FuoriSalone 2017 : il design invade la città

Siamo già al secondo giorno di FuoriSalone ed io vorrei che il tempo rallentasse un pochino. La città appare così viva, così vivace, così vitale durante queste giornate…
Ieri è stato Bradley Theodore ad aprire le danze della Design Week sulla nostra agenda, con i suoi colori fortissimi e i suoi pennelli, con cui ha dipinto le vetrate del Moleskine Café di Corso Garibaldi… e non solo. C’era chi si lasciava verniciare pantaloni, giacca, borse… un po’ come le creazioni che ha presentato ieri in questa occasione.
E quale modo poteva essere migliore di questo, per iniziare il FuoriSalone 2017, per una che ha la scritta “Life in Technicolor” tatuato sul braccio?

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Ma non tutti gli appuntamenti di questa settimana sono all’insegna del colore, del caos, della velocità. Ci sono pure quelli più tranquilli, più pacati, devoti al minimal e al monocromo, salvo alcuni piccoli slanci di tonalità azzardate ma azzeccatissime.
Sto parlando di quanto era esposto ieri in Triennale per i Lexus Design Awards 2017.
Ma lo ammetto, ciò che ha colpito di più me e Daniele è stata senza dubbio l’installazione luminosa del nuovo concept “YET”. Ipnotico e mistico.

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L’installazione luminosa YET di Lexus, presentata ieri in occasione della giornata di apertura del FuoriSalone a Milano

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E siamo riusciti a innamorarci anche degli ambienti.
Meravigliose la pavimentazioni e gli scaloni della Triennale…

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Il mio look
Sandalo e minibag : Kiabi
Gilet lungo : Bkib
Make up : Clinique

Fotografie a cura di Micol Uberti

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AirDP: occhio al design!

Credo che a breve il mio pc esploderà.
Sono un continuo ridurre pagine a icona, aprire programmi per sistemare le fotografie, mandare e ricevere email, creare file di testo per le bozze degli articoli e preparare il calendario per la Fashion Week di fine febbraio.
Eh già, perché si sta avvicinando anche quel momento e anche se per chi non lavora in questo settore sembra cosa da poco e sembra che io stia partendo in largo anticipo a pianificare tutto… la verità è che, al contrario, sono in ritardo e comincio a fondere dopo un po’ che immagino look e organizzo collaborazioni.

Oggi è una di quelle giornate in cui metto piede fuori dall’ufficio (meno male che ce l’ho in casa!) solamente per portare Heidi a fare i suoi giretti giù al parco.
Ma non mi dispiace, è un periodo di grande fermento, ci sono tanti progetti da portare avanti e la mia scrivania mi sembra vivace, più che incasinata.

Sicuramente il sapere che non mi verrà mal di testa questa sera, dopo ore passate davanti allo schermo, aiuta parecchio a prendere con più gioia il lavoro!
Se ci penso a come mi riducevo gli occhi fino a pochi giorni fa…
E’ che poi io sono pigra e riguardo a certe cose tendo a procrastinare all’infinito… tant’è che saranno 4 anni che il mio oculista continua imperterrito a consigliarmi caldamente di utilizzare lacrime artificiali ed occhiali riposa vista per salvare capra e cavoli.

Secondo voi li ho mai presi? NO!
Per fortuna ci ha pensato il destino a metterli sulla mia strada.

Sabato scorso sono andata al WHITE, appuntamento immancabile per una fashion blogger visto che è la fiera della moda più importante qui nella mia città, e girando tra i vari stand ho trovato anche quello che esponeva la linea di capi e accessori di Alessandro del Piero.
Sarà che è il Capitano, sarà che lui di stile ne sa un sacco, sarà che il team presente in fiera ha saputo azzeccare in un secondo la montatura più adatta a me… ma io mi ci sono innamorata in due minuti, di quegli occhiali!
Sappiamo benissimo quanto io apprezzi gli slanci di eccentricità nei dettagli.
Prendete una montatura trasparente maculata, leggerissima, un paio di stanghette rosso fuoco e delle lenti polarizzate e fotocromatiche.
Aggiungeteci una dose massiccia di linee perfette e il gusto di un design eccellente…
et voilà. Avrete il mio modello di AirDP!

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Fotografia a cura di Micol Uberti, Franca Bergamaschi

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Life.

La vita, questa cosa immensa di cui non ne ho mai abbastanza, neppure nei periodi peggiori…
Le percezioni, i sensi, le luci, le ombre, i profumi, i sapori, le parole, i silenzi, i colori, il grigio, la fame, la sete, la gioia, il dolore, la rabbia, la compassione, ridere e piangere…

Ci penso e ci ripenso mentre Ink dei Coldplay riempie l’aria delle mie giornate.
Non è sempre stata facile, per me, in alcuni momenti è stata quasi un incubo, ma la amo!
La amo alla follia e dei circa 835.704.000 secondi che ho passato su questa Terra fino ad oggi, vi giuro che non ne cancellerei davvero neanche uno.

Forse Ludmilla Radchenko la pensa come me, visto che rappresenta questa energia infinita come un pellicano, forte e fiero ma delicato e da proteggere.
Ce lo racconta nel pezzo “Life” della sua collezione di foulard Siberian Soup FullArt, uno di quelli che amo di più di tutta la linea e che mi ha ispirata moltissimo per questo shooting.

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Fotografie a cura di Bruno Uberti

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Fiat 500 Riva – Yacht on the road

Ad un certo punto della conferenza stampa di cui vi ho parlato stamattina (se vi siete persi l’articolo, basta cliccare QUI per trovarlo), le luci si fanno più basse e la musica, composta dalle note di Somewhere Beyond the Sea suonata da un’orchestra sinfonica, si fa più piena.
Ed ecco che entra in scena lei e niente è più come prima.
Non mi sembra di esagerare a dirlo, perché quando un gioiello del genere fa la sua comparsa, tutti gli equilibri precedenti cambiano: gli occhi sono lì, la mente comincia a vagare apprezzando la sua estetica e sognando viaggi meravigliosi lungo la Costa Azzurra a bordo della piccola Fiat 500 Riva, i suoni intorno si fanno più ovattati e lontani e la storia d’amore tra te e quella carrozzeria “Blu Sera” inizia proprio in quell’istante.
When she comes into the press room, anything turns different: eyes on her, mymind that softly slips away toward a magical world made of trips in Cote d’Azur… a real love story began as long as I fell in love with her “Evening Blue” body.

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Il colore intenso è un grande classico Riva, immediatamente riconoscibile da chi, in questo mondo di lusso ed eleganza, è abituato a viverci da sempre.
The color is something very familiar to those who usually live in this world of class and luxury, a typical shade of Riva.

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I sedili si vestono di un’elegante pelle Poltrona Frau, in un delicato tono panna con profili in tinta con l’esterno.
Seats are covered by an elegant Poltrona Frau light beige leather and their features match with the outside.

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Un dettaglio che personalmente ho trovato davvero bello è il cerchione: a 20 razze sottili dipinte con la tavolozza bicromatica dell’intera vettura e mozzo lavorato. Una particolarità di cui non ho trovato notizie online ma che non è sfuggito al mio occhio scrutatore e amante del bello!
I loved to die the wheel rims, those special details I instantly noticed when I saw this Fiat 500 Riva: composed by 20 spokes that have been painted with the same palette elements of the rest of the car and by a decorated hub.

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La plancia è completamente rivestita di legno di mogano, con profili in acero proprio come i motoscafi Riva. Un vero lusso per gli occhi. La presenza di questo materiale di ritrova anche nel volante, nel battitacco e nel baule. Ricoprire il cruscotto non è stato certo semplice ma è stato ugualmente possibile grazie ad un’invenzione esclusiva, primato mondiale assoluto, di casa Fiat: una scocca completamente in fibra di carbonio che fa da supporto al legno, assorbendo così le microvibrazioni e rendendo totalmente silenzioso il rivestimento.
Dashboard is completely covered by a mohogany wood panel and features are made of maple. This cladding lays upon a carbon fibre shell, in order to absorb the little creakings made by vibrations during the drive experience.

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Naturalmente, è stata pensata anche la versione cabrio per questa topolina elegantissima ma super moderna e confortevole: è il modello che ho provato io su strada, rimanendo sempre all’interno del cantiere in quanto gli esemplari presenti ieri non era targati.
You can also find the cabrio version, that is the one I drove yesterday into the boatyard parking because the two examples for the conference weren’t registered.

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La “linea di bellezza”: un marchio di fabbrica Riva immancabile! The “beauty line”: a Riva trademark that couldn’t miss!

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Se questa meravigliosa vettura ha conquistato anche voi, ci sono due cose che dovete sapere prima di comprarla: la prima è che sarà disponibile alla vendita dal 4 luglio, data simbolica in cui, nel 1957, venne creata la prima 500 Fiat. La seconda è che i primi cinquecento esemplare avranno anche una chicca di eleganza in più, data da una targhetta in argento su cui si potrà far incidere il nome del proprio yacht… o di ciò che vi sta più a cuore! Più unica di così…
If you too fell in love with this fabulous car, you should know a couple of things before buying it: the first one is that it’s gonna be available since the 4th July, to cherish the 59th birthday of 500 Fiat, and the second one is that the first five hundreds examples will have a little silver plaque on which you can got engraved your yacht’s name or whatever you’d like to!

Fotografie a cura di Micol Uberti

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Lo yacht più piccolo del mondo

(english version below)

Sarnico, 27 giugno 2016 – I cantieri navali Riva aprono le porte del loro regno (e non sto usando un termine casuale) a giornalisti ed esperti del settore motoristico per un evento straordinario, di gran classe esattamente come la location: l’anteprima internazionale della nuova arrivata in casa Fiat, la meravigliosa 500 ispirata all’ultimo motoscafo della flotta sarnicense, presentato appena 4 giorni fa, un capolavoro di una decina metri chiamato Aquariva Super.

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Durante la conferenza stampa, presente in prima fila anche Marchionne, Amministratore Delegato di FCA (Fiat Chrysler Automobiles ndr), le personalità creative del gruppo hanno raccontato la nascita e lo sviluppo di questo progetto a quattro mani tra le due storiche ed iconiche realtà industriali. Due potenze che si uniscono tra loro per dar vita ad un prodotto culturale che trascende il tempo e riassume in semplici linee e interni preziosi ma minimali tutta la bellezza di due miti assoluti come il cinquino di casa Fiat e gli yacht Riva (durante questo incontro con il lusso, io ho avuto il piacere di poter solcare le acque del mio lago su un Iseo – un mito –, ad esempio). Ed è stato proprio Carlo, ingegnere e discendente diretto del fondatore del cantiere navale, a definire per la prima volta “il motoscafo come una cabriolet su acqua”. Mai frase fu più profetica: dopo decenni, vediamo il suo sogno realizzato anche sulla terraferma.

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Carlo Riva

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Sarnico, 27th June 2016Riva boatyard on Iseo lake guested journalists from anywhere in Europe to discover the new Fiat 500 Riva. An icon, a piece of italian history, a model of style. Both the brands tell us a long and incredible story of mastery in building tangible dreams: the little girl from Fiat family get dressed by Riva in a wonderful blue clothing, inspired by Aquariva, that has been shown off 4 days ago. Watch out folks, “the smallest yacht in the world” is coming to town.

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ATTENZIONE! Stasera, h. 18.00, scopriremo insieme gli interni e l’equipaggiamento della nuova 500 Riva. Ci vediamo qui sul blog!
ATTENTION, please! Tonight at 18 o’clock we’ll see together the interior design of this amazing car. Don’t miss it! We’ll meet here on the blog.


Special thanks to Cerdelli (website) for my amazing dress
by Elisabetta Franchi.

Fotografie a cura di Micol Uberti, Franca Bergamaschi

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Il biondo che ti cambia la domenica!

Ecco, lo sapevo. Stavo per entrare in doccia e invece suona il campanello: sono sempre loro, quelli che piombano a casa tua con patatine e pizzette senza avvisarti prima…

Beh? E che problema c’è?! Da me è sempre l’ora giusta per un aperitivo!

Non c’è gioia più grande se non quella che si prova nel condividere le cose semplici della vita con qualcuno di speciale, come ad esempio gli amici di sempre. L’ospitalità è un’arte, ma non per questo ha bisogno di grandi studi e preparazione: basta la voglia di farsi due risate e un pre-cena può diventare indimenticabile anche solamente grazie a una scodellina di pop corn. Certo, diciamo che se lo avessi saputo prima avrei preso qualcosa da bere… per fortuna che c’è  Deliveroo, che ti porta a casa ciò che vuoi nel giro di pochi minuti dopo aver fatto l’ordine online! Anzi, sapete che vi dico? Unitevi anche voi! Vi invito a fare un brindisi insieme a me, oggi: stappiamo insieme un Crodino e l’allegria è assicurata.

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Fresco, frizzante, biondo, da servire con ghiaccio e gustare mentre si scambiano due chiacchiere: fa subito venire voglia d’estate! È questo il segreto per ricaricare davvero le batterie dopo una settimana di lavoro, o per pensare con leggerezza e brio a quella che verrà!

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Vi assicuro che anche i vostri amici più timidi non sapranno resistere all’apribottiglia fuori di testa che si trova nella confezione… appena lo appoggiate al tappo parte il mitico jingle della pubblicità!

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IL BIONDOOO! CONQUISTA TUTTI COL SUO SGUARDOOO!

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Insomma, ora mi aspetto che arrivi anche Owen Wilson a bussare alla porta di casa mia.
E se non porta nulla con sé? Ok, preparo già la pagina Google di Deliveroo aperta sullo smartphone… 😀

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Fotografie a cura di Bruno Uberti, Micol Uberti

Grazie a…
LINEARREDO – location
2STAR – sneakers
JADEA HOME – pantaloni
MAYBELLINE – makeup

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Nel favoloso mondo di Ludmilla

Quando conosci Ludmilla Radchenko (sì, la stupenda ex letterina di Passaparola) ci sono tre cose di lei che ti colpiscono immediatamente: non riesce proprio a non sorridere mentre ti parla, non riesce proprio a stare ferma un attimo e non riesce proprio a smettere di incantarti. Sarà che è una continua scoperta, perché ha un modo molto preciso di vedere la vita e che in molti punti si accomuna al mio… o sarà perché è un’artista sul serio e sprigiona un’energia che solo chi ha il dono di creare con le emozioni può avere… qualunque sia il motivo però, vi devo dire che ogni volta che ci vediamo e chiacchieriamo, torno a casa convinta che non sia stato ancora abbastanza. L’abbiamo conosciuta tutti sullo schermo televisivo quando faceva la showgirl nel famoso programma di Gerry Scotti nel 2001, ma il suo cuore batte da sempre per il mondo dell’arte, di cui ora fa parte a tutti effetti, grazie ai suoi quadri che ha deciso di trasferire anche su tessuto creando Siberian Soup FullArt, una linea di foulard che saranno i veri protagonisti di questa bellissima collaborazione di cui vado infinitamente fiera. Sembra quasi una favola, per me che la vivo in prima persona… e allora facciamo così, apriamo la copertina del libro di questa meravigliosa storia e cominciamo con le presentazioni.

C’erano una volta una ragazza di Omsk ed una di Milano, che condividevano qualcosa di molto speciale: percepivano entrambe la vita come una tela da dipingere con forti emozioni e sentimenti purissimi…

M: Sono molto orgogliosa di poter lavorare insieme a te e di poter parlare ai miei lettori della tua arte, che si distingue per la particolarità dei temi trattati e per il tuo stile, molto personale e creativo. Ciò che mi ha colpito da subito è stata la presenza prepotente di colori molto forti, anche nei casi in cui parli di sentimenti che potrebbero essere legati alla negatività e quindi a toni più spenti e scuri. Come mai, invece, senti di esprimerli sempre attraverso questo linguaggio così intenso?
L: Sono una persona estremamente diretta, impulsiva ed espansiva, non mi piacciono i giri di parole anche e soprattutto nei sentimenti… Sono abituata a vivere tutto al 100% e non accetto le cose a metà!

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M: La tua strada è sempre stata quella della pittura, da quando ti sei diplomata in Siberia nel ’99 in Design. Quale dimensione del mondo dell’arte non ti stanca mai? Cosa ti stimola e ti consente di avere sempre nuove idee?
L: Penso che, quando senti il potenziale istintivo, le idee comincino a frullarti in testa e nulla e nessuno riesca a fermarle. Sei spinta dal desiderio di inventare e fare la tua ricerca. Sicuramente i miei studi liceali mi hanno permesso di avere un percorso professionale guidato dalle basi che mi hanno insegnato, sono molto felice di aver avuto la possibilità di poter scegliere di studiare ciò che mi attraeva fin da piccola e ora lo utilizzo nel mio lavoro. Non esiste ispirazione ma esiste la voglia di esprimere ciò che pensi. Senza dimenticare, però, che viaggi e vita quotidiana possono sempre diventare cibo per le idee.

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: Parliamo ora della nuova linea di quadri che riporti anche su cashmere e seta nei foulard FullArt che indosserò nei futuri shooting. La collezione si chiama I CAN FLY ed infatti rappresenta vari tipi di uccelli che pensi possano interpretare al meglio alcuni stati d’animo umani. Qual è l’origine di questa idea? Perché hai sentito il bisogno di parlare di questi argomenti?
L: Da piccola chiedevo sempre a mia madre: “Ma perché noi umani non possiamo volare?” ed ogni lei mi rispondeva: “Noi abbiamo il privilegio di evolvere e di provare sentimenti. Per noi, volare, è sentirsi felici e vivere ogni attimo! Abbiamo tanti… mezzi per volare.”. Ogni volatile, per me, ha una caratteristica simile alle nostre qualità e nella serie I CAN FLY li ho messi sullo stesso piano degli umani, creando una simbiosi necessaria che rappresenta la felicità: forza – vitalità – fertilità – fantasia – coraggio – amore – vanità (da intendersi come l’amore per la bellezza in generale) e l’ultima opera, invece, “My Opinion”, parla della libertà di possedere ed esprimere la propria opinione.

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M: “I can Fly” è un titolo che si potrebbe dare anche al periodo attuale della tua carriera? Stai avendo sempre più successo anche all’estero e non sarà certo un caso se alcuni personaggi del calibro di Jorge Lorenzo, Vettel, Jamiroquai ti hanno affidato il compito di creare opere esclusive per loro. Avverti il desiderio di volare verso nuovi orizzonti?
L: VOLARE significa sentire e saper usare la forza interiore che ci porta verso il famoso scalino dell’evoluzione, sia a livello umano sia a livello individuale. I nuovi orizzonti si spostano sempre più in là anche se li raggiungi mano a mano; è bello non accontentarsi mai e godere di ciò che ci circonda! Io, per esempio, amo viaggiare e stare con la mia famiglia, nonostante il desiderio di lavorare e crescere professionalmente mi accompagni ogni singolo giorno. I miei obiettivi possono riguardare vari ambiti, no?

M: Capita spesso, quando ci si trova di fronte ad un quadro o ad un’opera d’arte in generale, di dare tante interpretazioni personali che a volte si allontanano diametralmente da quelle di partenza dell’artista. E forse è anche questo il bello dell’arte! Ma c’è un messaggio che vuoi lanciare attraverso I can fly che vorresti essere sicura che non venisse frainteso? Ovvero che venga recepito esattamente nello stesso modo in cui tu lo hai creato…
L: Il titolo della serie lancia già un messaggio molto importante: Io Posso Volare. Vorrei che ognuno provasse questa sensazione, tutti noi umani vediamo le cose in modo diverso pur guardando la stessa cosa ed è giusto così! POP è bello per questo: ha un linguaggio molto diretto che ti lascia la possibilità di interpretare tutto con la tua immaginazione.

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M: Io che ti conosco di persona posso dire che effettivamente la tua personalità rispecchia molto i tuoi lavori: sei piena di energia, vitalità e gioia, sei una persona estremamente diretta. Ma pensi che potresti prendere in considerazione, in futuro, una capsule o una parentesi artistica in cui ti distacchi completamente dallo stile che hai portato avanti finora e che ha fatto da filo conduttore in tutte le tue collezioni?
L: Chi lo sa? Ogni mia serie ha diverse impronte, sia di tecnica sia di stile e materiale… Io rimango fedele al mio pensiero, ma i mezzi per trasmetterlo cambiano ed evolvono in continuazione. Mi lascerò trasportare dal mio volo!

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Ph. Alessandra Guidetti
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Micol indossa: MOLLY BRACKEN crop top
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Sudio Vasa Bla: musica in totale libertà

Mi reputo una persona estremamente socievole, eppure il mio modo preferito di stare in mezzo alla gente è singolare: mi piace prendere gli auricolari, ascoltare tutte le canzoni che mi trasmettono emozioni impagabili e isolarmi completamente da resto del mondo, girovagando per la città. In questo modo posso apprezzare ogni sfumatura che mi circonda, godere delle immagini delle persone che camminano chiacchierando tra loro, osservare il modo in cui si muovono, l’armonia o l’assoluta rottura che creano i loro gesti. È paradossale, lo so, ma ho pur sempre un cuore da sociologa, tutto sommato. È un senso di libertà immenso che mi ricarica ogni volta, quello che percepisco in momenti del genere, ma ammetto che è tutta un’altra cosa da quando ho ancora di più la possibilità di spostarmi senza avere l’ansia di sfiorare i passanti che potrebbero strapparmi accidentalmente le cuffiette dalle orecchie. Certo, sembra una stupidata, ma vi assicuro che in una città come Milano, soprattutto in metropolitana, è un dettaglio che fa la differenza. Eccome, se la fa! La soluzione arriva dalla Svezia ed ha un nome di sole 5 lettere: SUDIO. I loro prodotti di design, infatti, vantano nella gamma anche i VASA BLA, un paio di wireless earphones. Sì, avete capito bene, proprio quelli: degli auricolari senza fili. Funzionano grazie alla connessione Bluetooth, sono ultra leggeri e molto molto glam. I miei sono bianchi, ma c’è anche la versione nera. Voi quale sceglierete?

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Ph. Bruno Uberti
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Bag by Y-NOT
Cover by FOTOREGALI
Sunglasses by HAWKERS & Co
Sweater by MOUSSE DANS LA BOUCHE
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Valverde NABA limited edition: GEOMETRY.

Ed eccoci arrivati all’ultimo appuntamento della mini rubrica che, questa settimana, ho voluto dedicare alla bellissima collezione in edizione limitata di acqua Valverde, che ha dato spazio alla creatività degli studenti della NABA in occasione della Design Week che inizia dopodomani. Ed è proprio perché siamo agli sgoccioli che ho voluto tenere per ultima la bottiglia disegnata da Riccardo Vecchi e Erika Pizzetti, in cui i due ragazzi giocano proprio con i colori e le geometrie ispirandosi apertamente al Déco, incrocio di cultura e design.

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Ph. Micol Uberti
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Valverde NABA limited edition: PIZZO.

Finalmente è venerdì! La mente è già proiettata verso il relax e magari verso una serata speciale… magari verso una serata sensuale. Magari verso una serata ammiccante. A me viene subito in mente il pizzo, in una situazione del genere, a cui hanno pensato anche Veronica Galante e Alessia Nespoli che hanno decorato la loro bottiglia di acqua Valverde con questo motivo, omaggiando la femminilità in occasione della Settimana del Design che inizierà tra pochissimi giorni qui a Milano.

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 Ph. Micol Uberti
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