Swarovski e i suoi Mondi di Cristallo in Tirolo

E’ stato un viaggio tortuoso quello che mi ha portato in Tirolo, precisamente ad Hall-Wattens, ma ne è valsa assolutamente la pena.
Dopo un ritardo di più di 40 minuti sulla partenza da Milano Centrale che ci ha fatto perdere la coincidenza del treno austriaco da Verona dove abbiamo dovuto ingannare il tempo per 2 ore in attesa della partenza di quello successivo, siamo giunte finalmente nella bellissima Innsbruck, per poi farci accompagnare in taxi nella piccola Hall.
Parlo al plurale perché non sono andata là da sola, ma in compagnia di altre blogger e questo è stato sicuramente uno dei punti di forza di questo tour, che ricorderò sempre con grande allegria e divertimento.

Forse vi sembrerà strano (ok, sembra strano anche a me!) ma questa volta, udite udite, il cibo lo lasceremo per ultimo. Sì perché non vorrei che la fame che vi farà venire il pensare alle cotolette possa distrarvi dallo splendore dei Mondi di Cristallo che abbiamo visitato all’interno del parco Swarovski di Wattens, in occasione dell’inizio del Festival delle Luci.
Incredibili installazioni tempestate di cristalli si susseguono lungo il percorso che accompagna i visitatori in una dimensione parallela fatta di riflessi, magia e… perché no, infanzia ritrovata!
Non vi nascondo che io per prima mi sono divertita un mondo e tra tutte, l’opera-installazione su cui tornerei immediatamente è senza dubbio la giostra dei cavalli disegnata dallo spagnolo Jaime Hayon.
Tanti piccoli animaletti fantasiosi, un design meraviglioso e ovviamente una pioggia di Swarovski sul soffitto del carosello, che rendono incredibilmente chic il giro sulla giostra.

Micol Uberti sulla giostra dei cavalli di Jaime Hayon nei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens

Tra le opere presenti nell’area esterna dei KristallWelten, quella che spicca per bellezza e dimensioni è però senza dubbio la Nuvola di Cristallo, progettata da Andy Cao e Xavier Perrot: sembra impossibile pensare che quegli 800.000 cristalli siano stati inseriti a mano!
E’ una bellissima installazione che ci costringe a fare una cosa stupenda che spesso ci dimentichiamo di fare: alzare lo sguardo, proiettarlo verso il cielo e lasciarci stupire. Dà sicuramente il meglio di sé la sera, quando le luci colorate sottostanti lo fanno dipingere di riflessi. Il parco è aperto fino alle 21 e vale la pena calcolare di visitare quest’opera quando il sole è già calato!

La Nuvola di Cristallo dei designer Andy Cao e Xavier Perrot nei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens

Subito di fianco, non si può non notare la grande testa del Gigante.

(pic via web)

Antico custode delle Camere delle Meraviglie (retrostanti ad essa, per l’appunto), in cui risiedono le ricchezze più preziose che trovò nel mondo durante il suo errare infinito alla ricerca di ciò che dona bellezza all’universo.
Questa è la spiegazione che ci dà l’artista che lo ha creato, André Heller.

Le camere delle meraviglie del Gigante

Credo che il Gigante abbia fatto un ottimo lavoro nello scegliere le meraviglie da esporre nelle sue stanze: io sono rimasta a bocca aperta di fronte alla maggior parte di queste! Alla fine del percorso nelle stanze, è possibile anche ripercorrere la storia delle creazioni più importanti di Swarovski, grazie al museo FAMOS, ad esse dedicato.
La prima camera dentro cui si entra somiglia a una grotta e contiene al suo interno svariate opere di artisti diversi, tra cui anche il meraviglioso “orologio sciolto” di Salvador Dalì, intitolato La persistenza della memoria.

opera in cristallo esposta nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
una delle opere presenti nella prima stanza, la Blue Room
gemma di cristallo esposta nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
un’incredibile gemma gigante pende dal soffitto della Blue Room
l'opera di Salvador Dalì "La persistenza del Tempo"in cristallo, esposta nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens

Le sale successive, sono un tripudio di luci, soggetti differenti, atmosfere surreali e suggestive che accompagnano il visitatore nelle visioni degli artisti più disparati che hanno collaborato al progetto dei KristallWelten.

Silent Light, opera di Alexander McQueen e Tord Boontje, nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
“Silent Light” di Tord Boontje e Alexander McQueen
un albero innevato in una foresta meravigliosa, opera esposta dapprima all’ingresso del Victoria and Albert Museum di Londra
opera "Into the Lattice Sun" di Lee Bul, esposta nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
“Into lattice Sun” di Lee Bul
Micol Uberti all'interno del Duomo di cristallo nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
Duomo di Cristallo
opera ispirata alla cupola geodetica di Sir Richard Buckminster Fuller
dettaglio di "Into the Lattice Sun", 
opera in cristallo esposta nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
un dettaglio di una delle opere facenti parte della stanza “Into lattice Sun”
"Chandelier of Grief" di Yayoi Kusama, opera in cristallo esposta nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
“Chandelier of Grief” di Yayoi Kusama
Dettaglio di "Chandelier of Grief", opera in cristallo esposta nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
un dettaglio del lampadario di cristallo, attorno a cui l’artista ha posizionato svariati specchi posizionati in diverse direzioni così da creare un mondo di riflessi infiniti
"Opacità trasparente", opera in cristallo esposta nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
“Opacità trasparente” di Arik Levy
l’ossimoro del nome dell’opera rivela già quale sarà il soggetto delle installazioni…
Un altro dettaglio di "Opacità trasparente", opera in cristallo esposta nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
…le molteplici e affascinanti sfaccettature del cristallo
"REady to love" di Manish Arora, opera in cristallo esposta nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
“Ready to Love” di Manish Arora
nulla da aggiungere, un’opera che parla da sola: l’amore è amore e questa stanza vi farà venire voglia di condividerlo con chiunque!
"55 milioni di cristalli" di Brian Eno, opera in cristallo esposta nelle Camere delle Meraviglie del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
“55 Milioni di Cristalli” di Brian Eno
un ipnotico puzzle di cristalli i cui colori sono in costante evoluzione
impossibile non rimanere incantati
un corsetto da sposa in cristallo esposto nen museo FAMOS all'interno del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
un corpetto da sposa esposto nel museo FAMOS alla fine del percorso nelle
Stanze delle Meraviglie
un cristallo fumé esposto nen museo FAMOS all'interno del Gigante dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
un cristallo fumé esposto nelle teche del museo


Che cos’altro si può fare all’interno del Gigante?
Shopping sfrenato, naturalmente, perché poco prima dell’uscita si trova uno store immenso pieno di tentazioni… a cui io non ho saputo resistere: infatti abbiamo acquistato un paio di orecchini che però (a detta di mia mamma, autrice del regalo) non potrò indossare fino al 22 dicembre, data in cui spegnerò le mie prime 30 candeline. E’ una tortura sapere che li ho ma non posso ancora sfoggiarli, tuttavia so che vale la pena aspettare!

Un’altra esperienza molto bella da poter vivere è stato senza dubbio il brindisi con prosecco ed essenza di rose che abbiamo fatto nella Vip Lounge della boutique Swarovski. Una piccola coccola prima di salutare questi splendidi Mondi di Cristallo.

l'ingresso della Vip Lounge all'interno dello store Swarovski nel parco dei Mondi di Cristallo a Wattens
un dettaglio dei flute della vip lounge Swarovski: gli steli contengono preziosi e scintillanti cristalli
che eleganza questi flute con i cristalli nello stelo… non trovate?
un brindisi nella Vip Lounge all'interno dello store Swarovski nel parco dei Mondi di Cristallo a Wattens


Certamente la cornice delle montagne innevate che si stagliano contro il cielo di Wattens, è altrettanto degna di nota…
E’ bellissimo osservarle in prospettiva mentre si fa una foto all’albero di Natale del parco o alla slitta di Babbo Natale.

l'albero di Natale tempestato di Swarosvki all'ingresso del parco dei Mondi di Cristallo e le montagne austriache alle sue spalle
la Slitta di Babbo Natale tempestata di Swarovski all'interno del parco dei Mondi di Cristallo e le montagne austriache alle sue spalle
la Slitta di Babbo Natale tempestata di Swarovski all'interno del parco dei Mondi di Cristallo nell'affascinante buio della sera
PS: la slitta è ancora più bella la sera, quando si illumina e fa galoppare la fantasia dei più piccoli…

Due passi nel Tirolo

Se vi trovate in questa bellissima zona appena fuori dall’Italia, dovete però prendervi il tempo anche per visitare la città medievale di Hall e per assaporare il gusto dei piatti locali, altrimenti vi perdereste qualcosa di cui pentirsi.
La piccola Hall è uno scrigno di scorci stupendi da vedere e non solo: sono tante le realtà locali che si occupano di food e che eccellono per la qualità di ciò che propongono. Ecco alcune foto dalle esperienze che abbiamo vissuto in questi giorni in Austria!

degustazione di schnapps di acquavite di Der Bogner
la degustazione di acquavite dal produttore locale, Der Bogner
un cucciolo di manzo irlandese dà il benvenuto nell'azienda di liquori Der Bogner
…dopo la tenera accoglienza dei suoi cuccioli di manzo irlandese!
veduta di una delle chiese di Hall all'alba, con le montagne austriache alle sue spalle
la meraviglia dell’alba che si alza sui paesini, che sembrano il quadro perfetto di un presepe
biscotti allo zenzero di Natale, fatti a mano ed in vendita in un ristorante di Hall-Wattens
biscotti allo zenzero fatti in casa, che delizia!
la sala del ristorante Daniel's all'interno del parco dei Mondi di Cristallo Swarovski a Wattens
l’elegantissimo e scintillante ristorante Daniel’s all’interno del parco Swarovski
il calice di benvenuto al ristorante Daniel's del parco dei Mondi di Cristallo Swarovski, contenente un cubetto di ghiaccio luminoso
è qui il luogo giusto per brindare con il calice di benvenuto più brillante che abbiate mai visto!
una veduta dei paesini di Hall-Wattens e le montagne innevate retrostanti
l’atmosfera dei paesini di montagna nella zona di Hall-Wattens
canederli di cervo serviti con insalata e uova di quaglia
gli immancabili, squisiti canederli, preparati nelle maniere più svariate
la classica wiener schnietzel, regina indiscussa delle tavole austriache
e il re delle tavole austriache: il wiener schnitzel!

Se avete voglia di scoprire di più, potete visitare il mio profilo Instagram e guardare i contenuti in evidenza che ho creato per raccontarvi questo viaggio: sarà proprio come essere là con me!


Testo e fotografia
a cura di
Micol Uberti
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La casa delle farfalle

Ho sempre desiderato perdermi in un sogno ad occhi aperti.
Ci sono riuscita, a dispetto delle mie speranze infrante, qualche giorno fa a Milano.
E pensare che ci sono riuscita grazie a una mostra meravigliosa che si intitola L’Ora dannata
Fondazione Pini la ospita fino a luglio, è a cura di Gabi Scardi e il creatore è Carlos Amorales.

Si parla di Messico, da cui l’artista proviene, ma si parla un po’ di tutto il mondo in realtà. Perché quelle che ci racconta Carlos sono delle verità che si possono trovare ovunque.

Che si tratti della poesia delle farfalle, installazione intitolata Black Cloud, oppure della triste violenza umana sull’uomo stesso, che viene raffigurata nei video di animazione nell’opera Life in folds, non si può fare a meno di sentire un’istintiva vicinanza con tutto ciò che ci circonda all’interno di questo splendido palazzo.
Io mi sono lasciata affascinare soprattutto dallo sciame di queste farfalle (in tutto sono 15.000), riprodotte a grandezza naturale, che invadono ogni spazio di Fondazione Pini. Forse perché anche il mio animo è un po’ così: possiede ali forti e fragili allo stesso tempo ed è destinato a volare.
Lascio che siano le immagini a parlare al posto mio, ora, anche perché la gallery che ho scattato per voi è davvero ben fornita, ma vi invito ad andare a vedere queste installazioni di persona.
A fine articolo trovate tutte le informazioni necessarie!

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Lo scalone d’ingresso, in marmo, che accompagna alle stanze di Fondazione Pini.

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Splendide, inafferrabili: le farfalle di Carlos Amorales raggiungono anche i soffitti del palazzo.

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Anche questi storyboard fanno parte della mostra. Sfogliateli, ma solo dopo aver indossato gli appositi guanti appoggiati sul tavolo al loro fianco!

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La mostra sarà presente a Fondazione Pini fino all’8 luglio, l’ingresso è gratuito.
Gli orari di apertura sono: 10.00 – 13.00 / 15.00 – 17.00.
Fondazione Pini si trova in corso Garibaldi, 2 a Milano.

Testo e fotografia
a cura di Micol Uberti
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Manolo Blahnik – The Art of Shoes

Se siete tra quelli che pensano che le scarpe servano semplicemente per camminare, avete tempo fino al 9 aprile per ricredervi.
E non parlo sia a uomini sia a donne a caso: la mostra The Art of Shoes che ha luogo a Milano fino alla data sopra citata e che comprende anche parecchi disegni e bozzetti di progettazione, è proprio uno spettacolo che non ha che fare solo con la proverbiale fissazione di noi femminucce per le scarpe, è qualcosa che va ben oltre le sole linee e moda.
Si parla di cultura, di Italia e di arte.
Manolo Blahnik, stilista spagnolo autore e creatore di tutte le opere esposte, è infatti da sempre legato visceralmente al nostro Paese, tanto da lasciarsi influenzare in maniera più che evidente nei suoi prodotti.
La meravigliosa cornice delle sontuose sale di Palazzo Morando rendono poi l’atmosfera ancora più ricca di sfarzo e ricerca di stile, lasciando a bocca aperta gli spettatori più di quanto avrebbero pensato.

Per informazioni consultare http://www.arthemisia.it/

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Fotografia a cura di Micol Uberti

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Life.

La vita, questa cosa immensa di cui non ne ho mai abbastanza, neppure nei periodi peggiori…
Le percezioni, i sensi, le luci, le ombre, i profumi, i sapori, le parole, i silenzi, i colori, il grigio, la fame, la sete, la gioia, il dolore, la rabbia, la compassione, ridere e piangere…

Ci penso e ci ripenso mentre Ink dei Coldplay riempie l’aria delle mie giornate.
Non è sempre stata facile, per me, in alcuni momenti è stata quasi un incubo, ma la amo!
La amo alla follia e dei circa 835.704.000 secondi che ho passato su questa Terra fino ad oggi, vi giuro che non ne cancellerei davvero neanche uno.

Forse Ludmilla Radchenko la pensa come me, visto che rappresenta questa energia infinita come un pellicano, forte e fiero ma delicato e da proteggere.
Ce lo racconta nel pezzo “Life” della sua collezione di foulard Siberian Soup FullArt, uno di quelli che amo di più di tutta la linea e che mi ha ispirata moltissimo per questo shooting.

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Fotografie a cura di Bruno Uberti

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Un brindisi a Christo

Sulzano, 18 maggio 2016 – Si legge con l’accento sulla O ed è il nome di uno degli esponenti più importanti di quella strana disciplina artistica che si chiama land art (in cui l’artista, come dice la parola stessa, interviene direttamente sull’ambiente naturale per realizzare le sue opere): Christo è il progettista dei famosi floating piers che verranno presto inaugurati ufficialmente sul Lago d’Iseo, mia terra d’adozione da qualche anno. Potevo forse, con questi presupposti, non essere presente all’evento che si è tenuto nello splendido Hotel Araba Fenice, in collaborazione con Arcipelago Muratori, a Sulzano? Naturalmente no.

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La location offre uno scorcio spettacolare su questa opera d’arte in costruzione: l’affaccio della terrazza si trova proprio di fronte all’isola che viene raggiunta da questi pontili galleggianti.

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Brindando con fiumi del loro Millè e degustando un golosissimo risotto cucinato con questo delizioso franciacorta, l’atmosfera si è fatta immediatamente festosa e i sorrisi erano addirittura più delle bottiglie stappate (e fidatevi, erano davvero un gran numero!).

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Orgogliosissima di essere invitata a questo party esclusivo, ho pensato che il minimo che potessi fare per omaggiare questa cantina con cui collaboro ormai da tempo fosse scegliere un outfit del colore del loro Millè: il suo packaging azzurro turchese chiaro mi ha sempre attirata moltissimo e trovo che sia una scelta molto particolare per parlare del suo contenuto. Così ho scelto un minidress della stessa tonalità con una trama che mi ha ricordato immediatamente il movimento del vino nel calice.

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Permettetemi però di concludere questo racconto con una piccola nota a margine più “intima”. Perché alla fine, ciò che fa sempre la differenza in qualsiasi circostanza, sono le persone. Devo per forza ringraziare Michela per tutta la fiducia che ripone in me e nel mio lavoro e per l’amicizia che mi regala ogni volta, perché questo supera di gran lunga qualunque altra soddisfazione!
…e poi, il suo papà (che vedete in fotografia, ritratto durante il suo discorso introduttivo alla serata) ed il mio si chiamano entrambi Bruno! Perciò possiamo considerarci quasi sorelle. 

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Sabato 4 giugno saremo pronte per un nuovo aperitivo a Gussago, tutte le info le trovate QUI.

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Fotografie a cura di Francesco Piceni

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Nel favoloso mondo di Ludmilla

Quando conosci Ludmilla Radchenko (sì, la stupenda ex letterina di Passaparola) ci sono tre cose di lei che ti colpiscono immediatamente: non riesce proprio a non sorridere mentre ti parla, non riesce proprio a stare ferma un attimo e non riesce proprio a smettere di incantarti. Sarà che è una continua scoperta, perché ha un modo molto preciso di vedere la vita e che in molti punti si accomuna al mio… o sarà perché è un’artista sul serio e sprigiona un’energia che solo chi ha il dono di creare con le emozioni può avere… qualunque sia il motivo però, vi devo dire che ogni volta che ci vediamo e chiacchieriamo, torno a casa convinta che non sia stato ancora abbastanza. L’abbiamo conosciuta tutti sullo schermo televisivo quando faceva la showgirl nel famoso programma di Gerry Scotti nel 2001, ma il suo cuore batte da sempre per il mondo dell’arte, di cui ora fa parte a tutti effetti, grazie ai suoi quadri che ha deciso di trasferire anche su tessuto creando Siberian Soup FullArt, una linea di foulard che saranno i veri protagonisti di questa bellissima collaborazione di cui vado infinitamente fiera. Sembra quasi una favola, per me che la vivo in prima persona… e allora facciamo così, apriamo la copertina del libro di questa meravigliosa storia e cominciamo con le presentazioni.

C’erano una volta una ragazza di Omsk ed una di Milano, che condividevano qualcosa di molto speciale: percepivano entrambe la vita come una tela da dipingere con forti emozioni e sentimenti purissimi…

M: Sono molto orgogliosa di poter lavorare insieme a te e di poter parlare ai miei lettori della tua arte, che si distingue per la particolarità dei temi trattati e per il tuo stile, molto personale e creativo. Ciò che mi ha colpito da subito è stata la presenza prepotente di colori molto forti, anche nei casi in cui parli di sentimenti che potrebbero essere legati alla negatività e quindi a toni più spenti e scuri. Come mai, invece, senti di esprimerli sempre attraverso questo linguaggio così intenso?
L: Sono una persona estremamente diretta, impulsiva ed espansiva, non mi piacciono i giri di parole anche e soprattutto nei sentimenti… Sono abituata a vivere tutto al 100% e non accetto le cose a metà!

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M: La tua strada è sempre stata quella della pittura, da quando ti sei diplomata in Siberia nel ’99 in Design. Quale dimensione del mondo dell’arte non ti stanca mai? Cosa ti stimola e ti consente di avere sempre nuove idee?
L: Penso che, quando senti il potenziale istintivo, le idee comincino a frullarti in testa e nulla e nessuno riesca a fermarle. Sei spinta dal desiderio di inventare e fare la tua ricerca. Sicuramente i miei studi liceali mi hanno permesso di avere un percorso professionale guidato dalle basi che mi hanno insegnato, sono molto felice di aver avuto la possibilità di poter scegliere di studiare ciò che mi attraeva fin da piccola e ora lo utilizzo nel mio lavoro. Non esiste ispirazione ma esiste la voglia di esprimere ciò che pensi. Senza dimenticare, però, che viaggi e vita quotidiana possono sempre diventare cibo per le idee.

M
: Parliamo ora della nuova linea di quadri che riporti anche su cashmere e seta nei foulard FullArt che indosserò nei futuri shooting. La collezione si chiama I CAN FLY ed infatti rappresenta vari tipi di uccelli che pensi possano interpretare al meglio alcuni stati d’animo umani. Qual è l’origine di questa idea? Perché hai sentito il bisogno di parlare di questi argomenti?
L: Da piccola chiedevo sempre a mia madre: “Ma perché noi umani non possiamo volare?” ed ogni lei mi rispondeva: “Noi abbiamo il privilegio di evolvere e di provare sentimenti. Per noi, volare, è sentirsi felici e vivere ogni attimo! Abbiamo tanti… mezzi per volare.”. Ogni volatile, per me, ha una caratteristica simile alle nostre qualità e nella serie I CAN FLY li ho messi sullo stesso piano degli umani, creando una simbiosi necessaria che rappresenta la felicità: forza – vitalità – fertilità – fantasia – coraggio – amore – vanità (da intendersi come l’amore per la bellezza in generale) e l’ultima opera, invece, “My Opinion”, parla della libertà di possedere ed esprimere la propria opinione.

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M: “I can Fly” è un titolo che si potrebbe dare anche al periodo attuale della tua carriera? Stai avendo sempre più successo anche all’estero e non sarà certo un caso se alcuni personaggi del calibro di Jorge Lorenzo, Vettel, Jamiroquai ti hanno affidato il compito di creare opere esclusive per loro. Avverti il desiderio di volare verso nuovi orizzonti?
L: VOLARE significa sentire e saper usare la forza interiore che ci porta verso il famoso scalino dell’evoluzione, sia a livello umano sia a livello individuale. I nuovi orizzonti si spostano sempre più in là anche se li raggiungi mano a mano; è bello non accontentarsi mai e godere di ciò che ci circonda! Io, per esempio, amo viaggiare e stare con la mia famiglia, nonostante il desiderio di lavorare e crescere professionalmente mi accompagni ogni singolo giorno. I miei obiettivi possono riguardare vari ambiti, no?

M: Capita spesso, quando ci si trova di fronte ad un quadro o ad un’opera d’arte in generale, di dare tante interpretazioni personali che a volte si allontanano diametralmente da quelle di partenza dell’artista. E forse è anche questo il bello dell’arte! Ma c’è un messaggio che vuoi lanciare attraverso I can fly che vorresti essere sicura che non venisse frainteso? Ovvero che venga recepito esattamente nello stesso modo in cui tu lo hai creato…
L: Il titolo della serie lancia già un messaggio molto importante: Io Posso Volare. Vorrei che ognuno provasse questa sensazione, tutti noi umani vediamo le cose in modo diverso pur guardando la stessa cosa ed è giusto così! POP è bello per questo: ha un linguaggio molto diretto che ti lascia la possibilità di interpretare tutto con la tua immaginazione.

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M: Io che ti conosco di persona posso dire che effettivamente la tua personalità rispecchia molto i tuoi lavori: sei piena di energia, vitalità e gioia, sei una persona estremamente diretta. Ma pensi che potresti prendere in considerazione, in futuro, una capsule o una parentesi artistica in cui ti distacchi completamente dallo stile che hai portato avanti finora e che ha fatto da filo conduttore in tutte le tue collezioni?
L: Chi lo sa? Ogni mia serie ha diverse impronte, sia di tecnica sia di stile e materiale… Io rimango fedele al mio pensiero, ma i mezzi per trasmetterlo cambiano ed evolvono in continuazione. Mi lascerò trasportare dal mio volo!

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Ph. Alessandra Guidetti
http://www.alessandraguidetti.com
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CREDITS
Micol indossa: MOLLY BRACKEN crop top
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Valverde NABA limited edition: MILAN.

Non è facile poter dire più di quanto ho già detto nella foto della bottiglia di acqua Valverde NABA limited edition di oggi, per la verità. Perché è proprio così: Milan, l’è un gran Milan. Potete dire che è frenetica, grigia e trovarle tutti i difetti che volete, ma io continuo ad adorarla per le infinite opportunità che offre, per tutte le contraddizioni a cui lascia spazio e per i volti sempre nuovi che riesce a tirar fuori ogni giorno, colorandosi di luci diverse. Insomma, è proprio alla mia città che Francesco Munari ha dedicato la sua creazione.
Grazie!

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Ph. Micol Uberti
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Valverde NABA limited edition: CALDER.

È tempo di arte, in tutte le sue forme, i suoi colori… e non solo.
Alexander Calder, scultore statunitense a cui Elisa Picchi e Tiziana Pesenti hanno dedicato la loro bottiglia di acqua Valverde, aveva un modo di intendere la sua dimensione in una maniera ben precisa, che si riassume perfettamente nella sua citazione che ho riportato nella fotografia e che recita: “Così come si possono comporre colori o forme, così si può comporre il movimento.”. Se non conoscete già le sue opere, vi consiglio di cercarle, perché sono davvero eccezionali. Esattamente come lo è questa bottiglia.

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Ph. Micol Uberti
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Valverde NABA limited edition: WATEVER.

Eccoci qui con il secondo appuntamento della piccola rubrica che questa settimana dedicherò all’acqua Valverde che, come vi spiegavo nel post di ieri, ha dato ai ragazzi del NABA la possibilità di designare alcune bottiglie esclusive in previsione dell’arrivo della Settimana del Design a Milano.
Oggi vi lascio in un mondo di… W. Quante parole possono venirvi in mente con questa lettera?
Cecilia Benassi ha pensato a queste. Semplicemente geniale.

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Ph. Micol Uberti
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Valverde NABA limited edition: SPRING.

Manca una settimana esatta all’inizio della Design Week: sarà la prima a cui parteciperò e già non vedo l’ora che sia lunedì prossimo. Per fare un conto alla rovescia insieme a voi, ho deciso di presentarvi ogni giorno, a partire da oggi, una bottiglia diversa di acqua Valverde, che quest’anno ha affidato agli studenti della NABA (Nuova Accademia di Belle Arti) il compito di disegnare dei packaging esclusivi dedicati all’arrivo del FuoriSalone che dall’11 aprile riempirà le strade di Milano. Voglio cominciare con la mia preferita: la bottiglia dedicata alla primavera. Mi sembra bellissima l’idea di Xie Shiyun di trasformarla in un mazzo di tulipani… e voi che ne dite? Ci vediamo qui domani, sempre alle 18, con il secondo appuntamento.

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Ph. Micol Uberti
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