AirDP: le sneakers nate sotto un segno d’aria.

Che bella settimana!
Ragazze non vi so dire quanto sono elettrizzata in questi giorni: ho tanti appuntamenti gustosissimi segnati in agenda, siamo nel cuore della Milano Food Week e non vedo l’ora di scoprire tutto ciò che c’è in giro nella mia città.
Mi raccomando non perdete le mie Stories su Instagram (@micoluberti_official) per vedere dove sarò.
Senza dubbio anche il tempo che finalmente si è dato una raddrizzata aiuta: torna la voglia di uscire, posso indossare tutti quei bei vestiti leggeri che guardavo con tristezza rinchiusi nell’armadio, tutto ha una consistenza diversa…
E’ tutto più impalpabile, dallo spirito brioso con cui si vive all’aria frizzante.
E’ quasi un’atmosfera cristallina, che si contrappone a quella a tinte piene e cupe dell’inverno appena finito.
Il primo paio di scarpe da tirar fuori per una bella passeggiata nelle vie soleggiate di zona Tortona, allora, non possono che essere le AirDP trasparenti!
Leggere, comode, morbide e super stilose: avete letto bene, sono trasparenti e questo le rende super versatili non solo perché potete abbinarle al colore di calza che volete, ma anche a livello di look, indossandole a piede nudo, a patto di portare un tono di smalto acceso!
Non ci credete che delle sneakers così strane possono essere anche chic?
Ok, sfida accettata: guardate come le ho abbinate io.

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DETTAGLI dal LOOK
Borsetta by Kiabi – Occhiali da sole by Sunday Somewhere
Smalto by Diego dalla Palma

Testo a cura di Micol Uberti
Fotografie a cura di Franca Bergamaschi

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Nel favoloso mondo di Ludmilla

Quando conosci Ludmilla Radchenko (sì, la stupenda ex letterina di Passaparola) ci sono tre cose di lei che ti colpiscono immediatamente: non riesce proprio a non sorridere mentre ti parla, non riesce proprio a stare ferma un attimo e non riesce proprio a smettere di incantarti. Sarà che è una continua scoperta, perché ha un modo molto preciso di vedere la vita e che in molti punti si accomuna al mio… o sarà perché è un’artista sul serio e sprigiona un’energia che solo chi ha il dono di creare con le emozioni può avere… qualunque sia il motivo però, vi devo dire che ogni volta che ci vediamo e chiacchieriamo, torno a casa convinta che non sia stato ancora abbastanza. L’abbiamo conosciuta tutti sullo schermo televisivo quando faceva la showgirl nel famoso programma di Gerry Scotti nel 2001, ma il suo cuore batte da sempre per il mondo dell’arte, di cui ora fa parte a tutti effetti, grazie ai suoi quadri che ha deciso di trasferire anche su tessuto creando Siberian Soup FullArt, una linea di foulard che saranno i veri protagonisti di questa bellissima collaborazione di cui vado infinitamente fiera. Sembra quasi una favola, per me che la vivo in prima persona… e allora facciamo così, apriamo la copertina del libro di questa meravigliosa storia e cominciamo con le presentazioni.

C’erano una volta una ragazza di Omsk ed una di Milano, che condividevano qualcosa di molto speciale: percepivano entrambe la vita come una tela da dipingere con forti emozioni e sentimenti purissimi…

M: Sono molto orgogliosa di poter lavorare insieme a te e di poter parlare ai miei lettori della tua arte, che si distingue per la particolarità dei temi trattati e per il tuo stile, molto personale e creativo. Ciò che mi ha colpito da subito è stata la presenza prepotente di colori molto forti, anche nei casi in cui parli di sentimenti che potrebbero essere legati alla negatività e quindi a toni più spenti e scuri. Come mai, invece, senti di esprimerli sempre attraverso questo linguaggio così intenso?
L: Sono una persona estremamente diretta, impulsiva ed espansiva, non mi piacciono i giri di parole anche e soprattutto nei sentimenti… Sono abituata a vivere tutto al 100% e non accetto le cose a metà!

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M: La tua strada è sempre stata quella della pittura, da quando ti sei diplomata in Siberia nel ’99 in Design. Quale dimensione del mondo dell’arte non ti stanca mai? Cosa ti stimola e ti consente di avere sempre nuove idee?
L: Penso che, quando senti il potenziale istintivo, le idee comincino a frullarti in testa e nulla e nessuno riesca a fermarle. Sei spinta dal desiderio di inventare e fare la tua ricerca. Sicuramente i miei studi liceali mi hanno permesso di avere un percorso professionale guidato dalle basi che mi hanno insegnato, sono molto felice di aver avuto la possibilità di poter scegliere di studiare ciò che mi attraeva fin da piccola e ora lo utilizzo nel mio lavoro. Non esiste ispirazione ma esiste la voglia di esprimere ciò che pensi. Senza dimenticare, però, che viaggi e vita quotidiana possono sempre diventare cibo per le idee.

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: Parliamo ora della nuova linea di quadri che riporti anche su cashmere e seta nei foulard FullArt che indosserò nei futuri shooting. La collezione si chiama I CAN FLY ed infatti rappresenta vari tipi di uccelli che pensi possano interpretare al meglio alcuni stati d’animo umani. Qual è l’origine di questa idea? Perché hai sentito il bisogno di parlare di questi argomenti?
L: Da piccola chiedevo sempre a mia madre: “Ma perché noi umani non possiamo volare?” ed ogni lei mi rispondeva: “Noi abbiamo il privilegio di evolvere e di provare sentimenti. Per noi, volare, è sentirsi felici e vivere ogni attimo! Abbiamo tanti… mezzi per volare.”. Ogni volatile, per me, ha una caratteristica simile alle nostre qualità e nella serie I CAN FLY li ho messi sullo stesso piano degli umani, creando una simbiosi necessaria che rappresenta la felicità: forza – vitalità – fertilità – fantasia – coraggio – amore – vanità (da intendersi come l’amore per la bellezza in generale) e l’ultima opera, invece, “My Opinion”, parla della libertà di possedere ed esprimere la propria opinione.

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M: “I can Fly” è un titolo che si potrebbe dare anche al periodo attuale della tua carriera? Stai avendo sempre più successo anche all’estero e non sarà certo un caso se alcuni personaggi del calibro di Jorge Lorenzo, Vettel, Jamiroquai ti hanno affidato il compito di creare opere esclusive per loro. Avverti il desiderio di volare verso nuovi orizzonti?
L: VOLARE significa sentire e saper usare la forza interiore che ci porta verso il famoso scalino dell’evoluzione, sia a livello umano sia a livello individuale. I nuovi orizzonti si spostano sempre più in là anche se li raggiungi mano a mano; è bello non accontentarsi mai e godere di ciò che ci circonda! Io, per esempio, amo viaggiare e stare con la mia famiglia, nonostante il desiderio di lavorare e crescere professionalmente mi accompagni ogni singolo giorno. I miei obiettivi possono riguardare vari ambiti, no?

M: Capita spesso, quando ci si trova di fronte ad un quadro o ad un’opera d’arte in generale, di dare tante interpretazioni personali che a volte si allontanano diametralmente da quelle di partenza dell’artista. E forse è anche questo il bello dell’arte! Ma c’è un messaggio che vuoi lanciare attraverso I can fly che vorresti essere sicura che non venisse frainteso? Ovvero che venga recepito esattamente nello stesso modo in cui tu lo hai creato…
L: Il titolo della serie lancia già un messaggio molto importante: Io Posso Volare. Vorrei che ognuno provasse questa sensazione, tutti noi umani vediamo le cose in modo diverso pur guardando la stessa cosa ed è giusto così! POP è bello per questo: ha un linguaggio molto diretto che ti lascia la possibilità di interpretare tutto con la tua immaginazione.

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M: Io che ti conosco di persona posso dire che effettivamente la tua personalità rispecchia molto i tuoi lavori: sei piena di energia, vitalità e gioia, sei una persona estremamente diretta. Ma pensi che potresti prendere in considerazione, in futuro, una capsule o una parentesi artistica in cui ti distacchi completamente dallo stile che hai portato avanti finora e che ha fatto da filo conduttore in tutte le tue collezioni?
L: Chi lo sa? Ogni mia serie ha diverse impronte, sia di tecnica sia di stile e materiale… Io rimango fedele al mio pensiero, ma i mezzi per trasmetterlo cambiano ed evolvono in continuazione. Mi lascerò trasportare dal mio volo!

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Ph. Alessandra Guidetti
http://www.alessandraguidetti.com
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Micol indossa: MOLLY BRACKEN crop top
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Valverde NABA limited edition: GEOMETRY.

Ed eccoci arrivati all’ultimo appuntamento della mini rubrica che, questa settimana, ho voluto dedicare alla bellissima collezione in edizione limitata di acqua Valverde, che ha dato spazio alla creatività degli studenti della NABA in occasione della Design Week che inizia dopodomani. Ed è proprio perché siamo agli sgoccioli che ho voluto tenere per ultima la bottiglia disegnata da Riccardo Vecchi e Erika Pizzetti, in cui i due ragazzi giocano proprio con i colori e le geometrie ispirandosi apertamente al Déco, incrocio di cultura e design.

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Ph. Micol Uberti
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Valverde NABA limited edition: PIZZO.

Finalmente è venerdì! La mente è già proiettata verso il relax e magari verso una serata speciale… magari verso una serata sensuale. Magari verso una serata ammiccante. A me viene subito in mente il pizzo, in una situazione del genere, a cui hanno pensato anche Veronica Galante e Alessia Nespoli che hanno decorato la loro bottiglia di acqua Valverde con questo motivo, omaggiando la femminilità in occasione della Settimana del Design che inizierà tra pochissimi giorni qui a Milano.

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 Ph. Micol Uberti
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Gogol & Company : una seconda casa (di carta)

…e pensare che c’è chi dice che noi non ci vediamo granché bene… io so addirittura leggere!
Ops, scusate! Non mi sono neppure presentata.
Mi chiamo Paola, non raggiungo il mezzo metro di altezza e sono cresciuta in una libreria.
Segni particolari? Una codina scodinzolante con cui saluto tutti i miei amici a 2 zampe che vengono qui, da Gogol & Company, a bere un caffè gustandosi le pagine di un buon libro. Perché sono io, una piccola bassottina a pelo duro, la vera padrona del locale! Ma a proposito di umani… volevo raccontarvi che qualche giorno fa sono entrati qui in libreria due ragazzi che, mentre mi facevano i grattini dietro le orecchie (…BAUUU!), si sono presentati alla mia mamma Tosca come Micol e Luca. Bei nomi, vero?
Beh, insomma, si sono messi a fare delle foto con uno strano aggeggio nero che mi ha incuriosita tantissimo e allora li ho seguiti per le stanze del mio regno e ho origliato i loro discorsi (ehm… a dirla tutta parlava solo lei. Quanto chiacchierano le femmine di uomo!). Lo so che non si fa, ma sono così tenera che, a me, tutto è concesso! E so anche che voi, ora, vorrete sapere cosa dicevano…
Va beh, se mi promettete di non segnalarmi come spia sotto mentite spoglie, vi svelo tutto!

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«Ecco. Questo è l’odore che vorrei sentire anche quando entro in casa mia. Lo senti pure tu? È il profumo della carta, che si mischia a quello del legno e del caffè. Cioè… non è il paradiso?» ha esordito lei appena si è diretta verso l’area di ristorazione della nostra libreria. La mia mamma e i suoi soci hanno pensato, infatti, che se i libri sono il cibo dell’anima allora vanno per forza accompagnati a una bella tazza di tè caldo!
Oppure a… «Un caffè americano! Grazie mille!» ecco, Micol ha preferito quello.
E poi è andata a passo di carica nel salottino laterale, più appartato e le cui pareti sono immensi scaffali pieni di romanzi e racconti fantasy.
«Ok, questo È il paradiso. Direi che non ci sono altre definizioni possibili. Sai cosa mi piace, Luca? Mi piace un sacco che si trova tutta la tranquillità che si desidera quando ci si mette a leggere, ma nello stesso tempo ti senti totalmente a tuo agio, ti senti proprio a casa tua. Qui si conoscono tutti, ci si saluta come se si fosse amici da sempre… sì sì, proprio come a casa. Sto diventando ripetitiva, lo so, ma sai che io vivo di entusiasmi… Mi sa che probabilmente mi trasferirò qui!» ha detto ridendo e sprofondando in una delle mie poltrone preferite, soffici e comodissime, con un libro in mano.
Hop! Le sono saltata in braccio in un istante: coccole in vista, ragazzi!
«Ahahah e tu? Paolina! Sei una ruffiana… Dai, stai qui con me che ci rilassiamo un attimo mentre Luca scatta un po’ di fotografie…» e infatti lo abbiamo visto sparire tra i corridoi di Gogol & Company con la reflex (ho scoperto che si chiama così!) in mano e lo sguardo attentissimo.
«Sono felice di aver scoperto questo posto, sai, cucciola? Penso proprio che verremo a trovarvi ancora, magari quando ci sarà la Settimana del Design, visto che siete vicinissimi alla zona in cui ci saranno molti eventi, in via Tortona. Prendersi una pausa qui sarà come rinascere.» ha aggiunto sottovoce.
E poi… il tempo di sfogliare qualche pagina e di vedere il fondo della tazza di caffè ed è riapparso anche l’altro umano; allora mi hanno salutata con una scompigliata di pelo sulla testolina, hanno ringraziato Tosca per averli ospitati e li ho visti uscire, chiacchierando allegramente sulla loro mattinata nella nostra libreria.

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Sapete una cosa?
A me, quei due, stavano proprio simpatici. Spero di rivederli prestissimo!
Per quanto riguarda voi, che state leggendo questo racconto, invece, SAPPIATE CHE ORA MI DOVETE DEI BISCOTTINI! Perciò vi invito a portarmeli direttamente qui, così potrete conoscere anche i miei amici che hanno fondato Gogol & Company.

Ci trovate in via Savona, 101 a Milano.
Vi aspetto! Preparate anche una scorta di coccole. Bau!

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Le foto le ha fatte il bipede Luca Drago
e ci ha messo il copyright
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La bipede Micol invece ringrazia DEHA per la maglietta,
RUE DES MILLE per i braccialetti
e LE PROSPERINE per le scarpe…
però io avrei preferito delle ciabatte da mordicchiare!

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Valverde NABA limited edition: MILAN.

Non è facile poter dire più di quanto ho già detto nella foto della bottiglia di acqua Valverde NABA limited edition di oggi, per la verità. Perché è proprio così: Milan, l’è un gran Milan. Potete dire che è frenetica, grigia e trovarle tutti i difetti che volete, ma io continuo ad adorarla per le infinite opportunità che offre, per tutte le contraddizioni a cui lascia spazio e per i volti sempre nuovi che riesce a tirar fuori ogni giorno, colorandosi di luci diverse. Insomma, è proprio alla mia città che Francesco Munari ha dedicato la sua creazione.
Grazie!

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Ph. Micol Uberti
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Valverde NABA limited edition: CALDER.

È tempo di arte, in tutte le sue forme, i suoi colori… e non solo.
Alexander Calder, scultore statunitense a cui Elisa Picchi e Tiziana Pesenti hanno dedicato la loro bottiglia di acqua Valverde, aveva un modo di intendere la sua dimensione in una maniera ben precisa, che si riassume perfettamente nella sua citazione che ho riportato nella fotografia e che recita: “Così come si possono comporre colori o forme, così si può comporre il movimento.”. Se non conoscete già le sue opere, vi consiglio di cercarle, perché sono davvero eccezionali. Esattamente come lo è questa bottiglia.

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Ph. Micol Uberti
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Valverde NABA limited edition: WATEVER.

Eccoci qui con il secondo appuntamento della piccola rubrica che questa settimana dedicherò all’acqua Valverde che, come vi spiegavo nel post di ieri, ha dato ai ragazzi del NABA la possibilità di designare alcune bottiglie esclusive in previsione dell’arrivo della Settimana del Design a Milano.
Oggi vi lascio in un mondo di… W. Quante parole possono venirvi in mente con questa lettera?
Cecilia Benassi ha pensato a queste. Semplicemente geniale.

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Ph. Micol Uberti
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Valverde NABA limited edition: SPRING.

Manca una settimana esatta all’inizio della Design Week: sarà la prima a cui parteciperò e già non vedo l’ora che sia lunedì prossimo. Per fare un conto alla rovescia insieme a voi, ho deciso di presentarvi ogni giorno, a partire da oggi, una bottiglia diversa di acqua Valverde, che quest’anno ha affidato agli studenti della NABA (Nuova Accademia di Belle Arti) il compito di disegnare dei packaging esclusivi dedicati all’arrivo del FuoriSalone che dall’11 aprile riempirà le strade di Milano. Voglio cominciare con la mia preferita: la bottiglia dedicata alla primavera. Mi sembra bellissima l’idea di Xie Shiyun di trasformarla in un mazzo di tulipani… e voi che ne dite? Ci vediamo qui domani, sempre alle 18, con il secondo appuntamento.

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Ph. Micol Uberti
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Ludmilla Radchenko @ Affordable Art Fair

Cosa io pensi del colore lo sapete molto bene: è ciò che dona profondità a qualsiasi aspetto della vita, ed essendo figlio della luce… è una trasposizione materiale di emozioni che riusciremmo difficilmente a descrivere altrettanto fedelmente. Se imparate a guardare il mondo attraverso le sfumature esistenti, riuscirete a percepire lo stupore che si nasconde in ogni angolo e dettaglio che spesso ci appaiono insignificanti. È per questo che dovete assolutamente andare alla Affordable Art Fair, un’esposizione interamente dedicata all’arte che sta avendo luogo in questi giorni presso lo SuperStudio Più di via Tortona, a Milano. Quando siete lì, cercate immediatamente lo stand di POP ART STUDIO e lasciate che la mia amica Ludmilla vi colori l’anima con le sue tele e i suoi foulard! Perché con lei, infatti, tutta la bellezza di un quadro può venire addirittura indossata, proprio come faccio io, che porto al collo la sua sciarpa in cashmere e seta della nuova linea “I Can Fly”, di cui presto vi parleremo qui sul blog. Amiamo il suo progetto e amiamo lei, ma solo conoscendola e vivendo in prima persona la sua arte potrete capirci fino in fondo!
You know what I think about colors: they are what gives a depth to any aspect of life and, since they come from the reign of light… they’re a material transposition of emotions that we could hardly describe as faithfully as they do. If you learn to look at the world through all the existing shades, you will sense the wonder that lies in each of its details and corners we don’t usually care about. This is why you should absolutely go to Affordable Art Fair, an exposition entirely dedicated to art that is taking place to SuperStudio Più in via Tortona here, in Milan. When you walk in, you have immediately to look for POP ART STUDIO stand and let my friend Ludmilla paint your soul with her canvas and foulards! She will show you how all the beauty of a work can be also worn, as I do wearing her cashmere and silk scarf from her last collection “I Can Fly”, about which we’re gonna speak you soon here on the blog. You have to know her and live her art to understand what we mean when we say that she and her projects are amazing!

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Ph. Luca Drago
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MORE: Affordable Art Fair

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