelle (dalla dubbia commestibilità, mi sa che abbiamo fatto un po’ di casino!) prima di trasferirci in pullman, stanche ma al settimo cielo, presso la sede di PhotoSì a Riccione. Per un’amante della fotografia come me, qui si sono aperte le porte del paradiso. Metri e metri di bobine stampate, cornici e libri rilegati dappertutto che con semplicità raccontano la storia di una vita, di mille vite, foto posate ed attimi colti al volo… che bellezza, avrei trascorso un mese intero lì dentro per farmi spiegare tutti i singoli passaggi!

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Pensate che in una bobina come quella che vedete qui sotto, ci sono oltre 3000 fotografie!

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Non è meraviglioso? E le tipologie di prodotti offerte sono più di 100! Quello che mi ha colpito di più sono stati i libri. L’idea di avere una fiaba personalizzata è molto romantica e dolce ed è bello pensare che un giorno potremo mostrare ai nostri figli e nipotini ciò che eravamo quando ancora loro non c’erano, oppure fargli vedere quanto erano piccoli anni prima! Io mi ricordo che quando la mamma mi faceva vedere le foto dei miei primi mesi di vita le chiedevo sempre se era possibile che potessi essere così diversa…

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Senza memoria, non siamo nulla. Saremmo entità che vagano nell’universo senza un’origine e ciò porterebbe a non avere neppure una meta. Ma ci pensate? Tutto ciò che viviamo ogni singolo giorno deriva da ciò che sappiamo di quelli precedenti! Ci sono ricordi che ci cambiano l’umore in un secondo e solitamente sono quelli positivi ciò a cui teniamo di più. Altrimenti che significato avrebbe tirar subito fuori il cellulare per farsi un selfie con il nostro cantante preferito o con le amiche in una serata che vorremmo durasse per sempre? Perciò stampare una fotografia è un po’ come assicurarsi di essere sempre felici. Io credo che, in un mondo che va veloce e in cui tutto cambia in un batter d’occhio, ci siano cose che devono per forza restare. Si devono fermare, devo rimanere intatte negli anni. E queste cose sono le emozioni. Le emozioni che ho provato in quei momenti con le ragazze, persone eccezionali che sono grata di aver conosciuto, il contatto con la nostra storia che ho percepito mentre sentivo la farina sotto le dita, mentre chiedevo a un passante se sapesse indicarmi la sartoria che cercavano… la vita è veramente uno spettacolo.

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Ringrazio con tutto il cuore lo staff per avermi resa parte di questa bellissima iniziativa e tutte le blogger con le quali ho condiviso attimi che non sarebbero stati altrettanto vivi senza di loro. Vi lascio con un piccolo consiglio: arriva il Natale e anche i regali! Iscrivetevi QUI al sito PhotoSì per ottenere il 10% di sconto sul primo acquisto.
Buona giornata!

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