Trend: il ritorno dei pois!

Ma che bella sorpresa aprire una rivista di moda e scoprire che i pois sono tornati di moda!
Grandi, piccoli, bianchi, colorati, precisissimi o irregolari… la cosa fondamentale è che i pallini non manchino assolutamente nel vostro armadio in questo autunno/inverno 2017-18!
A me hanno sempre messo allegria, forse perché trovo che sia una trama sempre molto chic anche se non si prende troppo sul serio, forse anche un po’ perché mi ricordano subito la mia infanzia con Minnie e i cartoni animati di Topolino.
Nel mondo dei cartoon, come in questa pazza corte di campagna in cui ho scattato le foto, tutto è possibile! E pure io ho voglia di giocare un po’.
Del resto, con i polka dots, si può!

Abito by La Fée Marabouté

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Testo a cura di Micol Uberti
Fotografia a cura di Franca Bergamaschi

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La mantella? Una soluzione perfetta!

I primi freddi? Che bellezza!
Lo so che la maggior parte di voi rimarrà perplessa davanti a questa affermazione e che non condividerà assolutamente il mio pensiero… ma io rinasco in autunno, ve l’ho già detto più volte. Anzi, se proprio devo fare una graduatoria di preferenza delle stagioni, al secondo posto piazzerei l’inverno, successivamente la primavera e all’ultimo posto troveremmo l’estate. Il caldo, l’afa, la luce accecante non fanno proprio per me. Per me l’apoteosi della bellezza è fatta di tazze giganti di cioccolata calda da stringere tra le mani stando rannicchiati sul divano, sotto una bella copertina, guardando la tv o leggendo un buon libro, mentre dalla cucina arriva un delizioso profumo di cannella sprigionato dai biscotti in forno, oppure un intrigante odore di arrosto in cottura. Già solo a pensarci mi illumino!

Beh, insomma, penserete quindi che io sia nata per il freddo… In realtà lo soffro parecchio (anche se mai quanto il caldo, del resto la pressione bassa non mi aiuta), così sto già passando in rassegna tutti i maglioni e le giacche più accoglienti che ho nell’armadio. Certo, ora però siamo in mezza stagione, di certo non si può indossare un cappotto o un dolcevita di lana! Perciò la mia soluzione ideale è sicuramente la mantella. Morbida, in cashmere purissimo, coprente ma non soffocante, leggera e pratica. Il suo stile mi piace sempre molto e trovo che sia un capospalla che dona un gusto chic anche ai look più semplici! Che sia abbinata ad un mini dress indossato con collant spesse e décolleté oppure ad un outfit meno pretenzioso costituito da jeans e camicia, trovo sia sempre perfetta. Quella che vi propongo oggi è firmata I Rocchi Cashmere ed è davvero molto glam grazie alla semplicità della palette e delle geometrie: un vero e proprio passepartout.

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Camicia e stivaletti by Kiabi
Make up occhi e rossetto by Sephora

Testo a cura di Micol Uberti
Fotografia a cura di Franca Bergamaschi

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Gianni Loda, tagliamo corto!

Diciamo la verità, a noi donne poche cose danno tanta soddisfazione quanto un bel taglio di capelli nuovo.
Il suono metallico dello sforbiciare dal parrucchiere ci spaventa e ci eccita un po’: ci chiediamo se non sarà troppo corto e allo stesso tempo abbiamo una gran voglia di cambiare!
Il problema è che spesso non sappiamo neppure noi cosa scegliere con esattezza, perché prima di questa volta ce ne sono capitate tante altre in cui entravamo con passo deciso in salone, chiedevamo proprio il taglio dell’attrice che ci piace tanto e poi scoprivamo che al nostro viso non dona affatto, facendo poi un sorriso e mascherando l’insoddisfazione, per non sentirci anche dire dal parrucchiere: “Io ti avevo avvisata!”.

Bisogna proprio mettersi nelle mani di qualcuno in grado di fare bene questo mestiere e soprattutto capace di unire i nostri desideri ed esigenze a quei segreti tecnici di cui noi siamo proprio all’oscuro. Io ho fatto così con Gianni Loda, con cui avevo già collaborato in passato. Inutile stare a fare tanti calcoli, imbottire la gallery “download” del cellulare con foto scaricate da chissà quali siti e crearmi aspettative basate su fantasticherie.
“Guarda Gianni, io non so proprio cosa voglio. Fai tu! Basta che non sia complicato da mettere in piega… per il resto, ti dico solo che sono stufa di tutta questa lunghezza. Tagliamo corto!” e lì ho visto che si illuminavano gli occhi.
Lui è così, ama il cambiamento, ama creare, donare un nuovo volto a chi entra nel suo salone sul lungolago di Paratico. E non ho praticamente saputo nulla di ciò che stava accadendo alla mia chioma fino all’ultimo. Eppure, ve lo giuro, non sono mai stata tanto rilassata da un hairstylist! Ogni tanto sentivo le frasi meravigliose che suggeriva al suo team, come “fammi un caramello caldo molto raffinato sulle lunghezze…” oppure “ora pensiamo alla piega, la voglio un po’ spettinata, mi raccomando”… e già mi pregustavo il risultato.
Et voilà! Non avrei mai pensato di portare un bob scalato così corto (vi giuro, ancora oggi che sono passati dieci giorni mi viene istintivo cercare i capelli con la mano, oppure cerco inutilmente di buttarli dietro le spalle… che però non sfiorano neppure)!
Ma questo frangione che sa di tenerezza, queste sfumature ricche e preziose delle foglie autunnali, questi colori morbidi… mi fanno semplicemente impazzire.

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Testo a cura di Micol Uberti
Fotografia a cura di Daniele Villa

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Sorbetto Palette

Colori pastello che ricordano tanto quelli dei miei gusti preferiti di gelato:
un delicato melone rosa aranciato, delle note di accennata violetta, un po’ di lavanda.
Le tavolozze della natura, della fuga da ciò che è artificiale, come i prodotti di Rosso Cappuccetto, che a dispetto di chi dice che non si può piacere a tutti, crea gelati e sorbetti vegani, senza lattosio, senza glutine, buoni da impazzire.
La pausa perfetta dopo uno shooting sotto questo sole!

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Del resto il mood è proprio quello: toni chiari, pieni di vita, note fruttate, tropicali…
C’è l’ananas sul top Kiabi e c’è il pantapalazzo, dello stesso brand, color cipria che si coordina con i pon pon delle sneakers.
Un’idea outfit allegra, versatile e soprattutto… freschissima!

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Testo a cura di Micol Uberti
Fotografia a cura di Daniele Villa

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Il teatro del mistero

No, oggi non vi sto portando nel bel mezzo di un film horror, come potrebbe sembrare dal titolo, vi porto invece in un angolo misterioso ed affascinante di Milano, in zona Porta Romana. Il teatro (Parenti) c’è, da tempo, ma la location che oggi ospita l’evento Nespresso a cui siamo invitate è il complesso adiacente, con piscine: Bagni Misteriosi appunto.

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L’affascinante ignoto

Sapete a cosa si deve questo nome, non casuale?
A dei disegni ispirati all’opera “Bagni Misteriosi” di De Chirico  realizzati molti anni fa dagli allievi dell’accademia di Brera per un evento voluto dalla direttrice del Teatro Parenti d’allora.
Volete immergervi in un mood misterioso? Torniamo allora indietro di qualche anno e immaginiamo questi disegni, rimasti sulle pareti spoglie, in ambienti silenziosi e vuoti come l’intero complesso, abbandonato e  chiuso per anni a causa della mancanza di fondi. Quando, dopo la ristrutturazione, quelle pareti sono diventate parte integrante degli spogliatoi, è stato quasi profetico il nome da dare al complesso con piscine: Bagni Misteriosi.

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Magia… mi affascina sapere i retroscena delle location che abbiamo la fortuna di visitare nella nostra Milano, spostandoci da un evento ad un altro…
Attualmente questi spogliatoi possono ospitare anche sfilate, boutique e temporary shop, grazie a pareti mobili in tessuto.
Il silenzio del passato convive ora con il rumore glamour del presente.

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Testo a cura di Franca Bergamaschi
Fotografia a cura di Micol Uberti

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Urban Jungle

Milano è diventata improvvisamente rovente, esplode di afa e di colori;
il caldo che si avverte camminando tra le alte mura dei palazzi è così forte che sembra quasi di poterlo agguantare.
Quando una granita non basta, è necessario fuggire da questa giungla urbana (il clima è proprio quello): serve trovare un posto verde, un angolo dove l’ombra ti dà tregua ed è possibile tornare a guardare attraverso delle palpebre che non si chiudono a fessura, tirando un sospiro di sollievo.

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Stay fresh

La tentazione è quella di uscire in bikini e raccogliere i capelli con la penna che si trova sul fondo della propria borsa, non indossare un filo di trucco e boccheggiare finché non arrivi il tramonto a salvarci…
Eppure ci sono tante soluzioni per sopravvivere al clima milanese pur facendo delle scelte di gusto: un minidress leggero adatto dalla mattina all’orario dell’aperitivo ed un hairstyle raccolto che si realizza in due minuti ma è d’effetto, ne sono un ottimo esempio.

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How to save your life

Semplice a dirsi e a farsi, per nostra fortuna!
Il minidress arriva dalla collezione attuale di Kiabi, che come sempre gioca tanto sulle texture, le trame, i toni… che magia!
Sembra di indossare la foresta tropicale. Un modo come un altro per evadere dalla propria routine.
L’acconciatura, invece? E’ pratica e molto facile da fare: se ci sono riuscita io ci riuscirete senza dubbio anche voi! Passaggio dopo passaggio, vi renderete conto che è davvero magica! Come fate a scoprirlo? Guardando questo videotutorial realizzando in collaborazione con la make up artist & hairstylist Noemi Bernardo!
Un’amica che non smette mai di sorprendermi!

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Testo a cura di Micol Uberti
Fotografia a cura di Noemi Bernardo

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OrioCenter e le sue novità al Mandarin Oriental di Milano

OrioCenter e le sue mastodontiche novità

Un tempo avrebbe potuto sembrare un accostamento azzardato, abbinare il nome di un centro commerciale e quello di un albergo di lusso.
Ormai però, questi centri, assumono sempre più le sembianze di vere e proprie gallerie dello shopping, con brand che spaziano dalla grande distribuzione all’alta gamma, dove ci si reca non solo per fare acquisti necessari ma anche per passeggiare, prendere un aperitivo, cenare e addirittura godersi un film.
Credo sia questo il concetto che ha fatto sì che venisse scelto il Mandarin Oriental come luogo per presentare alla stampa il nuovo OrioCenter che, ampliato di 35 mila m², diventa il primo shopping mall in Italia ed uno dei più grandi in Europa, arrivando a 280 nuovi negozi, tra cui oltre 50 bar e ristoranti, un hotel  e 14 sale cinematografiche.
Sapete che la sala Imax ha lo schermo più largo d’Europa?

Mandarin Oriental: una cornice d’incanto

La conferenza stampa ci accoglie in uno degli alberghi più lussosi di Milano, il Mandarin Oriental, al confine fra Brera e il quadrilatero della moda, a 300 metri dalla Scala.
Sapete che occupa addirittura quattro edifici del XVIII e XIX secolo?
Qui il lusso si coniuga con un elemento “residenziale”: il legno non a caso è l’elemento prevalente insieme al marmo, entrambi lavorati a mano e di rigorosa provenienza italiana (l’unica eccezione è il marmo azzurro del Brasile utilizzato per la suite presidenziale).
L’ispirazione è quella delle abitazioni dell’alta borghesia anni ’30-40 e in effetti sembra proprio una grande dimora privata, dove ogni ambiente ha un colore diverso e pezzi di design. Il suo ristorante Seta, che vanta piatti opere d’arte di Fornasetti,  ha una parte esterna, in uno dei due chiostri che ci ha ospitato per il lunch post conferenza. L’altro chiostro ospita invece il Mandarin bar e bistrot.
Sapete che, per il Reverse Martini, il bar manager ha fatto produrre appositamente bicchieri a rovescio?
Lo scorso anno più di trecento ospiti illustri tra moda, arte, spettacolo e finanza hanno festeggiato qui il capodanno cinese e l’arrivo dell’anno della scimmia con un party caratterizzato da corone di orchidee bianche e archi di lanterne rosse.
Un perfetto connubio tra il lusso dell’estremo oriente, che caratterizza la catena del Mandarin, e l’eleganza della nostra città che lo ospita, simbolo della moda per eccellenza.

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Testo a cura di Franca Bergamaschi
Fotografie a cura di Micol Uberti

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Lo straordinario potere del trattamento Shiatsu

Ho sempre amato le discipline lontane, le filosofie antiche, ciò che a noi rimane quasi ignoto ma che potrebbe portare dei benefici incredibili, se integrati alle conoscenze occidentali che possediamo.

In un periodo di enorme stress e pressione psicologica come quello che sto vivendo, che si ripercuote inevitabilmente e prepotentemente sul corpo, colpendomi stomaco e cervicale, cercare una soluzione che possa davvero rimettere in sesto entrambi gli elementi è una vera impresa. Si sa, fare del movimento aiuta, prendere un antidolorifico allevia, ma tutto ciò non è sufficiente quando il malessere si annida in parti dell’organismo che non pensavamo neppure potessero esistere. Per la medicina occidentale, infatti, il concetto di Energia è stato riconosciuto davvero da pochissimo (si parla di novembre 2016, pensate un po’) ma è un aspetto fondamentale che sta davvero facendo riconsiderare le convinzioni su cui ci siamo basati fin qui.

E dopo aver ricevuto anche io un trattamento shiatsu coi fiocchi, dopo una lunga chiacchierata conoscitiva con la bravissima Barbara Casati dello Studio per trattamenti Shiatsu a Milano (QUI vi faccio il geotag), posso comprendere il perché di questa evoluzione in campo scientifico.

Siamo fatti di Energia.

Andando a toccare con pressioni specifiche i Meridiani Energetici, che sono i canali entro cui scorre l’energia, Barbara ha riattivato l’equilibrio del mio corpo, facendomi avvertire dapprima, appena concluso il nostro incontro, un senso di rilassamento che rasentava quasi il sonno, per poi esplodere in pochissime ore in una forza e voglia di fare, un entusiasmo, che non ricordavo più di avere da troppo tempo. Questo perché lo shiatsu non ci fa diventare qualcosa che non siamo, ma semplicemente risveglia la nostra vera natura energetica, dando ascolto ai segnali del corpo che noi troppo spesso trascuriamo o non siamo in grado di cogliere, quando questo con sforzo e metodi “tutti suoi” cerca di dirci che qualcosa non va. E’ da un paio di mesi che io soffro di stomaco: “sarà sicuramente il cambio di stagione” oppure “magari ieri ho mangiato più disordinato” mi dicevo, fino a pensare addirittura ad un’ipotetica gravidanza… Nulla di tutto ciò: Barbara mi ha spiegato che quello è il punto energetico in cui si gestiscono le situazioni, le relazioni, le conoscenze. La mia difficoltà non risiede nel digerire ciò che mangio, anche perché altrimenti non si spiegherebbe come è possibile che sto male anche per del semplice riso bianco… Ciò che non riesco a metabolizzare è ciò che mi accade intorno! E questo incide anche su altre zone del mio corpo, che di conseguenza inficiano altre sfere emotive e psicologiche fondamentali. Chi pensava di scoprire tutto questo?

Non chiamatelo “massaggio”.

Si esce di casa pensando di andare a concedersi un massaggio rilassante e si torna dopo aver scoperto che innanzitutto non si tratta affatto di questo, ma di un vero trattamento di una disciplina terapeutica che risale addirittura al 3000 a.C… e poi si scopre che in quei 45 minuti di seduta hai imparato tantissime cose su di te, che hanno un riscontro così forte nella realtà che quasi ti spaventano. Non aspettatevi lettini soffici e oli al profumo di cocco, sarebbe scorretto e irrispettoso nei confronti di una scienza che fa miracoli e che per troppo tempo abbiamo considerato una forma di filosofia surreale e mistica. Aspettatevi piuttosto un futon, dolci melodie in sottofondo e una forza calda che si propaga dai polpastrelli di Barbara, penetra attraverso le fibre dei vostri vestiti che indosserete e che raggiungerà la pelle, i muscoli, le ossa. Aspettatevi un incontro con una shiatsuka preparatissima, disponibile all’ascolto e alla spiegazione.
Aspettatevi un incontro con voi stessi.

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Testo a cura di Micol Uberti
Fotografie a cura di Franca Bergamaschi

Post in collaborazione con Blogger Italia

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Knot, knot, knot!

Che giornate strane che ci sta regalando, questo maggio indeciso…
Ieri c’era il solleone, caldissimo e scottante (il mio naso e le spalle di Daniele ne sanno qualcosa). Oggi grigio, freddino e che promette pioggia.
Non potete capire il dramma che vivo ogni volta che devo spostare da Milano alla Franciacorta e mi porto dietro tutti i capi che ho scelto, ma devo sempre anche pianificare un’alternativa nel caso in cui dovesse piovere.
Stavolta, però, sono stata più furba io del meteo e ho deciso di prendere in mano la situazione, vestendomi in un modo che si adatta perfettamente a qualsiasi capriccio del cielo. Un trench leggero, un pantalone in cotone con ispirazione sportiva, un paio di sneakers (ovviamente le mie inseparabili 2Star, intendo) e una maglietta che amo, trovata il mese scorso presso lo store Kiabi de Il Centro di Arese: leggera come una piuma, color latte, con dettagli macramè su spalle e schiena e un nodo sul pancino che fa tanto gitarella in barca.
Del resto siamo al lago, no?

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Testo a cura di Micol Uberti
Fotografie a cura di Daniele Villa

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Porsche Design. L’eleganza del minimal.

Linee semplici, pochi colori: l’essenza del gusto minimal si riassume così.
I dettagli sono davvero pochi, ma curatissimi. L’occhio viene accompagnato ad apprezzare l’insieme delle forme, non viene sovraccaricato da troppe informazioni visive che lo distraggono e stancano.
A me piace moltissimo, lo sappiamo, ma se questo mood è riuscito a colpire anche Daniele, che è più amante di ciò che è sgargiante ed esteticamente “pieno”, significa che non si tratta più solamente di begli oggetti.
Infatti ci troviamo niente meno che da Porsche, nell’elegante showroom di via della Spiga, ad ammirare gli Iconic Pieces creati dal loro centro stile, che si occupa di tutti i loro prodotti di design. Una parentesi di estremo lusso durante il nostro FuoriSalone.

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Yoko’s

Il mio look
Kaftano by Bkib

Fotografie a cura di Micol Uberti

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